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A Livorno si volta pagina #NonPagoPerIlPd

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“E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta!
Il consiglio Comunale di Livorno ha approvato l’atto di indirizzo per il concordato preventivo per l’Aamps. Stiamo finalmente per voltare pagina rispetto alla gestione disastrosa del Partito Democratico che ha creato un buco di Bilancio di 42.000.000 di Euro.
Il Pd ha costruito un’azienda in cui lo spazzamento è affidato ad una ditta esterna.
In cui c’e’ un operaio ogni 4 lavoratori.
In cui sono stati capaci di inventarsi la figura del “superquadrocoordinatore“.
Figura che non esiste nel resto d’Italia.

Insomma oggi a Livorno si supera l’era dei carrozzoni di partito.
Tramite il concordato preventivo i privilegi saranno azzerati, gli operai manterranno il loro posto di lavoro, l’azienda sarà finalmente sanata e saranno garantiti i servizi ai cittadini. A partire dal reddito di citadinanza comunale che lanceremo nei prossimi giorni.
In alto i cuori.”

Filippo Nogarin, sindaco M5S Livorno

A Livorno si sta diffamando l’operato del sindaco M5S Filippo Nogarin perché vuol mettere mano all’ennesimo carrozzone de sinistra supportato dalla stampa de sinistra la municipalizzata AAMPS gestita in toto dal sindacato CGIL. Questo carrozzone ha accumulato debiti per 42 milioni di euro che si vorrebbero completamente ripianati dal Comune a detrimento di spese sociali che sarebbero tagliate. Nogarin ha chiesto il concordato preventivo che consentirebbe di salvare la maggior parte dei posti di lavoro e di accertare le responsabilità del “buco“.
L’AAMPS esternalizza il servizio di spazzamento, ma è riuscita a creare la figura del “superquadrocoordinatore“, unica in Italia. Le municipalizzate sono la mangiatoia di partiti e sindacati, ma la festa sta finendo.

Alessandro Di Battista, portavoce Camera dei deputati:
“I sindacati stanno protestando per garantire i privilegi di chi in Aamps, la municipalizzata ambientale del comune di Livorno, non ha mai preso in mano una scopa. Gli operai, quelli veri, sono strumentalizzati dai sindacati, perchè i loro posti di lavoro non saranno toccati. A loro chiediamo di rimuovere i rifiuti dalle strade, i cittadini di Livorno non si meritano questo trattamento. In Aamps gli operai sono la minima parte dei lavoratori, basti pensare che anche il servizio di spazzamento, il livello base di ogni azienda di igiene ambientale, e’ esternalizzato. Nell’azienda non esiste neanche un ufficio del personale perchè la gestione e’ tutta in mano ai sindacati. Col concordato preventivo tutti i privilegi saranno azzerati. Ecco il vero motivo della protesta. Siamo di fronte al tipico carrozzone foraggiato da anni e anni di malapolitica fiancheggiata dai sindacati. Col M5S si volta pagina”.

Luigi Di Maio, portavoce e vicepresidente Camera dei deputati:
Il Patto del Nazareno è vivo e lotta contro di noi. Pd e Forza Italia continuano a rimanere indissolubilmente legati, come abbiamo da sempre denunciato, per andare contro il MoVimento 5 Stelle. È veramente ridicolo come producano dichiarazioni in stile polli in batteria. La verità è che hanno fallito, ne sono consci e tentano di aggrapparsi al nulla. Situazioni come quella che si è verificata a Livorno sono il prodotto della loro politica che ingrossa i clientelismi attingendo alle tasche dei cittadini onesti. Pd e Forza Italia sanno che la municipalizzata non si occupa neanche di spazzare le strade? Sanno che sono stati anche in grado di inventarsi un ruolo, il `superquadro coordinatore`, che non esiste in Italia pur di ottenere scatti di carriera e aumenti di stipendio?. Come sempre -laddove ad amministrare arriva il MoVimento 5 Stelle deve costruire sulle macerie generate dai partiti. Ma sappiano che hanno finito il loro tempo, è ora che governino i cittadini onesti

