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IL RENZIE DELLA VALSAMOGGIA…

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IL RENZIE DELLA VALSAMOGGIA…

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ANCORA IL METODO RENZIANO DELLE DECISIONI GIA PRESE A CUI DOBBIAMO DARE SOLO UN VOTO o, al massimo un parere.

Ieri il sindaco di Valsamoggia Ruscigno ha scritto su FB: ” Dopo alcuni mesi di lavoro, al via il Piano di Sicurezza del nuovo Comune di Valsamoggia per dare risposta alle legittime richieste di maggiore sicurezza da parte della cittadinanza”. Piano già rilanciato da tanti membri della maggioranza e che sicuramente diventerà articoli di giornali e modello nazionale.”
NOI DICHIARIAMO che siamo contro questo metodo. Non entriamo nel merito delle proposte, anche perchè le abbiamo lette, come altri, nella comunicazione di Ruscigno e basta. Contestiamo il metodo. Un tema tante importante ha avuto mille sollecitazioni da parte del nostro Movimento, è stato oggetto di raccolte firme in Valsamoggia ma, come sempre, il sindaco, ascoltando SOLO i suoi consiglieri o chi per loro estrae dal cappello magico la sua proposta, subito adorata da altri.

Ma allora, a cosa serve chiedere di discutere prima le cose, di discuterle insieme, magari di passare dai Consigli Municipali, se ci si crede, prima di pavoneggiare proposte già decide in tutto, anche nei particolari…… A cosa serve il consiglio Comunale, i Consigli di Municipio, le commissioni, i gruppi consiliari. Qui, in pochi decidono e gli altri devono approvare… pronti per alzare le mani su quanto già deciso.

NO, a noi così non va ed anche nelle cose importanti, in cui potremmo aderire e dare il nostro contributo, come abbiamo più volte proposto ci viene sbattuto in faccia il già tutto deciso. Non ci siamo.

Metodo Renziano che non possiamo condividere e che chiude sempre di più ogni possibile dialogo tra noi e la maggioranza decisionista ed imperante su tutto.

INOLTRE RITENIAMO CHE LA SICUREZZA LOCALE SIA UN PUNTO IMPORTANTISSIMO E SUL QUALE IL CITTADINO DEVE PARTECIPARE

IL M5S VALSAMOGGIA, TRAMITE IL SONDAGGIO ON-LINE, GIà DA DIVERSI MESI RILEVA LE ESIGENZE DELLA CITTADINANZA

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA NON SERVE SE RIMANE SOLO SULLA CARTA.

CI CHIEDIAMO SE LE CONSULTE DEI MUNICIPI SONO STATE SENTITE………

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CLICCA PER DARE IL TUO CONTRIBUTOhttps://valsamoggia5stelle.wordpress.com/il-questionario-della-valsamoggia/

PROGRAMMA M5S VALSAMOGGIA – SICUREZZA LOCALE PARTECIPATA – ;https://valsamoggia5stelle.wordpress.com/programma-elettorale-m5s-valsamoggia/

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Sicurezza a Valsamoggia – Bazzano, armato di pistola rapina la Unipol Banca

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Sicurezza a Valsamoggia – Bazzano, armato di pistola rapina la Unipol Banca

Abbiamo un problema!
Un uomo di Savignano sul Panaro (Modena) ha minacciato i presenti e si è impossessato di un migliaio di euro: catturato.
Bazzano (Bologna), 11 aprile 2014 – Questa mattina, intorno alle ore 9, la Unipol Banca di Bazzano è stata rapinata da un uomo armato di pistola. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e gli investigatori del Nucleo Operativo dell’Arma di Bologna Borgo Panigale.

Stando alla testimonianza degli impiegati, il bandito, sulla cinquantina, con i capelli brizzolati pettinati all’indietro, dopo aver minacciato i presenti si è impossessato di un migliaio di euro contenuto nei registratori di cassa ed è fuggito. L’uomo, un disoccupato residente a Savignano sul Panaro (Modena), è stato catturato.

I carabinieri, dopo averlo riconosciuto attraverso le immagini di video sorveglianza installate nella banca sono andati ad attenderlo sotto casa. Giunto alla guida di un’auto è stato fermato e trovato in possesso delle banconote rubate, di una busta contenente gli abiti indossati al momento della commissione del reato e di una pistola giocattolo priva del tappo rosso. Il cinquantenne è stato rinchiuso nel carcere di Modena, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Proseguono le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Bologna Borgo Panigale per verificare se l’uomo sia responsabile di altre rapine commesse di recente nel territorio emiliano.
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La foglia di F.i.co 2: cadono i veli

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(di Wolf Bukowski)

È una fortuna avere una tecnica come l’assessora Gabellini all’urbanistica: la sua naïveté politica la spinge a dire senza perifrasi cose che molti suoi colleghi preferirebbero mantenere sullo sfondo. Un esempio per tutti: abbiamo parlato ampiamente nella prima parte dell’operazione speculativa Aree Annesse Sud, accanto al quartiere popolare del Pilastro, cercando di dimostrarne la funzione gentrificatoria – oltre che impermeabilizzatrice, ça va sans dire.

