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IL TRENTINO-ALTO ADIGE SI ILLUMINA DI STELLE: 24 NUOVI CONSIGLIERI, IL M5S RADDOPPIA I CONSENSI!

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Il MoVimento 5 Stelle raddoppia i consensi! Alle elezioni comunali in Trentino-Alto Adige / Südtirol, un campo di prova con caratteristiche del tutto “speciali”, il M5S si attesta nettamente come movimento alternativo al sistema dei partiti e ai sedicenti autonomisti.
A Bolzano sono stati eletti 4 consiglieri, passando dal 4% al 9,5%, per la prima volta 3 consiglieri a Trento, altrettanti a Dro e Mori, dove il MoVimento raggiunge il 17,3% dei voti e si afferma come seconda forza politica. In molti casi ci siamo presentati per la prima volta alle elezioni, ciò nonostante siamo entrati in tutti i Comuni in cui ci siamo candidati aumentando esponenzialmente la nostra presenza nella regione: 2 consiglieri a Rovereto, Riva del Garda, Merano, Laives e 1 ciascuno a Lavis, Ala e Salorno.
Il M5S è in ascesa, il Pd di Renzi perde voti dappertutto: -5,5% a Bolzano, 1.360 voti in meno a Trento. Così anche partiti storici come l’Svp e il Patt, che ottengono migliaia di voti in meno, e Forza Italia che è letteralmente implosa.
L’astensionismo è stato elevatissimo, segno che c’è ancora molto lavoro da fare: ma la strada è giusta, andremo avanti così moltiplicando il nostro impegno sul territorio e nelle istituzioni. Con una campagna elettorale a costo zero, senza il voto clientelare e con l’ostracismo dei mezzi di informazione, sono stati eletti in totale 24 nuovi portavoce negli 11 Comuni. Grazie alle centinaia di migliaia di cittadini che ci hanno sostenuto, buon lavoro ai consiglieri M5S che porteranno l’onestà nelle istituzioni. Il Trentino-Alto Adige si illumina di stelle!

Riccardo Fraccaro

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PIANO PIANO I NODI VENGONO AL PETTINE…

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Fabio Federici, presidente della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, continua a strepitare a mezzo stampa contro l’uscita dalla Strada dei comuni modenesi. Il comune di Vignola, in effetti, ha già deliberato il recesso dalla Strada (pdf). Spilamberto e Castelvetro hanno annunciato analogo provvedimento. Savignano già non aveva rinnovato l’adesione nel 2013. Tanta insistenza del presidente della Strada potrebbe risultare a qualcuno inspiegabile. E’ bene, dunque, fornirne un’interpretazione.

Pochi giorni fa, sempre sulla stampa (vedi), Federici stesso ha ammesso l’esistenza di un “buco” di (almeno) 800mila euro nel bilancio della Strada (al 2008, dice Federici; non è dato sapere, però, qual è la situazione attuale). Situazione di cui sarebbe responsabile la gestione precedente alla sua (anche se qualche componente della passata gestione è pure nell’attuale consiglio). Ovviamente Federici si dimentica di dire all’opinione pubblica ed ai cittadini di questo territorio chi è chiamato a pagare per il risanamento della Strada. In realtà lo rivela con gli strepiti di questi giorni: evidentemente i 105mila euro pagati annualmente dai comuni di parte modenese non sono solo il giusto pagamento per “servizi” forniti dalla Strada in termini di marketing territoriale, ma includono anche una quota a servizio del debito. Questo, plausibilmente, è il vero motivo di tanto strepitare contro il recesso del comune di Vignola (oggi non più a guida PD) e degli altri. Venendo meno l’adesione di questi comuni, viene meno chi finanzia, sotto la copertura di servizi acquistati, il ripianamento del debito accumulato in anni di mala gestione. Altrimenti non si spiega tanto strepitare. E non si spiega neppure come possa avvenire in pochi anni il ripianamento di un debito di 800mila euro. Insomma, nella storia della locale Strada dei vini e dei sapori c’è praticamente di tutto, tranne la chiarezza.

