Archivi categoria: salute

FREGA NORD…

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Cioè l’autore della riforma sanitaria in Lombardia arrestato per tangenti sulla sanità? Ma è uno scherzo?

Quando vi tocca aspettare un anno e mezzo per una tac pensate alla corruzione nella sanità. Quando vedete ospedali fatiscenti pensate alla corruzione nella sanità. Quando vostro figlio, laureato in medicina con lode, cercherà lavoro a Parigi o a Londra pensate alla corruzione nella sanità.

Quando la stampa di regime prenderà per il culo qualche candidato del M5S (cercando tra i 200 candidati a Roma qualche “particolarità”) pensate che i politici di professione, quelli che ci sanno fare davanti alle telecamere, sono anche professionisti di tangenti. A voi la scelta. Qualunque essa sia. Purché consapevole.

Alessandro Di Battista

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13 OTTOBRE: “GIORNATA DELLA TRASPARENZA”

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Nel calendario dovrebbe essere istituita d’autorità laGiornata della Trasparenza” il 13 ottobre. Porta buono. Oggi Il vicepresidente della Lombardia del Pdl Mario Mantovani, grande Ex: ex senatore, ex sottosegretario alle Infrastrutture, ex assessore alla Salute, ex sindaco di Arconate, è stato arrestato questa mattina all’alba con le accuse di corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Doveva aprire i lavori della Giornata della Trasparenza. Quale migliore occasione per un arresto? Si è fatta trasparenza.

Insieme a Mantovani è stato arrestato il suo collaboratore, Giacomo Di Capua, 34 anni, capo di gabinetto dell’assessorato alla Sanità e un ingegnere del provveditorato alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, Angelo Bianchi. Inoltre vi sono dodici persone indagate tra cui il leghista Massimo Garavaglia (per turbativa d’asta), assessore all’Economia e braccio destro di Maroni. Giornate come questa fanno morale. Proponiamo il simbolo delle arance per la Giornata della trasparenza

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Poche ore fa è stato arrestato il Vice Presidente della giunta regionale della Lombardia, quella capitanata da Roberto Maroni. Indagato anche il braccio destro del governatore leghista, l’assessore al bilancio. L’accusa è di corruzione in appalti sulla sanità.

In qualsiasi paese d’Europa, Maroni si sarebbe dimesso un minuto dopo.
La Lega perde il pelo ma non il vizio. E vorrebbe pure governare Roma.

Luigi Di Maio

Il problema non sono i Maroni, i Marino, i Salvini o i Renzi. Il problema è un sistema marcio dove politici mangiano sulla sanità (e poi danno la colpa ai medici che prescrivono troppi esami) e dove i partiti utilizzano questi “portatori di voti” per i loro squallidi giochi di potere.

Questa mattina hanno arrestato Mantovani (FI) il vicepresidente della Lombardia, nonché ex-assessore alla sanità. Mazzette, corruzione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio…insomma le solite “cosette” a danno della collettività.

E’ bene ricordare che con il nuovo Senato renziano Mantovani sarebbe potuto diventare senatore e oggi non l’avrebbero potuto arrestare. Spero che adesso sia chiaro l’obiettivo di Renzi!

Alessandro Di Battista

Il Pd si intasca 5,5 milioni di finanziamento pubblico

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Il finanziamento pubblico ai partiti non è stato abolito. Non è stato abolito dopo il referendum del 1993 nonostante la volontà di milioni di italiani e non è stato abolito dai tweet di Letta. Ha semplicemente cambiato nome e forma. Ora si chiama due per mille ai partiti, ma sono soldi pubblici, non libere donazioni. Sono tasse già pagate dal cittadino tramite la dichiarazione dei redditi che vedrà rinnovata la sede del partito vicino casa e la scuola che invece crolla in testa al figlio.

Il Pd ha esultato perchè si è intascato 5,5 milioni di soldi pubblici che potevano essere usati per istruzione, sanità, trasporti, per rimpinguare le sue casse.

Quest’anno il totale a cui possono attingere i partiti è di circa 10 milioni di euro, saliranno a 27,7 milioni nel 2016 e 45 nel 2017. Nel 2018 se il M5S sarà al governo non ci sarà un centesimo pubblico destinato ai partiti.

Il M5S ha rinunciato al due per mille per lo stesso motivo per cui ha rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali nel 2013: non vuole soldi pubblici e sostiene le sue iniziative con le libere donazioni di attivisti e simpatizzanti, come sta accadendo in questi giorni per Italia 5 Stelle che si terrà il 17 e 18 ottobre a Imola.

Soldi, soldi, soldi. Il Pd ha bisogno di soldi. Toglietegli i soldi e non rimane più nulla.

Il Governo taglia la salute dei cittadini

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In queste ore il Senato non riesce a raggiungere il numero legale per votare i tagli di due miliardi alla sanità su cui ho scritto stamattina. Ci hanno provato già 3 volte, ma nulla.

Nel Pd c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di difendere questa schifezza di Decreto, ma a quanto pare non ha il coraggio di votarlo. Parlano di “razionalizzazioni” in base al “Patto per la Salute”.
In realtà è un “pacco per la salute” e solo un pazzo potrebbe difenderlo, visto che prevede un taglio di migliaia di posti letto portando la media di 3,7 ogni mille abitanti. Dicono che tagliano i posti letto per dare maggiori servizi sanitari sul territorio ma inseriscono la clausola che questi servizi debbano essere erogati “nei limiti delle risorse disponibili”, che sono due miliardi in meno! Tutto questo significa, meno posti letto, meno esami e meno assistenza la malato.
Hanno fatto la sanità a pezzi tagliando ogni anno risorse per pagarsi i loro sporchi privilegi o per finanziare i patti scellerati che hanno sottoscritto con l’Ue, ora hanno anche il coraggio di parlare.
Oltre a questi tagli, indiscrezioni di stampa dicono che Renzi voglia tagliare la Tasi, togliendo altri soldi alla sanità, altri 2 miliardi di euro all’anno per cinque anni. Quindi in tutto saranno quattro miliardi in meno solo nel 2015, nonostante la nostra popolazione invecchi e abbia bisogno di maggiore assistenza sanitaria.

Tutti concordiamo sul fatto che la sanità in Italia vada riorganizzata e migliorata, ma nessuno mi convincerà mai che potrà essere riformata tagliando i soldi e chiedendo ai dirigenti – nominati dalla politica – di spendere bene quelli rimanenti. Continueranno a tagliare da tutto ciò che non intacca i loro privilegi.

Per riformare la sanità basta togliere alla politica il controllo delle nomine.

Luigi Di Maio