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Coperti di vergogna #statue

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Hanno coperto le opere d’arte ai musei capitolini e hanno coperto l’Italia di vergogna. Magari fosse solo servilismo nei confronti del presidente dell’Iran Rohani, qui è completa mancanza di cultura da parte di un esecutivo che l’ha completamente ignorata o massacrata, vedi la riforma della scuola. Barbari. Chi risarcirà gli italiani di questa figuraccia a livello internazionale riportata da tutti i giornali stranieri? L’ebetino e Franceschini dicono che sono state coperte a loro insaputa. Andrebbero sfiduciati stasera stessa solo per questo. Incompetenti.
Quelle statue sono il nostro orgoglio, la nostra storia, l’Italia è il Paese dell’arte e dovremmo cogliere ogni occasione di risonanza internazionale per metterla in mostra, altro che nasconderla. A Roma per mostrare rispetto agli ospiti (e ai residenti) bisognerebbe eliminare mafia capitale, che è nata e ha prosperato grazie al Pd, invece ogni giorno i turisti vengono abbandonati tra degrado, monnezza, ladruncoli e cacca di uccelli.
Barbari, incompetenti e pure ipocriti.

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PIANO PIANO I NODI VENGONO AL PETTINE…

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Fabio Federici, presidente della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”, continua a strepitare a mezzo stampa contro l’uscita dalla Strada dei comuni modenesi. Il comune di Vignola, in effetti, ha già deliberato il recesso dalla Strada (pdf). Spilamberto e Castelvetro hanno annunciato analogo provvedimento. Savignano già non aveva rinnovato l’adesione nel 2013. Tanta insistenza del presidente della Strada potrebbe risultare a qualcuno inspiegabile. E’ bene, dunque, fornirne un’interpretazione.

Pochi giorni fa, sempre sulla stampa (vedi), Federici stesso ha ammesso l’esistenza di un “buco” di (almeno) 800mila euro nel bilancio della Strada (al 2008, dice Federici; non è dato sapere, però, qual è la situazione attuale). Situazione di cui sarebbe responsabile la gestione precedente alla sua (anche se qualche componente della passata gestione è pure nell’attuale consiglio). Ovviamente Federici si dimentica di dire all’opinione pubblica ed ai cittadini di questo territorio chi è chiamato a pagare per il risanamento della Strada. In realtà lo rivela con gli strepiti di questi giorni: evidentemente i 105mila euro pagati annualmente dai comuni di parte modenese non sono solo il giusto pagamento per “servizi” forniti dalla Strada in termini di marketing territoriale, ma includono anche una quota a servizio del debito. Questo, plausibilmente, è il vero motivo di tanto strepitare contro il recesso del comune di Vignola (oggi non più a guida PD) e degli altri. Venendo meno l’adesione di questi comuni, viene meno chi finanzia, sotto la copertura di servizi acquistati, il ripianamento del debito accumulato in anni di mala gestione. Altrimenti non si spiega tanto strepitare. E non si spiega neppure come possa avvenire in pochi anni il ripianamento di un debito di 800mila euro. Insomma, nella storia della locale Strada dei vini e dei sapori c’è praticamente di tutto, tranne la chiarezza.

In effetti nella tribolata vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Cilegi”, originata nel 1999 (vedi), troviamo diversi elementi che non solo si configurano come malagestione dal punto di vista economico (un “buco” di 800mila euro prodotto in pochi anni), non solo evidenziano una drammatica sottovalutazione dei requisiti di risanamento, ma evidenziano anche l’incapacità di impostare un adeguato dispositivo di governance (ovvero un adeguato sistema di indirizzo-controllo-rendicontazione nel rapporto tra la Strada e la principale “committenza”: gli enti locali):

  • Ad oggi non sappiamo ancora quali comportamenti (solo “errori” di gestione? anche malaffare?) sono all’origine del “buco” di 800mila euro. La cosa ha una sua importanza, visto che dal chiarimento di questo punto dovrebbe conseguire chi chiamare a “pagare” per il “buco” (gli amministratori del passato? chi ha fornito loro copertura politica?).
  • Ad oggi non sappiamo nulla di preciso circa l’entità del “buco” (una cosa sono le parole alla stampa, un’altra i documenti ufficiali: del “buco” non si parla in nessuno documento ufficiale!), circa le caratteristiche dell’eventuale programma di risanamento (plausibilmente indebitamento con istituti bancari e restituzione del prestito spalmato su più annualità), circa la sua efficacia (sta funzionando?).