Paola Taverna, portavoce M5S Senato
“Gli starnazzanti politici del Pd dovrebbero avere la decenza di stare zitti. Dopo aver condotto al disastro la municipalizzata ambientale di Livorno, adesso ci girano intorno come avvoltoi e fanno pure la morale. Quanto ritengono di essere credibili agli occhi degli italiani?Il Pd ha foraggiato il carrozzone Aamps a forza di malapolitica, il M5S non ha nessuna intenzione di continuare quest’opera. Il concordato preventivo, che è teso a salvaguardare soprattutto i posti di lavoro, è il primo passo per ristabilire le regole e tornare alla normalità dopo anni e anni di porcherie.”

 

Class Action: la vittoria M5S contro truffe e abusi. Ma gli industriali ordinano e i “servi” eseguono…

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La proposta di legge di Alfonso Bonafede (M5S) è una proposta serissima che restituirà diritti e legalità agli utenti e ai consumatori vessati. Non a caso Confindustria si è messa già di traverso. C’era già una norma sull’azione di classe però fu resa inoffensiva. Io la ricordo perché venne approvata nella Finanziaria del 2007 fortuitamente al Senato, Prodi non aveva la maggioranza, si reggeva su uno o due voti e venne però prorogata la sua entrata in vigore: invece del primo gennaio 2008 al primo luglio del 2008. Fu un tragico errore, arrivò Berlusconi e potenziò quell’azione di classe che nell’ordinamento era nel Codice del Consumo. E’ stata sottratta al Codice del Consumo, va nel Codice di Procedura Civile, non c’è la riserva che solo le Associazioni dei consumatori possono avere questo diritto alle azioni collettive contro le truffe e gli abusi. Io mi sono già complimentato con Alfonso Bonafede (M5S). E’ riuscito in un’impresa bella che dà diritti come negli altri Stati europei, come in Francia e come negli Stati Uniti d’America dove c’è anche il danno punitivo, ossia se un’impresa si comporta in maniera scorretta, vessatoria, oltre al risarcimento è costretta a pagare un danno punitivo quindi una percentuale del suo fatturato. Ora bisogna difenderla al Senato perché già banche, assicurazioni, Confindustria non sono contente di questa norma di civiltà giuridica.
Grazie! Ad Alfonso Bonafede e al MoVimento 5 Stelle
Elio Lannuti, presidente Adusbef
CODACONS: GOVERNO PRONTO A PIEGARSI ALLE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA. NULLA CAMBIA RISPETTO AL PASSATO, VINCONO SEMPRE LE LOBBY
Il Governo è pronto a piegarsi alle richieste di Confindustria, dimostrando che nulla cambia rispetto al passato e che l’esecutivo rimane vittima di lobby e poteri forti.
Lo denuncia il Codacons, commentando l’annuncio del ministro Maria Elena Boschi circa le modifiche alla legge sulla class action.
“Il rischio concreto è che il Governo si pieghi agli interessi di imprese e industrie, le quali da sempre ostacolano con ogni mezzo possibile una class action davvero efficace a tutela dei consumatori – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Così facendo gli interessi degli utenti vengono nuovamente schiacciati dai poteri forti, e i cittadini dovranno accontentarsi di una class action pasticciata e inutilizzabile, lontana anni luce da quell’azione collettiva in vigore negli Stati Uniti e nel resto del mondo che punisce in modo reale gli operatori scorretti e funge da deterrente per comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori”.
Invitiamo il M5S, la Lega e i dissidenti del Pd a non votare in Senato le modifiche ordinate da Confindustria – conclude il Codacons – e siamo pronti a pubblicare l’elenco dei Senatori che cederanno alle richieste di imprese e industriali, così da informare i cittadini elettori su chi non fa i loro interessi, e a denunciare Confindustria per violenza a organo collegiale qualora saranno accertate illecite azioni di pressione.

QUALCHE VOLTA FANNO COME DICIAMO NOI !!!!

