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ITALIA 5 STELLE A IMOLA: VI ASPETTIAMO

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IL VOTO DI SCAMBIO IN EMILIA-ROMAGNA !!!

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Il voto di scambio è un cancro nel nostro Paese. Lo è da nord a sud. Ed è ancora un’arma fortissima in mano ai partiti che, sfruttando i disagi e anche la povertà delle persone, “comprano” voti in cambio di un buono benzina, una busta della spesa o la promessa di un ricovero per un parente malato.

Per questo contrastano la nostra proposta sul REDDITO DI CITTADINANZA. Perché il reddito di cittadinanza distruggerebbe il voto di scambio in Italia.

Oggi l’ennesimo esponente PD finisce sotto inchiesta. Dopo il Sindaco PD di San Felice indagato e il Comune di Finale Emilia a rischio scioglimento ora tocca a Sassuolo. Il capogruppo PD al consiglio comunale, indagato, si è appena dimesso.
Mettete alla prova il M5S, gli altri avete visto cosa combinano. A riveder le stelle!

Alessandro Di Battista

L’INCHIESTA GRANDI OPERE E IL PD EMILIA-ROMAGNA

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«Sono Perotti, chiamo da parte di Peri»
Sms e telefonate dell’affaire Cispadana

Nelle carte dell’inchiesta sulle grandi opere gli incontri in Regione con l’assessore, le chiamate a Incalza e il ruolo da mediatore di Fiammenghi con l’imprenditore

BOLOGNA- L’ingegner Stefano Perotti, il re delle direzioni lavori e presunto facilitatore del potente manager del ministero delle Infrastrutture Ettore Incalza, ritenuti dalla Procura di Firenze al vertice del sistema che avrebbe gestito opere pubbliche milionarie in cambio di tangenti e favori, era di casa ai piani alti della Regione. In viale Aldo Moro aveva l’ufficio «l’assessore ai Trasporti Alfredo Peri, suo referente per i lavori della Cispadana», scrivono i pm nella richiesta di arresto per la presunta cricca degli appalti.

Sono le intercettazioni, i ripetuti incontri con Peri e Fiammenghi in Regione e i contatti diretti dell’assessore con Incalza a documentare secondo i pm il coinvolgimento dei politici emiliani nell’inchiesta. Si parte dai contatti con Perotti e si arriva alla telefonata di Peri a Incalza, con l’assessore che si premura di conoscere iter burocratico e stato dei finanziamenti per la Cispadana. Peri è indagato con l’ex consigliere Valdimiro Fiammenghi, braccio destro di Errani, e Graziano Pattuzzi, presidente dell’Autostrada regionale Cispadana, per tentata induzione a dare o promettere utilità in concorso con Perotti e Incalza.

L’alto dirigente avrebbe garantito un iter favorevole per l’opera e si sarebbe impegnato a finanziarla dietro la promessa del conferimento a Perotti dell’ennesima direzione lavori. Le manovre di avvicinamento dell’ingegnere per mettere le mani sull’autostrada che dovrebbe collegare Reggiolo a Ferrara iniziano il 15 aprile 2014. È Fiammenghi a fare da tramite per fissare un appuntamento in Regione con Peri. Perotti si muove come se fosse già dentro la partita della Cispadana. Venti giorni dopo l’incontro con l’assessore chiama Pattuzzi e spende il nome di Peri: «Sono Perotti, chiamo da parte dell’assessore Peri che mi ha dato il suo numero per un eventuale appuntamento per parlare della Cispadana. Guardi, noi facciamo direzione lavori, project manager e controllo della sicurezza, e parlando con l’assessore mi aveva chiesto di contattarla per vedere se potevamo darvi contributi già in questa fase».

Pattuzzi non fa una piega ma ribatte che sull’opera ci sono problemi: «Ho capito, non so se l’assessore le ha detto…siamo ancora in questa benedetta attesa di Via». L’incontro viene fissato il 20 maggio presso la sede dell’Arc in via dell’Arcoveggio e Perotti ne dà subito notizia a Fiammenghi. È sempre l’allora consigliere regionale dem a procurare a Perotti un nuovo appuntamento per l’8 luglio con Peri. Si arriva al 23 luglio quando Perotti sollecita ancora Fiammenghi per incontrare Peri. Sembrano esserci problemi: «Ciao Miro, novità per l’appuntamento? Varrebbe la pena, perché gli dico qualche criticità che sta emergendo in questi giorni…che magari è importante che lui la sappia». «Provo a parlargli», dice Fiammenghi. Due giorni dopo Perotti chiama Carlo Costa (non indagato, ndr), procuratore dell’Autostrada Brennero spa e nel cda di Autostrada regionale Cispadana, partecipata al 51% dalla società trentina: «Mi ha dato il suo numero l’assessore Peri, la disturbo per sapere se possiamo incontrarci». L’interlocutore rimanda alla settimana successiva.