Questi due primi punti chiamano in causa la responsabilità dell’attuale presidente, Fabio Federici, che ha accettato di operare per il “rilancio” della Strada in una condizione di opacità, senza fare chiarezza (verso gli enti locali e l’opinione pubblica) sulle responsabilità del dissesto e sulle condizioni di risanamento. Per questo possiamo osservare che la Strada è stata affossata due volte: prima dagli anni di mala gestione; poi dalla non volontà di fare chiarezza e di rinnovarne l’impianto, però nella trasparenza (vedi).

  • Ad oggi, infine, manca un adeguato sistema di governance che leghi la Strada (quale “mezzo” di promozione territoriale e dei prodotti del territorio) alla committenza (in primo luogo gli enti locali, visto che questi hanno uno status particolare nella compagine sociale). Serve, in questo come in tutti i casi di “esternalizzazione” di funzioni e servizi, un circuito puntuale e trasparente di indirizzo, controllo, rendicontazione. Serve, ad esempio, un atto annuale di indirizzo che precisi gli obiettivi che gli enti locali (e gli altri soci) assegnano a consiglio e presidente (in modo pubblicamente controllabile). Serve, inoltre, un sistema di controlli periodici che consenta, anche qui in modo trasparente, di verificare l’andamento economico e l’approssimarsi agli obiettivi trimestre dopo trimestre. Serve, infine, un documento annuale di rendicontazione in cui si mostri – con i dati! – il raggiungimento o meno degli obiettivi e, più in generale, si rappresenti la performance dell’ente. Tutte cose che non ci sono e di cui l’attuale presidente e l’attuale consiglio portano una parte non piccola di responsabilità.

Per questo sono “lacrime di coccodrillo” quelle che con insistenza Federici riversa sull’opinione pubblica tramite la Gazzetta di Modena. E per questa serie di motivi l’uscita dei comuni modenesi è l’epilogo ineluttabile di questa tribolata (e opaca) vicenda.

Andrea Paltrinieri (blog “AmareVignola”)

Scuola e Cultura in Valsamoggia, 11 Aprile ne parliamo con la senatrice Michela Montevecchi M5S

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Scuola e Cultura in Valsamoggia, 11 Aprile ne parliamo con la senatrice Michela Montevecchi M5S

Scuola Valsa

La Cittadinanza è invitata

Scuola e Cultura venerdì 11 aprile Valsamoggia. Inconto pubblico per trattare insieme due argomenti importanti per la nostra comunità.Quali prospettive per Valsamoggia? L’idem sentire degli operatori del settore.Proposte ed esigenze dei cittadini per un programma condiviso.

Ospite della serata sarà la senatrice del Movimento 5 Stelle Michela Montevecchi segretario della 7° commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, sport e spettacolo.

 

Michela Montevecchi : “DL Scuola” aula senato intervento in dichiarazione di voto, guarda il video;

Intervento su dichiarazione di voto DL Scuola

Intervento su dichiarazione di voto DL Scuola

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MICHELA MONTEVECCHI , Valsamoggia  lo scorso 7 Marzo 2014  guarda il video; 

http://www.youtube.com/watch?v=Mf2d37G4eGs&list=TLItlk2klXswRRxgDcJWfBwVbHCco0oPqB

 SE DESIDERI AVERE ULTERIORI INFORMAZIONI ED ESSERE CONTATTATO PER I PROSSIMI EVENTI IN VALSAMOGGIA COMPILA IL FORM QUI SOTTO, GRAZIE A PRESTO!