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#UnMonumentoPerNogarin, parola del Ministero dell’Economia

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Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti, diScelta Civica, ha dichiarato pubblicamente in Tv che quello che ha fatto Nogarin a Livorno con AAMPS è un cambiamento epocale, proponendo anche di fare un monumento al sindaco M5S. E’ un’ottima idea. Davanti al Nazareno ci starebbe benissimo.

“Su quello che sta avvenendo a Livorno, dico francamente e con chiarezza che farei la stessa e identica cosa. Anzi: è da fare un monumento al sindaco Nogarin che mette in concordato preventivo una società che non ha palesemente la possibilità di funzionare per come è messa e che solo attraverso formule di questo tipo potrà prevedere una sua rimessa in discussione forte.

Quando una partecipata non funziona perchè è stata appesantita per nomine clientelari, ha palesemente degli organici idonei non a svolgere servizi, ma a dare stipendi, è inutile continuare ad andare avanti. Bisogna mettere un punto. E questo porta anche qualche momento di disagio mentre si fa un vero e proprio cambiamento epocale!”

Enrico Zanetti, sottosegretario del governo al Ministero dell’Economia e delle Finanze

SOLO FATTI !!!

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Insegnanti e alunni che si improvvisano muratori o imbianchini. Avvocati, poliziotti, richiedenti asilo che diventano angeli del fango. Contadini che diventano soccorritori. Associazioni che ristrutturano scuole. Questo è lo Stato, i cittadini della Provincia di Benevento che si scorciano le maniche per sopperire alla latitanza del Governo Renzi.

I nostri consiglieri regionali oggi hanno fatto la cosa meno eclatante di tutte, hanno fatto soltanto il loro dovere: tramutare le parole in fatti. E per questo sono orgoglioso di loro.
Se dici che stai dalla parte dei più deboli, non puoi assistere ai fatti della provincia di Benevento intascando stipendi da 15 mila euro. O spendendo milioni di euro in auto blu o voli di Stato, perchè non sei credibile.

Non è solo una questione di impegni elettorali, ma di fiducia nelle istituzioni. Quando i ragazzi di questa scuola avranno di nuovo i loro banchi, quando accenderanno di nuovo i loro computer – per studiare grafica 3d, informatica e programmazione – sapranno che quelle strumentazioni sono state acquistate con i soldi di un politico che si è tagliato lo stipendio.
E ricominceranno ad avere fiducia nelle istituzioni.
Anche oggi abbiamo dimostrato che ci si può fidare del Movimento 5 Stelle.

In Italia ci sono circa 900 consiglieri regionali e circa 600 di questi sono nell’area politica del Pd.
Noi in 4 mesi con 7 consiglieri regionali che si sono tagliati lo stipendio, abbiamo messo insieme 105.000 euro. Se quelli del Pd avessero fatto lo stesso in 4 mesi avrebbero restituito circa 10 milioni di euro.
Per non parlare del passato. Quante scuole si sarebbero potute mettere in sicurezza se avessero fatto tutti così negli ultimi venti anni?

I 9 miliardi di euro promessi per il dissesto idrogeologico non sono mai stati erogati, e oltre al danno la beffa: mentre Benevento affogava, quelli del Pd in Senato si stavano votando la legge Boccadutri per intascarsi 45 milioni di euro e nelle stesse ore l’Ethiad stava inviando il nuovo aereo blu alla Presidenza del Consiglio dei ministri che ci è costato 175 milioni di euro.
In regione Campania invece, il Presidente De Luca chiede addirittura di aumentare lo stipendio dei consiglieri regionali perché “sono sottopagati” a suo dire…

Ora la battaglia si sposta in Parlamento. Dopo questo gesto non potranno ignorarci, sarebbe un autogol clamoroso. Da lunedì ci batteremo per far arrivare ai cittadini delle aree colpite da alluvioni, tutti i soldi che gli spettano.
Le persone non ne possono più di parole.
E’ con i fatti che si riconquista la loro fiducia.

