Archivi categoria: Sicurezza Locale

Reggio Emilia e la ‘ndrangheta

Chat

12670087_826174047494661_2978562595427211096_n

Potevamo fare come tutti gli altri. Si passava al gruppo misto, 13.000 euro al mese e zero preoccupazioni. Fai “l’onorevole” e ti godi la bella vita. Lavori dal martedì al giovedì pomeriggio e i fine settimana fai il tour delle SPA. Potevamo farlo. Lo fanno in tanti.

Io spero che si veda il nostro impegno. L’amore che abbiamo per l’Italia, gli italiani, la legalità, la giustizia sociale, le istituzioni inquinate da questi “papponi” senza scrupoli.

SABATO prossimo (sab 13) alle 15.00 sarò a Guidonia (Roma). Faremo un corteo per chiedere le elezioni. Ci vediamo davanti alla stazione in Piazza Baracca e cammineremo insieme fino al comune in Piazza Matteotti. Guidonia è stata divorata dall’illegalità e va liberata.

Poi prenderò un treno direzione Reggio Emilia. La “capitale del PD” ha un enorme problema con la ‘ndrangheta. Lo stesso sindaco Vecchi ha comprato casa da un arrestato nell’operazione anti-mafia “Aemilia”. Nessuno ne parla eppure il futuro dei reggiani se lo sono mangiati gli ‘ndranghetisti grazie alla politica. Sarò in piazza, TUTTA LA NOTTE, davanti al comune. Portatemi qualcosa, un bicchiere di vino caldo o un piatto di tortelli.

Perchè degli “onorevoli” (come ci chiamano) decidono di passare una notte intera in piazza? Perchè vogliamo liberare questo paese. A Reggio ci sono migliaia di elettori del PD onesti. Massimo rispetto per voi ma scendete in piazza con noi. Abbiamo lo stesso obiettivo. Un presente dignitoso e un futuro giusto per i nostri figli.

Alessandro Di Battista

Annunci

#BagheriaOnesta

Chat

CSz4MzFXIAAvym0

CSzlFh-WoAAh0Zk

“Una retata dei carabinieri porta in cella ventuno persone, quasi tutti estorsori del racket. Un’operazione possibile solo grazie alla collaborazione prestata da imprenditori e commercianti che si sono decisi a denunciare qualcosa come 50 diversi episodi di estorsione. E tutto ciò accade non in una città qualunque, ma nella mia città, Bagheria, quella che un tempo era la casa prediletta di Bernardo Provenzano.

Fra gli arrestati c’è anche un dipendente del Coinres, il consorzio che gestisce la raccolta rifiuti nella fascia costiera ad est di Palermo. Come sindaco 5 stelle di Bagheria, qualche giorno fa avevo chiesto al prefetto di Palermo lo scioglimento di questo consorzio per infiltrazioni mafiose. Una denuncia fatta non solo di parole, ma anche di fatti, visto che Bagheria è il primo comune ad essersi “staccato” dal Coinres, nonostante la diffida a rientrare emessa dalla Regione siciliana. Sul Coinres ci sono diversi atti nella commissione Antimafia che narrano di come Cosa nostra ha imposto la manodopera e di come molti amministratori appaiono collusi. Personaggi che i politici locali conoscono benissimo, ma che si guardano bene dal denunciare. Adesso, invece, a Bagheria la raccolta di rifiuti è gestita direttamente dal Comune e per la prima volta dopo dieci anni la città è pulita. Può sembrare banale, ma facendosi un giro nel territorio Palermitano ci si accorge bene della differenza.
Può sembrare tutto un caso, invece è una scelta, fatta dai cittadini di Bagheria. Più di un anno fa, a pochi giorni dal voto, in un confronto pubblico, avevo fatto notare che uno dei candidati sindaco si accompagnava a Carlo Guttadauro, personaggio di una delle più potenti famiglie mafiose siciliane che vanta parentele anche con il most wanted d’Europa, Matteo Messina Denaro. Scoppiò una gazzarra ma, due giorni dopo il confronto, quel Guttaduaro venne arrestato nell’operazione “Reset” (ora si trova ai domiciliari e il Tribunale del riesame ha dichiarato infondata l’accusa di associazione mafiosa). In quel momento i cittadini hanno capito di avere di fronte un’amministrazione che non sarebbe indietreggiata di un solo passo di fronte alla mafia, che aveva il coraggio di fare nomi e cognomi pubblicamente. Una roba mai vista. I cittadini hanno compreso e hanno fatto una scelta. Ed entro dicembre a Bagheria aprirà il primo sportello antiracket della provincia, grazie alla collaborazione con l’associazione Libero Futuro, che parla di Bagheria come “esempio da seguire”. Tutto questo è parte di un percorso verso una Bagheria dove l’onestà sta già tornando di moda. La domanda è: perché non accade negli altri comuni?”

