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Il M5S ad Arezzo con i risparmiatori truffati #Etruria

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il M5S ad Arezzo in Piazza San Jacopo assieme ai risparmiatori che hanno perso i loro risparmi in Banca Etruria a seguito del decreto salva banche.
Ricapitoliamo:

1. Banca Etruria perde milioni. Li perde perché i boss della banca danno denari ad amici degli amici (anche alle fondazioni renziane).

2. Nel frattempo Banca Etruria prende per il culo migliaia di italiani. Gli vende obbligazioni rischiosissime facendogli credere che siano titoli sicuri.

3. In Banca Etruria è consigliere di amministrazione PapàBoschi, quella gran brava persona di PapàBoschi.

4. PapàBoschi diventa vice-presidente dopo che sua figlia, Maria “Etruria”, diventa Ministro del governo Renzi.

5. PapàBoschi viene multato da Bankitalia per gravi inadempienze.

6. PapàBoschi andava a chiedere aiuto per Banca Etruria ad un massone della Prima Repubblica, amico di Licio Gelli, condannato per il crac del Banco Ambrosiano (quello per cui venne “suicidato” Roberto Calvi) e attualmente sotto indagine per l’associazione segreta P3. Sotto indagine insieme a lui anche Denis Verdini, quel Verdini che ha dato i suoi voti alla riforma della Costituzione targata Maria “Etruria” Boschi e che in cambio ha già ottenuto qualche poltrona prestigiosa in Senato.

7. PapàBoschi venne accusato qualche anno fa (poi prosciolto) per estorsione e turbativa d’asta. Di mezzo c’è la vendita di una grande tenuta.

8. Il giudice che archiviò il caso, Roberto Rossi, venne promosso Procuratore di Arezzo dopo l’archiviazione.

9. Il giudice Roberto Rossi divenne consulente di Palazzo Chigi sotto Letta. Ovviamente confermato da Renzi. E’ lui il giudice che segue attualmente il caso Banca Etruria.

10. Al CSM (consiglio superiore della magistratura) Rossi disse di non conoscere PapàBoschi

Queste sono solo alcune delle informazioni che riguardano Banca Etruria, la banca riconducibile alla famiglia Boschi. Ora spetta a noi dimostrare di essere cittadini e non SUDDITI!
Questa gente deve pagare per il dolore che ha causato a migliaia di italiani.

Alessandro Di Battista

IL CONFLITTO DI INTERESSI E IL PD…

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Boschi se fosse Cancellieri si sarebbe dimessa, Boschi se fosse Boschi “vedremo chi ha i voti in Aula per la sfiducia“. All’epoca della mozione di sfiducia del M5S contro la ministra Cancellieri per un favore alla famiglia Ligresti, la Boschi (all’epoca semplice parlamentare) disse che se fosse stata al suo posto si sarebbe dimessa, se invece i favori restano in famiglia con un conflitto di interessi palese non si dimette. Son tutti dimissionari con le poltrone degli altri. Di seguito un estratto del discorso della Boschi sul caso Cancellieri. Trova le differenze:
Questa è una vicenda che mi lascia un senso di tristezza addosso. Perchè non è tanto se ci debbano essere o meno le dimissioni del ministro Cancellieri, se viene meno la fiducia nei confronti del governo. Il punto vero è che è in gioco la fiducia nel confronto delle Istituzioni. Il ministro Cancellieri può decidere di dimettersi, il presidente Letta può chiedere le dimissioni come ha fatto in passato in altre occasioni. al suo posto lo avrei fatto: mi sarei dimessa.

Perchè c’è un punto grave in tutta questa faccenda. Il punto grave è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui la legge non è uguale per tutti, ma ci sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Credo che non dobbiamo più dare la sensazione di un Paese in cui la giustizia funziona per chi ha i santi in Paradiso. Abbiamo perso un’altra occasione davanti ai cittadini.”
#IoSeFossiBoschi prima di parlare ci avrei pensato. Se fossi Boschi cosa faresti? Manda il tuo messaggio alla Boschi con #IoSeFossiBoschi.