Beh, la Gabellini rende quasi inutile il lavoro di demistificazione: il 25% di housing sociale previsto in Aree Annesse Sud, dice, “potrà essere un modo per alleggerire il carico ERP, di Edilizia popolare all’interno del Pilastro, perché ormai sappiamo dal vaglio che è stato fatto dell’inquilinato [sic] all’interno delle case ACER, che c’è una quota non piccola di inquilini che hanno redditi che possono tranquillamente sopportare di pagare l’affitto di housing sociale, che ha dei livelli che sono quelli del concordato oppure anche inferiori, e quindi liberare patrimonio ERP che può essere riqualificato…”.

Ok, ci sarebbe già moltissimo da dire, ma lasciamo perdere. Concentriamoci invece sull’immagine che balena davanti agli occhi, quella di una Gabellini che, col suo tono pacato, caccia gli scrocconi e libera case per chi ha bisogno. Ascoltiamola ancora: “…liberare patrimonio ERP che può essere riqualificato e può anche ospitare nuovi usi, anche nuovi usi non solo nuove persone, perché ormai all’interno degli edifici il fatto di avere anche delle attività, studi di vari… di artigiani, di commercialisti… sono elementi che poi creano una dinamica nuova, più articolata, quindi rompendo un’omogeneità di presenze che gli stessi abitanti del Pilastro soffrono.”

Studi di commercialisti in luogo di appartamenti? Con tutte le persone che aspettano e sperano e necessitano disperatamente di un alloggio ERP? “Non hanno case? Dategli commercialisti!”, si potrebbe dire parafrasando in modo ingeneroso il famoso “non hanno pane? Dategli le brioches!”. Ingeneroso per Maria Antonietta, naturalmente. Perché la regina di Francia quella frase non l’ha mai detta, mentre la Gabellini le sue considerazioni le rende pubbliche qui, dal minuto 3.30.

Premesso questo, il resto pare quasi niente: la solita fiera dei pretesti per la cementificazione.Che si debbano costruire due nuovi insediamenti per dare scuola materna e nido essenzialmente agli stessi che vi andranno a vivere e per collegarli in modo funzionale e gradevole al già esistente Pilastro è qualcosa che scivola via come acqua. Nonostante la Gabellini parli di “riconnetterli” al Pilastro – come se si potesse ri-connettere qualcosa che oggi non è collegato semplicemente perché non esiste, visto che ora ci sono due campi, uno incolto e uno coltivato. Ma il vero regalo promesso dalla Gabellini è una caserma dei carabinieri al Pilastro. Credo che neppure nelle più ardite versioni del Monopoli si possa scambiare una caserma dei carabinieri di periferia – per quanto in una periferia socialmente difficile – con due interi insediamenti; ovvero un solo edificio di modeste dimensioni con due aree per un totale di 120 mila mq edificabili. Forse sarebbe stato più sensato per il Comune chiedere qualche pattuglia in più, o trovare per i militari un edificio nel CAAB (come chiedeva il loro comandante anni fa): il CAAB ha talmente tanto spazio da essersi inventato il FICO per riempirlo. Ma evidentemente quello della caserma è solo il pretesto numero uno, quello che per andare sul sicuro evoca, appunto, la “sicurezza”. Come se l’avere un alloggio popolare a prezzo decente non fosse una forma, forse la più efficace, di “sicurezza”.

Dicevamo due interi insediamenti in cambio di un edificio. Perché due? Perché oltre ad Aree Annesse Sud c’è l’area, confinante e naturalmente da “riconnettere” chiamata Pioppe, oggi un campo di grano, tuttora di proprietà di CAAB e del Comune di Bologna. Insomma l’amministrazione non solo favorisce la cementificazione gentrificante ma addirittura la implementa come attore economico in proprio.

E il legame con il Fico di queste speculazioni immobiliari, ovvero il punto da cui era partita questa riflessione?

Beh, se qualcuno aveva ancora dei dubbi è lo stesso presidente di CAAB Andrea Segrè a confermarlo (min. 48,21 dell’audio integrale, l’ultimo in fondo alla pagina): “è del tutto evidente che se sorgerà il Parco Agroalimentare l’interesse, diremo così, per quell’area, aumenterà, ma non è che il FICO ha innestato un meccanismo ex novo”; e poi (51,10): “adesso proprio imputare all’idea, al progetto del parco, questo processo mi pare un po’ azzardato… sono due cose che possiamo, diciamo, collegare, ma che di fatto hanno un percorso indipendente. Poi una chiaramente valorizza tutto il resto, questo è del tutto evidente… ma io la domanda che faccio, perché qualche domanda la devo fare anch’io, è: qual è l’alternativa? Cosa avremmo fatto? Lasciavamo tutto lì incolto? Che è anche bello,voglio dire, naturalmente, dal punto di vista… però…”

Qui il giornalista di Radio Città Del Capo lo interrompe per ricordare che un campo, quello delle Pioppe, è coltivato a grano. La risposta suona: “Certo, ma vogliamo fare quel tipo di agricoltura?”

