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I 5 Stelle “cacano ‘o cazz” !!!

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A combattere l’arroganza del Pd e di De Luca abbiamo i nostri sette consiglieri regionali campani che per la prima volta in quella Regione stanno facendo OPPOSIZIONE.
Valeria Ciarambino e gli altri 6 eletti del MoVimento Cinque Stelle Campania stanno mettendo in seria difficoltà la Giunta De Luca.

In una telefonata i cui contenuti son stati diffusi ieri ascoltiamo il Vice Presidente della Regione che sgrida il suo capogruppo, colpevole di aver assecondato la nostra richiesta di chiarimenti sulle vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo il governatore: “Ne Mario – ha detto al presidente dei consiglieri regionali dem – tu nun puo’ ffa’ na cosa e chesta a Enzo De Luca. Tu si’ o capogruppo, ne’ Mario…“, ha urlato il vice di De Luca al presidente del gruppo regionale Pd, che sembrava incline a una discussione, come chiede la minoranza dem e l’opposizione “Nun ppo ffa’ chest, co’ e’ Cing stelle ca cacano o cazz!
Traduzione dal dialetto salernitano ad italiano: “Mario, non puoi fare una cosa del genere a Vincenzo De Luca. Tu sei il capogruppo, non puoi fare questo, con il Movimento 5 Stelle che ci sta rompendo le scatole!“.
È fantastico: noi ne usciamo sempre alla grande. Sono veramente orgoglioso di appartenere a questa comunità di persone perbene.
La loro arroganza gli sarà letale. La Campania torni subito al voto!

Luigi Di Maio

VOTIAMOLI VIA !!!

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Ci risiamo! Ecco che il PD riprova ad infilare nella stabilità emendamenti a favore delle lobby del gioco d’azzardo! Lo fa con l’emendamento Santini 48.02 che limita di nuovo il potere di Regioni e Comuni nel combattere l’azzardopatia e di fatto spiana la strada ai ricorsi delle società del gioco d’azzardo contro le amministrazioni che limitano il fenomeno. Con ottima possibilità per le lobby dell’azzardo di vincerli.

Andiamo nei dettagli e spieghiamo il trucco di questo emendamento. Nel comma 2 dell’emendamento è scritto chiaramente: “le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in material di gioco, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale di fonte primaria in materia di giochi pubblici”.

Avete letto bene si dice chiaramente ‘ astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale’ in pratica addio ai Comuni e le Regioni virtuose che vogliono limitare il fenomeno dell’azzardopatia che oramai colpisce quasi un milione di cittadini!

Grazie ai portavoce al senato è stato smascherato questo subdolo tentativo del PD di fare gli interessi delle lobby. E questo è solo l’inizio! Ogni anno la manovra finanziaria è terreno fertile per queste sanguisughe della società ma noi continueremo a tenere gli occhi aperti!

APRISCATOLE IN FUNZIONE!

MoVimento 5 Stelle Senato MoVimento 5 Stelle Camera

IL SORPASSO…. E COSA FA IL PD?

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Giuseppe Lauricella, parlamentare Pd, si è inventato la clausola anti-M5S per evitare che possa vincere le elezioni.

Senza alcun pudore nella relazione del disegno di legge per modificare l’Italicum scrive: “Se si mantiene il ballottaggio si rischia al secondo turno un “effetto Parma (dove il M5S ha vinto al ballottaggio come in molti altri Comuni, ndr)” di dimensioni nazionali“. C’è il rischio che i cittadini scelgano il M5S come sta emergendo dai recenti sondaggi e non il Pd, un partito che candida indagati e condannati, che è dentro i principali scandali giudiziari italiani (EXPO, MOSE, Mafia Capitale solo per citarne alcuni) e nulla fa se non annunci.
Il M5S al governo è un rischio inaccettabile per le poltrone e i privilegi dei partiti. Quindi Lauricella propone di abolire il ballottaggio e di dare premio di maggioranza soltanto nel caso in cui una lista superi il 40% dei consensi. E se nessuno oltrepassa questa soglia governo di coalizione. L’unico obbiettivo del Pd è impedire al M5S di andare al governo, e lo fa come i bari, cambiando la legge elettorale. Metteranno il premio di coalizione al posto di quello di lista? E se il M5S continua a crescere e il Pd a sprofondare e supera la coalizione cosa si inventano? Il premio condannati? Chi ha più condannati ha la maggioranza? Il Pd vincerebbe a mani basse senza bisogno di coalizione. La legge elettorale va inserita nella Costituzione per sottrarla ai partiti bari e garantire democrazia e rappresentanza ai cittadini.