Luigi Di Maio

La leggina truffa per i soldi ai partiti

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Il Parlamento riapre le porte dopo un mese di vacanza e qual è il primo, urgentissimo, provvedimento da far approvare all’aula di Montecitorio? Ovviamente l’assegnazione del finanziamento pubblico ai partiti. O meglio, la leggina truffa che aggira un’altra legge truffa.
Ricordate il Governo Letta e il suo annuncio di aver abolito i rimborsi elettorali? La chiamammo #leggetruffa, perché il finanziamento sopravviveva, spalmato in 4 anni, continuava a gravare sulle spalle dei cittadini (le donazioni del 2 per mille sono risorse sottratte allo Stato per finire nei forzieri dei partiti) e consentiva alle lobby di prendere pieno controllo dei partiti. Ma, nonostante tutto, sono riusciti a fare di peggio.

La #leggetruffa, infatti, prevedeva che una commissione di garanzia verificasse la regolarità dei bilanci dei partiti prima di erogare loro le tranche di finanziamento pubblico. Solo che la suddetta commissione è stata istituita senza avere risorse per procedere ai controlli, col risultato che al 30 giugno il magistrato contabile Luciano Calamaro, presidente della commissione, ha scritto a Grasso a Boldrini per dire che non c’era trippa per gatti: niente controlli, niente soldi.
Fra i partiti scatta il panico e a togliere le castagne dal fuoco ci pensa Sergio Boccadutri, ex tesoriere di Sel, folgorato sulla via renziana, titolare della leggina truffa. Che dice il testo passato in fretta e furia in commissione Affari costituzionali e pronto per essere approvato in tempi record dalla Camera? Una bella sanatoria sui rendiconti dei partiti, con fondi assegnati ugualmente, pur in assenza di controlli, i quali vengono rinviati al prossimo anno. In sostanza, non è successo niente, è sempre tutto a posto per i partiti che dimostrano come, quando di mezzo ci sono i loro interessi, le leggi viaggiano a tempi record. Alla faccia del bicameralismo che fa perder tempo. Calendarizzate il reddito di cittadinaza subito e ridate i soldi ai cittadini italiani invece di continuare ad intascarveli.

L’ANTIPOLITICA SIETE VOI !!!

Non è una cosa seria. E viene il sospetto che non lo sia mai stata fin dall’inizio. Da quando tre anni fa, sull’onda dell’indignazione popolare, il Parlamento approvò una legge che dimezzava i rimborsi elettorali, doppiata un anno dopo da un provvedimento che ci è stato venduto come «l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti». La prova che non è una cosa seria è nella leggina maleodorante che consentirà il versamento dei soldi pubblici spettanti per il 2013 e il 2014 pur in mancanza del visto di conformità della commissione incaricata di verificare i rendiconti. Prima i partiti approvano in Parlamento una legge che mette nelle mani dei magistrati il potere di controllare i loro bilanci per poter incassare i denari . Poi però si scopre che la commissione di quei magistrati non ha il personale sufficiente per esaminare le carte, le fatture e gli scontrini fiscali. E il bello è che non si scopre tre giorni o tre settimane più tardi, ma tre anni dopo! Sembra uno scherzo. Quando poi il presidente lo denuncia, spunta addirittura una proposta di legge: una legge del Parlamento per affiancare ai magistrati una decina di impiegati! In soli tre mesi, però, da giugno a oggi, non se ne viene fuori. Allora ecco l’inevitabile sanatoria. Un classico dell’orrore, che sembra studiato a tavolino: si approva una legge sapendo già in partenza che non sarà applicata. E poco importa se questo fiaccherà ancora di più la fiducia degli italiani, già al lumicino, nei politici. Purtroppo anche in quelli onesti e capaci, e per fortuna ce ne sono, che saranno purtroppo gli unici a farne davvero le spese. Ci permettiamo soltanto di dare un consiglio a Lor Signori: quando l’affluenza alle urne crollerà di nuovo e i sondaggi diranno che i cittadini non ne possono più di questi partiti, perché andando avanti di questo passo fatalmente accadrà, non date colpa a ciò che chiamate antipolitica. Perché l’antipolitica siete voi.

Sergio Rizzo, Corriere della Sera, 10 settembre 2015