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“Finalmente grazie al MoVimento 5 Stelle l’Italia può avere una legge che punisce i delitti ambientali e che porta la prima firma del nostro Salvatore Micillo. Con l’approvazione della legge sugli Ecoreati del M5S realizziamo uno dei punti più importanti del nostro programma. È una data storica perché ci sono voluti venti anni per avere finalmente nel codice penale italiano cinque tipologie di reati contro l’ambiente. Era necessario che entrasse il MoVimento 5 stelle in parlamento per ottenere una legge che nessuno prima ha avuto il coraggio di fare. Abbiamo iniziato due anni fa a lavorare in commissioni e in aula, abbiamo ascoltato associazioni, comitati, cittadini, ambientalisti, magistrati e tutti coloro che hanno potuto dare un contributo costruttivo a questa legge. L’abbiamo fatto per realizzare uno dei punti più importanti del nostro programma e oggi quello che sembrava un sogno è diventato realtà.
Da domani nessun inquinatore potrà scampare alla legge. È una vittoria che dedichiamo a tutto il popolo inquinato, alle vittime delle sentenze per prescrizione, lo dedichiamo alle vittime di Eternit, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva e lo dedichiamo a chi verrà dopo di noi e alle future generazioni.”

M5S Parlamento

SABATO 9 MAGGIO MARCIA PERUGIA-ASSISI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

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Partiremo in pullman da Bologna al parcheggio della Certosa alle ore 8:00.

Il ritorno da Assisi è previsto alle ore 21. 

Il costo del biglietto sarà di 25 Euro.

QUI il link per prenotarsi:   https://docs.google.com/forms/d/1KxjuOyss_6u6a7QLB7T38ukMwsPc94cD8jNhki-ocPQ/viewform?c=0&w=1

Informazioni utili:

9 maggio 2015
Partenza: ore 12 dai Giardini del Frontone, Borgo XX Giugno, Perugia.
Arrivo: intorno ore 17-18 su Viale Patrono d’Italia – Basilica Santa Maria degli Angeli, Assisi

Come arrivare:
– Via pullman, provenendo dalla A/1 o dalla E/45, bisogna obbligatoriamente svoltare all’uscita ‘Perugia-Piscille’ del raccordo Perugia-Bettolle.
Si prosegue fino all’incrocio tra Borgo XX Giugno e Via Romana: qui i partecipanti potranno scendere.
Mentre i pullman ripartiranno alla volta di Assisi per parcheggiare in possibili stalli su Assisi-S.M. degli Angeli:
1) Parcheggio gratuito presso il teatro Lyrick (mt. 400 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia);
2) parcheggio con check point presso Ponte San Vetturino (km. 1 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia);
3) parcheggio gratuito presso la zona industriale (km. 1 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia).

– Via treno, si scende alla stazione FS di Perugia-Ponte San Giovanni per poi salire subito dopo sul treno di Umbriamobilità che conduce alla stazione centrale cittadina di Perugia S. Anna, distante circa mt. 500 dai Giardini del Frontone.
Orario di partenza del treno Umbriamobilità Ponte San Giovanni-S. Anna: 10.02 oppure 11.20; rispettivi orari di arrivo presso Perugia S. Anna: 10.10 e 11.29.

Di seguito il percorso della marcia via Google maps, comprensivo dei punti ristoro e delle fontanelle comunali (con acqua potabile) :

https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=zYbWPOzyG5UM.kHrABFsK5v4c

Per chi dovesse rientrare in treno, la stazione ferroviaria di Assisi è distante mt. 750 c.a dall’area di arrivo della marcia.

Collegamenti per Roma (h 18.17, 18.47, 19.17, 20.48, 21.08), Napoli (h 18.17), Firenze (h 19.17), Milano (h 21.08), Ancona (h 20.48)