I VERI CONTI SULL’EXPO

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“È finito Expo.
Per i controlli di questa Esposizione Universale è stata creata una macchina dai costi molto pesanti e non ripetibili dallo Stato per altre opere. Sono stati spesi miliardi di soldi pubblici, ci sono conflitti di interesse riguardanti la vendita dei terreni, milioni di euro in ballo per le bonifiche, un bilancio economico ancora da definire.
Ne è valsa la pena? Per sei mesi non si è potuto nominare il “verbo” Expo senza essere calunniati come gufi. Chi governa sta cercando di salvare il bilancio complessivo di un evento impattante come Expo con la foglia di fico del numero di visitatori.

Il partito dei biglietti
C’è un altro bilancio di Expo che il ‘partito dei biglietti‘ nasconde e che per dovere di cronaca va affiancato alla narrazione trionfale e superficiale dell’evento. Parliamo di una macchina di controlli dai costi spropositati, e non ripetibile per altri eventi, che ha coinvolto l’ANAC, la Commissione regionale Antimafia, nuovi enti di controllo come ad esempio il GICEX, solo per citarne uno, la Prefettura, Questura, e altri, con la sottoscrizione di Protocolli, Linee Guida, Accordi, Piani d’azione e Raccomandazioni di ogni genere.

I costi di Expo
18 miliardi di euro di soldi pubblici (di cui 2 per la realizzazione del sito e 16 per le opere connesse, alcune delle quali non realizzate in tempo per Expo); 164 euro al metro quadrato, il prezzo stellare dei terreni venduti ad Arexpo, 10 volte tanto il valore originario dei terreni in pieno conflitto di interesse; 78 le deroghe al codice degli appalti per la realizzazione del sito espositivo; costi per bonifiche, smaltimento riporti e rifiuti pari a 72 milioni che qualcuno vuole far pagare ai contribuenti e non ai proprietari privati originari.

Il fallimento della Carta di Milano
La Carta di Milano non tocca i temi più importanti, quali le sementi, il land e water grabbing, l’acqua pubblica, la speculazione finanziaria su cibo e acqua, gli OGM, il forte utilizzo di pesticidi, l’utilizzo di terreni per coltivazioni destinate a diventare biocarburanti, le conseguenze ambientali e sulla salute che comporta un eccessivo consumo di carne.
Sponsor che fanno junk food come McDonald’s, con padiglione all’interno del sito. E’ questo il messaggio di Nutrire il pianeta?
Il bilancio economico per Expo è ancora tutto da scrivere, visto che sono stati venduti tanti biglietti ma ben al di sotto del numero totale ipotizzato e del prezzo medio ipotizzato per il pareggio. Il bilancio complessivo del ritorno sull’investimento di 18 miliardi di euro pubblici in termini di aumento del PIL e dell’occupazione è ancora tutto da scrivere.

Il dopo Expo
Adesso si incomincia con il Dopo Expo, nel nulla di idee e prospettive. Noi non abbasseremo la guardia, continueremo a fare quanto fatto sin d’ora, quel controllo politico che è nostro dovere fare, affinchè illegalità e infiltrazioni mafiose vengano arginate da questa nuova fase.
A partire da venerdì 6 novembre, giorno in cui i portavoce commissari in antimafia, Silvana Carcano, Gianmarco Corbetta, Giampietro Maccabiani, insieme al nostro tecnico Giovanni Navicello, incontreranno i vertici di Arexpo per chiedere conto di numerose questioni ancora aperte di cui chiediamo chiarezza da mesi.”

MoVimento 5 stelle Lombardia

E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO…

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Intanto in Francia…
Pensano che il M5S andrà al governo. E hanno ragione.
Per l’‪#‎Italia5Stelle‬ è solo questione di tempo. In alto i cuori!

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Di seguito parte dell’articolo a firma di Philippe Ridet comparso oggi su Le Monde:

Non è al potere come Syriza in Grecia, non governa grandi città come Podemos in Spagna, ma in Italia il Movimento 5 stelle continua a crescere inesorabilmente sondaggio dopo sondaggio. Mentre alcuni hanno predetto la fine imminente di questo “non-partito” dopo i deludenti risultati delle elezioni europee e regionali, ora vale il 27% dei voti, 2 punti in più del suo risultato alle elezioni politiche del 2013, che gli hanno permesso di eleggere 163 parlamentari. In un contesto di liquefazione del diritto italiano, appare come l’unica alternativa al Partito Democratico (centro sinistra) Matteo Renzi e il suo avversario più pericoloso. Le elezioni comunali del giugno 2016 a Milano, Bologna, Torino, Napoli, e soprattutto a Roma, minata da scandali, dovrebbero confermare queste radici. Questo successo apre una nuova speranza per i sostenitori di Beppe Grillo. Forte ora di 91 deputati, 36 senatori (una quarantina di parlamentare sono stati esclusi o hanno cambiato casacca), 17 deputati, 11 sindaci e un migliaio di consiglieri regionali e comunali, il Movimento sogna di prendere il potere. “Dimostrare che sappiamo governare”. “Se a Roma governeremo il Paese per dieci anni”, ha detto l’ex comico in una riunione di attivisti ed eletti il 17 e 18 ottobre a Imola…