Patrizio Cinque, sindaco M5S di Bagheria

IL SINDACO PD E IL BOSS DELL’NDRANGHETA

Standard

coffrini-pd

Il vicepresidente della commissione Antimafia, Claudio Fava, scrive al prefetto di Reggio Emilia e al presidente della Repubblica chiedendo lo scioglimento e il commissariamento del comune di Brescello con queste parole: “Le frasi del sindaco Coffrini (PD) sul boss Aracri non sono accettabili”
A questo proposito ci teniamo a ricordare a tutti quali furono qualche mese fa, su questo tema, le parole dell’attuale presidente della regione Bonaccini, allora segretario regionale del partito.
Copiamo e incolliamo da un articolo di stampa: Il segretario regionale del Pd Bonaccini non si sottrae ad un commento sul caso Coffrini, il sindaco pd di Brescello che ha definito Francesco Grande Aracri una ‘persona normale, gentile ed educata ’. “Mi auguro che chieda scusa – ha detto l’attuale candidato alla presidenza della regione – ogni tanto si può fare un errore ma è bene chiedere scusa”.
Se sono inaccettabili le parole di Coffrini, a noi paiono gravissime anche le parole di chi aveva ed ha un ruolo importantissimo nel partito democratico.
Sono proprio questi gli atteggiamenti di immensa superficialità e massimalismo che hanno consentito alle mafie di radicarsi senza particolari resistenze nel nostro territorio.
Per Bonaccini era sufficiente chiedere scusa, ma le persone oneste, normali e gentili delle scuse di Coffrini non se ne fanno nulla.

Max Bugani
Silvia Piccinini

‘Ndrangheta, Libera: “Delrio non ha capito e ha sottovalutato i cutresi”

Standard

delrio-renzi-675

Il dossier annuale sulla criminalità organizzata in Emilia Romagna, redatto dalla fondazione Libera informazione e presentato dal giornalista Lorenzo Frigerio, rimprovera all’ex sindaco Pd di Reggio Emilia e oggi sottosegretario di Matteo Renzi “fraintendimenti non confacenti al ruolo”

“Sottovalutazioni per nulla confacenti dal ruolo ricoperto”. La critica a Graziano Delrio arriva da Libera di Don Luigi Ciotti. Il dossier annuale sulla criminalità organizzata in Emilia Romagna, redatto dalla fondazione Libera informazione e presentato dal giornalista Lorenzo Frigerio, rimprovera infatti all’ex sindaco Pd di Reggio Emilia e oggi sottosegretario di Matteo Renzi di aver sottovalutato la situazione. Un intero paragrafo delle 150 pagine (finanziate dalla Assemblea legislativa regionale) sono dedicate al braccio destro del presidente del Consiglio. Tutto parte ancora dalle carte dell’operazione Aemilia, la maxi-inchiesta della Dda di Bologna sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in tutto il territorio che va da Piacenza a Bologna. Un’indagine, portata avanti dai pm Roberto Alfonso, Marco Mescolini e Roberto Pennisi che ha mandato in carcere 117 persone e che ne vede indagate oltre 160.

Delrio non è mai stato indagato, e sia i pm sia lo stesso dossier di Libera lo riconoscono come “sempre schierato in maniera decisa contro le infiltrazioni mafiose nella sua terra”. Nel 2012 gli inquirenti lo vollero sentire come persona informata sui fatti assieme ad altri amministratori del territorio, anche per capire come la comunità dei cittadini originari di Cutro fosse inserita nel contesto reggiano. In quella occasione era stata rievocata la trasferta dell’allora sindaco nel paese in provincia di Crotone, in occasione della festa religiosa del Santissimo crocifisso nel 2009, quando a Reggio Emilia era in corso la campagna elettorale. Delrio aveva confermato di essersi recato in Calabria, nel nome del gemellaggio tra Reggio Emilia e la cittadina calabrese e senza secondi fini, come quello di procacciarsi voti in vista della consultazione amministrativa. Eppure Libera critica Delrio perché, nonostante questa amicizia tra le due città, non sarebbe stato a conoscenza di alcuni aspetti fondamentali di quei luoghi: “Alcuni profili criminali inerenti Cutro e le collegate vicende di ‘ndrangheta – si legge nel dossier – non gli erano assolutamente note”.

