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IL M5S FA QUELLO CHE DICE

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“Eccola! Sta prendendo forma.
Palchi, camper, volantini, gazebo, nel 2013 lo Tsunami Tour del Movimento 5 Stelle lo avete finanziato con le vostre donazioni raccogliendo circa 770.000 euro.

Ma quella campagna elettorale – che ha visto classificarsi il Movimento 5 Stelle prima forza poltica italiana con il 25% dei voti – ci è costata soltanto 350.000 euro.
I soldi rimanenti li abbiamo donati al Comune terremotato di Mirandola per costruire la palestra di una scuola.
Fine dei lavori Aprile 2016. Che spettacolo”


Luigi Di Maio

 

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QUALCHE VOLTA FANNO COME DICIAMO NOI !!!!

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“Finalmente grazie al MoVimento 5 Stelle l’Italia può avere una legge che punisce i delitti ambientali e che porta la prima firma del nostro Salvatore Micillo. Con l’approvazione della legge sugli Ecoreati del M5S realizziamo uno dei punti più importanti del nostro programma. È una data storica perché ci sono voluti venti anni per avere finalmente nel codice penale italiano cinque tipologie di reati contro l’ambiente. Era necessario che entrasse il MoVimento 5 stelle in parlamento per ottenere una legge che nessuno prima ha avuto il coraggio di fare. Abbiamo iniziato due anni fa a lavorare in commissioni e in aula, abbiamo ascoltato associazioni, comitati, cittadini, ambientalisti, magistrati e tutti coloro che hanno potuto dare un contributo costruttivo a questa legge. L’abbiamo fatto per realizzare uno dei punti più importanti del nostro programma e oggi quello che sembrava un sogno è diventato realtà.
Da domani nessun inquinatore potrà scampare alla legge. È una vittoria che dedichiamo a tutto il popolo inquinato, alle vittime delle sentenze per prescrizione, lo dedichiamo alle vittime di Eternit, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva e lo dedichiamo a chi verrà dopo di noi e alle future generazioni.”

M5S Parlamento

LA TERRA NON SI TASSA !!!

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Apprendiamo, sempre e solo, dal comunicato del sindaco Ruscigno che, molto probabilmente l’IMU Agricola non dovrà essere pagata.

NE PRENDIAMO ATTO CON GRANDE SODDISFAZIONE, anche perché ci eravamo impegnati sia a livello locale che nazionale affinché ciò avvenisse.

RITENIAMO, inoltre, pura propaganda le affermazioni finali del Sindaco dove indica come speculatori quelli che si erano mossi per non pagare l’IMU, come giustamente avvenuto.

Se Ruscigno ritiene che ogni critica o proposta sia speculazione, sciacallaggio e l’unica proposta che ci presenta è di tacere sempre e su tutto, crediamo che in valsamoggia la democrazia abbia le gambe veramente corte.

PIANO PIANO I NODI VENGONO AL PETTINE…

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Fabio Federici, presidente della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, continua a strepitare a mezzo stampa contro l’uscita dalla Strada dei comuni modenesi. Il comune di Vignola, in effetti, ha già deliberato il recesso dalla Strada (pdf). Spilamberto e Castelvetro hanno annunciato analogo provvedimento. Savignano già non aveva rinnovato l’adesione nel 2013. Tanta insistenza del presidente della Strada potrebbe risultare a qualcuno inspiegabile. E’ bene, dunque, fornirne un’interpretazione.

Pochi giorni fa, sempre sulla stampa (vedi), Federici stesso ha ammesso l’esistenza di un “buco” di (almeno) 800mila euro nel bilancio della Strada (al 2008, dice Federici; non è dato sapere, però, qual è la situazione attuale). Situazione di cui sarebbe responsabile la gestione precedente alla sua (anche se qualche componente della passata gestione è pure nell’attuale consiglio). Ovviamente Federici si dimentica di dire all’opinione pubblica ed ai cittadini di questo territorio chi è chiamato a pagare per il risanamento della Strada. In realtà lo rivela con gli strepiti di questi giorni: evidentemente i 105mila euro pagati annualmente dai comuni di parte modenese non sono solo il giusto pagamento per “servizi” forniti dalla Strada in termini di marketing territoriale, ma includono anche una quota a servizio del debito. Questo, plausibilmente, è il vero motivo di tanto strepitare contro il recesso del comune di Vignola (oggi non più a guida PD) e degli altri. Venendo meno l’adesione di questi comuni, viene meno chi finanzia, sotto la copertura di servizi acquistati, il ripianamento del debito accumulato in anni di mala gestione. Altrimenti non si spiega tanto strepitare. E non si spiega neppure come possa avvenire in pochi anni il ripianamento di un debito di 800mila euro. Insomma, nella storia della locale Strada dei vini e dei sapori c’è praticamente di tutto, tranne la chiarezza.