No no, figuriamoci! Meglio due insediamenti residenziali, un po’ di commerciale e un patetico parco tematico visitato, nelle intenzioni, da 6 milioni di persone all’anno. Che ci arriveranno, nelle proiezioni dell’amministrazione, per il 70% con il mezzo privato.Cosa tocca fare alla nostra illuminata classe dirigente per sconfiggere gli incolti e l’agricoltura tradizionale coi suoi malefici pesticidi!

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Una brutta notizia: a San Lazzaro (Bo) verranno distrutti 300.000mq di terreno!

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Ancora una volta gli interessi dei cittadini sono messi in secondo piano. Nonostante le diverse rimostranze le amministrazioni sono sorde. E tutto questo successe a San Lazzaro di Savena nella Provincia di Bologna.
Purtroppo quello che temevamo si sta avverando. Abbiamo lottato per anni, di recente raccogliendo sempre più adesioni, abbiamo fatto manifestazioni, fiaccolate, petizioni, istanze, ricorsi in tribunale, ma nulla è servito: una grande colata di cemento è in arrivo a San Lazzaro di Savena.

Il sindaco Macciantelli e la sua giunta, di cui fa parte anche Isabella Conti – prossimo candidato Sindaco – ha approvato il PUA che permetterà la partenza dei cantieri della NEW TOWN di Idice.

Nessuna considerazione è stata tenuta per l’istanza presentata dal Comitato cittadino per la difesa del teritorio e del paesaggio, con l’adesione di numerosi personaggi conosciuti e di rilievo (come Mercalli, Tozzi, Lombroso, Finiguerra, pallante, ecc.) che chiedeva di attendere l’esito delle indagini in corso (è stato presentato un esposto in Procura).
Nessuna considerazione è stata tenuta per la petizione di oltre 2000 firme raccolte dalla Lista Civica NOI Cittadini che si batte da sempre per la tutela del territorio ed in particolare contro lo scempio rappresentato da questo antiquato e inutile piano.
Verranno distrutti 300.000mq di terreno agricolo vergine in cambio di marciapiedi, si costruiranno palazzi, centri commerciali, un centro sportivo e una scuola, il tutto in mezzo alla campagna, senza trasporti, servizi e lontani dalla fermata del treno.

Nessuna considerazione per Mauro Maggiorani, altro candidato alle primarie, rappresentante di una parte importante del PD in dissenso con l’attuale giunta e sconfitto per pochi voti, che chiedeva una moratoria fino a dopo le elezioni amministrative per verificare la possibilità di fermare o ridurre il piano.
I sanlanzzaresi devono prendere atto dell’ennesimo gesto di disinteresse nei loro confronti di una giunta e di un Sindaco che hanno per 10 anni governato il territorio nell’esclusivo interesse dei poteri forti e dei comitati d’affari.
Inattendibilità quindi anche delle promesse elettorali del candidato sindaco Isabella Conti che sulla difesa del territorio e sullo stop al consumo di suolo ha costruito il suo programma elettorale.

Lorenzo Bolognini
Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio

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Dov ‘e la nuova scuola a Valsamoggia?

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Edilizia scolastica, oltre 6 mln di interventi previsti in provincia di Bologna
L’ampliamento dell’Itc Salvemini di Casalecchio (14 aule, 1 laboratorio e 1 palestra) per un costo previsto di 4 milioni di euro è il progetto, immediatamente appaltabile, fra quelli che la Provincia di Bologna ha segnalato nei giorni scorsi all’Upi (Unione Province Italiane).

Segnalati inoltre altri interventi di adeguamento normativo-funzionale – immediatamente cantierabili o che comunque richiedo tempi brevi per completare la progettazione – degli spazi scolastici e manutenzione straordinaria in vari istituti di Bologna e provincia per circa 2.165.000 euro totali.

Questo il contenuto del dossier con cui la Provincia evidenzia all’Upi le necessità per gli edifici scolastici superiori (in particolare per i progetti immediatamente cantierabili) a seguito alla volontà espressa dal Governo di avviare un Piano straordinario per l’edilizia scolastica.
http://www.24emilia.com/mobile/Sezione.jsp?titolo=Edilizia+scolastica+BO%2C+6+mln+di+opere+in+provincia&idSezione=57669

 

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