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#‎SfiduciamoLaBoschi‬ Il conflitto d’interessi è un concetto chiaro: se sei un pensionato, un imprenditore o un operaio senza santi in paradiso, non ti rimborsano l’indicizzazione della pensione, non ti aboliscono Equitalia e ti fanno pure il Jobs Act per licenziarti meglio.

Se invece Banca Etruria è la banca di Mariaelena Boschi e Matteo Renzi, allora in 25 minuti fanno un decreto per salvarla, e chi se ne frega se fanno saltare i risparmi di 12.500 cittadini italiani per un ammontare di 471 milioni di euro di risparmi (dati aggiornati Banca d’Italia).

In Banca Etruria Mariaelena Boschi era azionista, il padre era Vice Presidente, il fratello manager, la cognata dipendente e l’ex-Presidente dell’istituto è anche in società con i genitori di Renzi. Se non è conflitto d’interessi questo, ditemi cosa lo è!

Non è un caso che i genitori del Premier e della Ministra si siano rifiutati di dichiarare questi legami nella dichiarazione che dovevano presentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tornassero a casa, dalle loro famiglie. ‪#‎aCasa‬

Luigi Di Maio

POTERE AL POPOLO, NON ALLA TROIKA !!

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“Spingere la situazione fino a questo punto è stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni
Fino ad ora ogni avvertimento sull’imminente collasso dell’euro si è rivelato eccessivo. I Governi, qualsiasi cosa abbiano detto durante le elezioni, hanno ceduto alle richieste della Troika, mentre la BCE teneva calmi i mercati.
Questo processo è riuscito a tenere insieme la moneta unica, ma ha anche perpetuato un’austerità profondamente distruttiva – non lasciate che un paio di trimestri di modestissima crescita, in alcuni dei paesi debitori, vadano ad oscurare l’immenso costo costituito da cinque anni di disoccupazione di massa.
In senso politico, i grandi perdenti di questo processo sono stati i partiti di centro-sinistra, la cui acquiescenza alla dura austerità – e quindi l’abbandono di quella che, presumibilmente, sarebbe dovuta essere la loro missione – ha fatto loro molti più danni di quanto politiche analoghe abbiano potuto fare ai partiti del centro-destra.

Mi sembra che la Troika – penso che sia ora di smetterla con la pretesa che tutto sia cambiato, e che si debba tornare al vecchio nome [palese il riferimento al nuovo nome che si è preteso di darle] – si aspettasse, o quanto meno sperasse, che la storia con la Grecia sarebbe stata una ripetizione di quella solita. E che anche Tsipras avrebbe finito con il fare la solita cosa: abbandono di gran parte della coalizione e alleanza con il centro-destra, per evitare che il Governo di Syriza potesse cadere. E tutto questo potrebbe ancora verificarsi.
Ma in questo momento Tsipras non sembra disposto a cadere sulla propria spada [a suicidarsi]. Al contrario, messo davanti ad un ultimatum della Troika, ha programmato un referendum per decidere se accettare o meno. Tutto questo sta portando a molti dibattiti sulla sua correttezza e a molte dichiarazioni in cui si afferma che egli sia un irresponsabile. Ma, al contrario, egli sta facendo la cosa giusta, e questo per due motivi.
In primo luogo, se vince il referendum, il Governo greco avrebbe il potere di una forte legittimazione democratica, che ha ancora parecchia importanza in Europa, a mio avviso.
In secondo luogo, fino ad ora Syriza si è trovata in una posizione politicamente molto scomoda. Gli elettori, seppur furiosi per le sempre maggiori richieste di austerità, non vogliono al contempo lasciare l’euro. E’ sempre stato molto difficile capire com’è che questi due desideri possano essere conciliati, ma ora lo è ancora di più.
Il referendum, in effetti, servirà per chiedere agli elettori di scegliere la loro priorità e per dare a Tsipras il mandato per “fare quello che deve”, se la troika dovesse spingere fino in fondo.
Nel caso me lo chiedeste, ritengo che spingere la situazione fino a questo punto sia stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni. Ma l’hanno fatto, e non posso biasimare in alcun modo Tsipras per essersi rimesso alla volontà degli elettori, invece di decidere sulla loro testa.”

Paul Krugman (Premio Nobel per l’economia 2008)