«I contatti di Perotti con Peri e Fiammenghi sono costanti e fanno comprendere come, pur non avendo alcun incarico formale, si stia attivando in relazione all’opera, addirittura fornendo informazioni agli stessi», scrivono i carabinieri. Per i pm non è chiaro se sia stato Perotti a mettere in contatto l’assessore col potente Incalza, ma è un fatto che il 29 luglio Peri gli mandi un sms: «Vista bozza dello Sblocca Italia, non vedo Cispadana, Ferrara/mare e Passante Bo». Il 6 agosto spedisce un altro sms che riguarda il finanziamento della Cispadana per cui la Regione ha stanziato 180 milioni: «Nella bozza che mi hai dato, la Cispadana va spostata nell’elenco dal 15 in poi. I 400 m (non è chiaro se si parli di milioni, ndr) possono essere programmati dal 2016 con defiscalizzazioni».

Il primo settembre, infine, arriva la telefonata di Peri a Incalza da cui emerge la preoccupazione per l’assenza dell’opera nel decreto Sblocca Italia: «Dimmi Alfredo», dice Incalza. «Ascolta, Sblocca Italia…dentro c’è Passante e Cispadana?». «No, no Cispadana nella legge di Stabilità, Passante non c’è bisogno», risponde il dirigente. Peri insiste: «Cispadana la metti nella legge di Stabilità?». «Sì, perché loro hanno verificato…senza quote dice che non aveva senso, non so chi aveva parlato Lotti (sottosegretario al consiglio dei ministri, ndr». «Perché io stasera vedo Lupi, viene a Bologna», replica Peri. «Digli la stessa cosa». «Va bene, vengo a trovarti giovedì», assicura Peri. «Io sto qua, ti abbraccio», chiude Incalza.

Corriere della Sera – Edizione Bologna – 19 marzo 2015

 

32000 TONNELLATE DI RIFIUTI INFETTIVI NON STERILIZZATI IN EMILIA-ROMAGNA – Movimento 5 Stelle beppegrillo.it Emilia-Romagna

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32000 TONNELLATE DI RIFIUTI INFETTIVI NON STERILIZZATI IN EMILIA-ROMAGNA

L’EMILIA ROMAGNA NON STERILIZZA I RIFIUTI INFETTIVI. EPPURE QUESTO CONSENTIREBBE DI ABBATTERE NOTEVOLMENTE I COSTI DI SMALTIMENTO. COME MAI?

Secondo il report 2013 “La Gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna” elaborato dalla Regione Emilia-Romagna e da Arpa Emilia-Romagna, i rifiuti infettivi prodotti nel 2011 nella nostra Regione ammontano a circa 32.000 tonnellate.

Sempre secondo lo stesso rapporto, nonostante rappresentino il 27% dei rifiuti ospedalieri prodotti, essi incidono per ben il 60% nei costi di smaltimento dei rifiuti sanitari.

Nel nostro paese esiste la migliore tecnologia per sterilizzare i rifiuti ospedalieri infettivi, ma queste macchine sono in funzione solo in pochissimi ospedali italiani e, a quanto ci risulta, nessuna struttura pubblica della nostra regione le ha installate.

Il rifiuto sterilizzato si può smaltire come assimilato a rifiuto urbano (e dunque al costo dell’urbano) oppure è utilizzabile come Combustibile da Rifiuto, riducendo drasticamente il costo di smaltimento a pochi centesimi di €. Inoltre può essere stoccato per lunghi periodi (fino a 3 mesi) in quanto inerte, ed è ridotto di peso e di volume, per cui si riduce il costo dei trasporti speciali e i pericoli d’inquinamento legati a percolamento e discariche abusive. In pratica evita, di fatto, che dall’ospedale esca rifiuto infetto.

Eppure, la sterilizzazione dei rifiuti infettivi direttamente sul posto consente sia l’abbattimento dei costi, sia la riduzione dei danni ambientali conseguenti ai trasporti e i trattamenti esterni, sia una più oculata e corretta gestione dei rifiuti ospedalieri con una raccolta differenziata al punto di generazione.

Perché questo non succede?

Vogliamo vederci chiaro. Non sarà che si evita il processo di sterilizzazione per questo è ovviamente osteggiato dai grandi colossi delle imprese di smaltimento? Non sarà che il business del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti infettivi è troppo vantaggioso per gli smaltitori, per abbatterlo con tecniche moderne e meno inquinanti come la sterilizzazione?

Abbiamo dunque chiesto alla Regione per quale motivo le strutture sanitarie pubbliche non siano dotate di macchine per la sterilizzazione dei rifiuti sanitari infetti e se siano in previsione, per abbattere gli elevati costi di smaltimento di questi rifiuti, piani per la dotazione di macchine per la sterilizzazione nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

LEGGI L’INTERROGAZIONE

Andrea Defranceschi, capogruppo Movimento 5 Stelle Regione Emilia-Romagn

via 32000 TONNELLATE DI RIFIUTI INFETTIVI NON STERILIZZATI IN EMILIA-ROMAGNA – Movimento 5 Stelle beppegrillo.it Emilia-Romagna.