Gli scarrafoni di Renzie #corruzione

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Cinque sottosegretari del governo Renzi non devono fare la stessa scelta di Lupi, come avverrebbe in ogni democrazia occidentale. Perché “ci si dimette per questioni politiche (tipo fallimento di ogni politica economica dopo più di un anno?) ed etiche (tipo elicottero di Stato e vacanze a Courmayeur?), non per gli avvisi garanzia“. Quindi non tocca anche ai sottosegretari indagati Barracciu, Del Basso De Caro, De Filippo, Faraone fare un passo indietro? Per Renzie “Assolutamente no”. Ogni scarrafone è bello a mamma sua e gli scarrafoni piddini per l’ebetino sono molto più scarrafoni di Lupi che si è dimesso per un rolex al figlio e un biglietto aereo alla moglie (meglio un aereo di Stato per la moglie, Renzie? Più etico?).
Però: se a ogni pioggia l’Italia frana, se i cittadini muoiono, se le strade sono devastate, se il welfare è scomparso, è anche colpa loro.
Il MoVimento 5 Stelle lo sta denunciando da mesi, con interrogazioni, question time, interpellanze. Adesso le intercettazioni ci danno ragione.
L’unica soluzione è bloccare le Grandi Opere e cacciare via gli indagati dal Ministero.
Al posto dell’arrestato e potentissimo Ercole Incalza adesso ci troviamo Paolo Emilio Signorini finito in un’inchiesta della procura di Venezia. Una sua telefonata di due anni fa con Giovanni Mazzacurati, in carcere da luglio per lo scandalo Mose, rivela una vacanza a spese del Consorzio Venezia nuova. Signorini era capo del Cipe, da lui dipendevano i soldi per il Mose e per gli inquirenti quella vacanza era un “pressing”. La carriera di Signorini è legata a doppio filo conIncalza: è stato lui a scrivergli il bando per farlo assumere al ministero. Un bando cucito addosso al curriculum del super dirigente.
Il vice di Lupi è il sottosegretario Riccardo Nencini: già da europarlamentare s’è fatto conoscere (dal 1994 al 1999): indagato dall’Olaf, l’Ufficio anti-frode dell’Unione europea, poi condannato a restituire al Parlamento europeo 456 mila Euro di spese indebitamente accreditate durante il mandato. Può un politico condannato dal Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione Europea, festeggiato dai dominus della cricca Incalza-Bargone, ricoprire ancora il ruolo di vice-ministro dei Trasporti? Dalle intercettazioni emerge che Nencini chiese favori e piazzò un ex esponente del Psi attraverso l’indagato Giulio Burchi. “Ti ringrazio a anche a nome di Riccardo”, dice al telefono il suo capo della segreteria. Burchi che ammette: La Orte Cesena è un project financing che non sta da nessuna parte. È una roba allucinante. Questo Vito Bonsignore è un mascalzone che deve aver usato dell’olio». E poi: « I soldi che ho guadagnato in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America».
Paese di merda, ma non per lui: per gli italiani che sono depredati dalle tangenti (+40% del costo reale) delle Grandi Opere Inutili.
Tutti insieme, inquisiti, indagati, avvisati marciano per far approvare la Orte Mestre, la superautostrada che attraverserà cinque regioni, affidata a Vito Bonsignore, amico fraterno di Lupi e cofondatore di Ncd, il tutto sempre con i soldi nostri. E pure la Cispadana s’ha da fare: ma qui ci spostiamo direttamente nell’orbita Pd. Dentro la Cispadana troviamo l’indagata Coopsette, che ha affidato molti lavori alla Eco.Ge dei Mamone, legata al boss Gullace e colpita da interdittive. Sempre loro, sempre gli stessi, che miracolosamente vincono appalti, si aggiudicano gare, piazzano i propri uomini. Relazioni poco chiare, indagati sistemati al calduccio da viceministri, tutti seduti a mangiare alla stessa tavola. Peccato che il conto del ristorante di decine di miliardi lo paghiamo sempre noi. E poi dicono che non ci sono le coperture per il reddito di cittadinanza. Bisogna bloccare le Grandi Opere sotto inchiesta una per una e utilizzare quei soldi per la manutenzione pubblica e contro il dissesto idrogeologico e contro la povertà.
Le regole in Italia per Renzie valgono solo per gli altri. Nessuno ha particolare simpatia per Lupi, ma è stato cacciato senza avvisi di garanzia “Gesto saggio“, mentre gli scarrafoni piddini rimangono al loro posto. Del resto il loro partito è una fogna, quale posto migliore?