In effetti nella tribolata vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Cilegi”, originata nel 1999 (vedi), troviamo diversi elementi che non solo si configurano come malagestione dal punto di vista economico (un “buco” di 800mila euro prodotto in pochi anni), non solo evidenziano una drammatica sottovalutazione dei requisiti di risanamento, ma evidenziano anche l’incapacità di impostare un adeguato dispositivo di governance (ovvero un adeguato sistema di indirizzo-controllo-rendicontazione nel rapporto tra la Strada e la principale “committenza”: gli enti locali):

  • Ad oggi non sappiamo ancora quali comportamenti (solo “errori” di gestione? anche malaffare?) sono all’origine del “buco” di 800mila euro. La cosa ha una sua importanza, visto che dal chiarimento di questo punto dovrebbe conseguire chi chiamare a “pagare” per il “buco” (gli amministratori del passato? chi ha fornito loro copertura politica?).
  • Ad oggi non sappiamo nulla di preciso circa l’entità del “buco” (una cosa sono le parole alla stampa, un’altra i documenti ufficiali: del “buco” non si parla in nessuno documento ufficiale!), circa le caratteristiche dell’eventuale programma di risanamento (plausibilmente indebitamento con istituti bancari e restituzione del prestito spalmato su più annualità), circa la sua efficacia (sta funzionando?).

Questi due primi punti chiamano in causa la responsabilità dell’attuale presidente, Fabio Federici, che ha accettato di operare per il “rilancio” della Strada in una condizione di opacità, senza fare chiarezza (verso gli enti locali e l’opinione pubblica) sulle responsabilità del dissesto e sulle condizioni di risanamento. Per questo possiamo osservare che la Strada è stata affossata due volte: prima dagli anni di mala gestione; poi dalla non volontà di fare chiarezza e di rinnovarne l’impianto, però nella trasparenza (vedi).

  • Ad oggi, infine, manca un adeguato sistema di governance che leghi la Strada (quale “mezzo” di promozione territoriale e dei prodotti del territorio) alla committenza (in primo luogo gli enti locali, visto che questi hanno uno status particolare nella compagine sociale). Serve, in questo come in tutti i casi di “esternalizzazione” di funzioni e servizi, un circuito puntuale e trasparente di indirizzo, controllo, rendicontazione. Serve, ad esempio, un atto annuale di indirizzo che precisi gli obiettivi che gli enti locali (e gli altri soci) assegnano a consiglio e presidente (in modo pubblicamente controllabile). Serve, inoltre, un sistema di controlli periodici che consenta, anche qui in modo trasparente, di verificare l’andamento economico e l’approssimarsi agli obiettivi trimestre dopo trimestre. Serve, infine, un documento annuale di rendicontazione in cui si mostri – con i dati! – il raggiungimento o meno degli obiettivi e, più in generale, si rappresenti la performance dell’ente. Tutte cose che non ci sono e di cui l’attuale presidente e l’attuale consiglio portano una parte non piccola di responsabilità.

Per questo sono “lacrime di coccodrillo” quelle che con insistenza Federici riversa sull’opinione pubblica tramite la Gazzetta di Modena. E per questa serie di motivi l’uscita dei comuni modenesi è l’epilogo ineluttabile di questa tribolata (e opaca) vicenda.

Andrea Paltrinieri (blog “AmareVignola”)

Anche a Valsamoggia per i geometri un’opportunità di lavoro, firmato M5S!

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La possibilità per gli studenti degli istituti superiori per geometra di partecipare alle rilevazioni nell’ambito del processo di riforma del catasto consentirà di unire l’esperienza professionale al corso di studi, favorendo il collegamento tra scuola, enti locali e territorio.

Questo passo in avanti nell’ambito delle politiche di alternanza scuola-lavoro è stato reso possibile grazie all’approvazione di un Ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle, a prima firma Maria Marzana, nell’ambito del Decreto Lavoro. L’Odg prevede infatti che il Governo predisponga delle convenzioni tra istituti superiori, ove è previsto l’insegnamento di estimo e topografia, e gli enti locali, al fine di consentire la partecipazione degli studenti alla Riforma del Catasto.

Questi accordi consentiranno agli studenti di sperimentare sul campo le competenze previste nel percorso di studio. Ricordiamo che la Riforma del Catasto impegnerà gli enti locali per circa cinque anni. Dunque, la possibilità per gli studenti di poter compiere questa esperienza costituisce una sistematica occasione di alternanza scuola-lavoro. Questo strumento inoltre potrà portare anche un risparmio per le casse pubbliche degli enti locali.

Ci riteniamo dunque soddisfatti per l’accoglimento di questa proposta, anche perché è il risultato di un’elaborazione condivisa, frutto di diversi incontri con insegnanti, dirigenti, studenti, sindacati e che aveva anche ricevuto il plauso anche da parte della dirigenza dell’Agenzia delle Entrate.

Ora ci assicureremo che il Governo, nell’emanare i decreti attuativi, predisponga questa opportunità formativa per gli studenti.