Non solo. Secondo Libera, se è vero che “l’avere cioè partecipato ad una manifestazione religiosa” non ha nessun rilievo “dal punto di vista penale”, da parte di Delrio “deve essere sottolineata la mancata comprensione di come i riti religiosi, nell’immaginario distorto delle organizzazioni mafiose, siano funzionali alla crescita di prestigio delle cosche locali. Poter contare su un ospite così importante, per di più arrivato da lontano, come poteva essere il sindaco della Città del Tricolore, è stata una medaglia che i mafiosi si sono potuti appuntare sul petto davanti all’intera comunità cutrese tanto quella residente in loco, quanto quella abitante a Reggio Emilia. Questo è ciò che avvenne inevitabilmente, anche se a insaputa dello stesso Delrio”. Una “mancata comprensione” che cozzerebbe col fatto che durante la sua audizione “agli inquirenti Delrio ha dimostrato di conoscere la mentalità dei migranti calabresi”.

Il dossier di Libera parla anche della visita al prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, da parte di alcuni imprenditori reggiani di origine calabrese. Una visita organizzata e a cui partecipò lo stesso Delrio e che doveva servire a portare al rappresentante del governo le lamentele della comunità cutrese che si sarebbe sentita presa di mira dopo le molte interdittive antimafia della De Miro contro imprese in odore di ‘ndrangheta: “Vero è che è compito di un sindaco trovare una mediazione tra opposti interessi, anche se in questo caso l’interesse pubblico era fin troppo evidente e la ratio legislativa altrettanto chiara per prestarsi a possibili fraintendimenti. Delrio – si legge nel Dossier di Libera – finì così per essere un terminale delle lamentele degli imprenditori, poi scoperti essere legati alla ‘ndrina calabrese, e si attivò perché vi fosse un abboccamento con la prefettura al fine di scongiurare malintesi”. Il documento della associazione antimafia è stato presentato in Regione a pochi giorni dalla manifestazione di Libera in memoria delle vittime di mafia, che sarà proprio a Bologna, il 21 marzo.

Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2015

IL RENZIE DELLA VALSAMOGGIA…

Standard
IL RENZIE DELLA VALSAMOGGIA…

10885123_754926191265880_6041264165229771762_n

ANCORA IL METODO RENZIANO DELLE DECISIONI GIA PRESE A CUI DOBBIAMO DARE SOLO UN VOTO o, al massimo un parere.

Ieri il sindaco di Valsamoggia Ruscigno ha scritto su FB: ” Dopo alcuni mesi di lavoro, al via il Piano di Sicurezza del nuovo Comune di Valsamoggia per dare risposta alle legittime richieste di maggiore sicurezza da parte della cittadinanza”. Piano già rilanciato da tanti membri della maggioranza e che sicuramente diventerà articoli di giornali e modello nazionale.”
NOI DICHIARIAMO che siamo contro questo metodo. Non entriamo nel merito delle proposte, anche perchè le abbiamo lette, come altri, nella comunicazione di Ruscigno e basta. Contestiamo il metodo. Un tema tante importante ha avuto mille sollecitazioni da parte del nostro Movimento, è stato oggetto di raccolte firme in Valsamoggia ma, come sempre, il sindaco, ascoltando SOLO i suoi consiglieri o chi per loro estrae dal cappello magico la sua proposta, subito adorata da altri.

Ma allora, a cosa serve chiedere di discutere prima le cose, di discuterle insieme, magari di passare dai Consigli Municipali, se ci si crede, prima di pavoneggiare proposte già decide in tutto, anche nei particolari…… A cosa serve il consiglio Comunale, i Consigli di Municipio, le commissioni, i gruppi consiliari. Qui, in pochi decidono e gli altri devono approvare… pronti per alzare le mani su quanto già deciso.

NO, a noi così non va ed anche nelle cose importanti, in cui potremmo aderire e dare il nostro contributo, come abbiamo più volte proposto ci viene sbattuto in faccia il già tutto deciso. Non ci siamo.

Metodo Renziano che non possiamo condividere e che chiude sempre di più ogni possibile dialogo tra noi e la maggioranza decisionista ed imperante su tutto.

INOLTRE RITENIAMO CHE LA SICUREZZA LOCALE SIA UN PUNTO IMPORTANTISSIMO E SUL QUALE IL CITTADINO DEVE PARTECIPARE

IL M5S VALSAMOGGIA, TRAMITE IL SONDAGGIO ON-LINE, GIà DA DIVERSI MESI RILEVA LE ESIGENZE DELLA CITTADINANZA

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA NON SERVE SE RIMANE SOLO SULLA CARTA.

CI CHIEDIAMO SE LE CONSULTE DEI MUNICIPI SONO STATE SENTITE………

sondaggio foto valsamoggia

CLICCA PER DARE IL TUO CONTRIBUTOhttps://valsamoggia5stelle.wordpress.com/il-questionario-della-valsamoggia/

PROGRAMMA M5S VALSAMOGGIA – SICUREZZA LOCALE PARTECIPATA – ;https://valsamoggia5stelle.wordpress.com/programma-elettorale-m5s-valsamoggia/

sicurezza1 sicurezza 2 sicurezza3 sicurezza4