In effetti nella tribolata vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Cilegi”, originata nel 1999 (vedi), troviamo diversi elementi che non solo si configurano come malagestione dal punto di vista economico (un “buco” di 800mila euro prodotto in pochi anni), non solo evidenziano una drammatica sottovalutazione dei requisiti di risanamento, ma evidenziano anche l’incapacità di impostare un adeguato dispositivo di governance (ovvero un adeguato sistema di indirizzo-controllo-rendicontazione nel rapporto tra la Strada e la principale “committenza”: gli enti locali):

  • Ad oggi non sappiamo ancora quali comportamenti (solo “errori” di gestione? anche malaffare?) sono all’origine del “buco” di 800mila euro. La cosa ha una sua importanza, visto che dal chiarimento di questo punto dovrebbe conseguire chi chiamare a “pagare” per il “buco” (gli amministratori del passato? chi ha fornito loro copertura politica?).
  • Ad oggi non sappiamo nulla di preciso circa l’entità del “buco” (una cosa sono le parole alla stampa, un’altra i documenti ufficiali: del “buco” non si parla in nessuno documento ufficiale!), circa le caratteristiche dell’eventuale programma di risanamento (plausibilmente indebitamento con istituti bancari e restituzione del prestito spalmato su più annualità), circa la sua efficacia (sta funzionando?).

Questi due primi punti chiamano in causa la responsabilità dell’attuale presidente, Fabio Federici, che ha accettato di operare per il “rilancio” della Strada in una condizione di opacità, senza fare chiarezza (verso gli enti locali e l’opinione pubblica) sulle responsabilità del dissesto e sulle condizioni di risanamento. Per questo possiamo osservare che la Strada è stata affossata due volte: prima dagli anni di mala gestione; poi dalla non volontà di fare chiarezza e di rinnovarne l’impianto, però nella trasparenza (vedi).

  • Ad oggi, infine, manca un adeguato sistema di governance che leghi la Strada (quale “mezzo” di promozione territoriale e dei prodotti del territorio) alla committenza (in primo luogo gli enti locali, visto che questi hanno uno status particolare nella compagine sociale). Serve, in questo come in tutti i casi di “esternalizzazione” di funzioni e servizi, un circuito puntuale e trasparente di indirizzo, controllo, rendicontazione. Serve, ad esempio, un atto annuale di indirizzo che precisi gli obiettivi che gli enti locali (e gli altri soci) assegnano a consiglio e presidente (in modo pubblicamente controllabile). Serve, inoltre, un sistema di controlli periodici che consenta, anche qui in modo trasparente, di verificare l’andamento economico e l’approssimarsi agli obiettivi trimestre dopo trimestre. Serve, infine, un documento annuale di rendicontazione in cui si mostri – con i dati! – il raggiungimento o meno degli obiettivi e, più in generale, si rappresenti la performance dell’ente. Tutte cose che non ci sono e di cui l’attuale presidente e l’attuale consiglio portano una parte non piccola di responsabilità.

Per questo sono “lacrime di coccodrillo” quelle che con insistenza Federici riversa sull’opinione pubblica tramite la Gazzetta di Modena. E per questa serie di motivi l’uscita dei comuni modenesi è l’epilogo ineluttabile di questa tribolata (e opaca) vicenda.

Andrea Paltrinieri (blog “AmareVignola”)

I CONSIGLIERI M5S DI SAN LAZZARO HANNO CONTRIBUITO A FAR DECADERE IL POC SULLA COLATA DI CEMENTO!!

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AL SINDACO RUSCIGNO E ALLA SUA MAGGIORANZA: IL M5S VOTA ANCHE SI !!!!

Di ritorno da San Lazzaro di Savena dove i nostri consiglieri hanno contribuito a far decadere il POC della località dove la precedente amministrazione comunale aveva portato avanti la progettazione di un nuovo insediamento urbano da tutti definita la “Colata”: circa 700 residenze in una località verde i cui terreni si sono rivalutati in modo spaventoso.

Anche auto blu accorse giusto in tempo per la foto. Le stesse che forse erano posteggiate durante la progettazione di quest‘opera a San Lazzaro di Savena.

Il coraggio di cambiare idea e di ravvedersi che ha bloccato la “Colata” dovrebbe essere ora riprodotto per il Passante Nord, per il People Mover, per Fico, per la Cispadana e tante altre opere inutili, dannose e costosissime che da anni vengono portate avanti, come la “Colata”, da una politica irresponsabile.

Un grazie ai consiglieri M5S di San Lazzaro e ai tanti attivisti che si sono mobilitati. Si sappia che non abbiamo l’abitudine di farci intimorire. Se viene toccato uno di noi vengono toccati tutti.
Grazie Massimo Poggi, Silvia Fava, Fabio Ara, chi c’era sa quanto siete stati coraggiosi. E a chi non c’era lo diremo.

Giulia Gibertoni (candidata presidente M5S Regione Emilia-Romagna)