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Gli scarrafoni di Renzie #corruzione

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Cinque sottosegretari del governo Renzi non devono fare la stessa scelta di Lupi, come avverrebbe in ogni democrazia occidentale. Perché “ci si dimette per questioni politiche (tipo fallimento di ogni politica economica dopo più di un anno?) ed etiche (tipo elicottero di Stato e vacanze a Courmayeur?), non per gli avvisi garanzia“. Quindi non tocca anche ai sottosegretari indagati Barracciu, Del Basso De Caro, De Filippo, Faraone fare un passo indietro? Per Renzie “Assolutamente no”. Ogni scarrafone è bello a mamma sua e gli scarrafoni piddini per l’ebetino sono molto più scarrafoni di Lupi che si è dimesso per un rolex al figlio e un biglietto aereo alla moglie (meglio un aereo di Stato per la moglie, Renzie? Più etico?).
Però: se a ogni pioggia l’Italia frana, se i cittadini muoiono, se le strade sono devastate, se il welfare è scomparso, è anche colpa loro.
Il MoVimento 5 Stelle lo sta denunciando da mesi, con interrogazioni, question time, interpellanze. Adesso le intercettazioni ci danno ragione.
L’unica soluzione è bloccare le Grandi Opere e cacciare via gli indagati dal Ministero.
Al posto dell’arrestato e potentissimo Ercole Incalza adesso ci troviamo Paolo Emilio Signorini finito in un’inchiesta della procura di Venezia. Una sua telefonata di due anni fa con Giovanni Mazzacurati, in carcere da luglio per lo scandalo Mose, rivela una vacanza a spese del Consorzio Venezia nuova. Signorini era capo del Cipe, da lui dipendevano i soldi per il Mose e per gli inquirenti quella vacanza era un “pressing”. La carriera di Signorini è legata a doppio filo conIncalza: è stato lui a scrivergli il bando per farlo assumere al ministero. Un bando cucito addosso al curriculum del super dirigente.
Il vice di Lupi è il sottosegretario Riccardo Nencini: già da europarlamentare s’è fatto conoscere (dal 1994 al 1999): indagato dall’Olaf, l’Ufficio anti-frode dell’Unione europea, poi condannato a restituire al Parlamento europeo 456 mila Euro di spese indebitamente accreditate durante il mandato. Può un politico condannato dal Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione Europea, festeggiato dai dominus della cricca Incalza-Bargone, ricoprire ancora il ruolo di vice-ministro dei Trasporti? Dalle intercettazioni emerge che Nencini chiese favori e piazzò un ex esponente del Psi attraverso l’indagato Giulio Burchi. “Ti ringrazio a anche a nome di Riccardo”, dice al telefono il suo capo della segreteria. Burchi che ammette: La Orte Cesena è un project financing che non sta da nessuna parte. È una roba allucinante. Questo Vito Bonsignore è un mascalzone che deve aver usato dell’olio». E poi: « I soldi che ho guadagnato in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America».
Paese di merda, ma non per lui: per gli italiani che sono depredati dalle tangenti (+40% del costo reale) delle Grandi Opere Inutili.
Tutti insieme, inquisiti, indagati, avvisati marciano per far approvare la Orte Mestre, la superautostrada che attraverserà cinque regioni, affidata a Vito Bonsignore, amico fraterno di Lupi e cofondatore di Ncd, il tutto sempre con i soldi nostri. E pure la Cispadana s’ha da fare: ma qui ci spostiamo direttamente nell’orbita Pd. Dentro la Cispadana troviamo l’indagata Coopsette, che ha affidato molti lavori alla Eco.Ge dei Mamone, legata al boss Gullace e colpita da interdittive. Sempre loro, sempre gli stessi, che miracolosamente vincono appalti, si aggiudicano gare, piazzano i propri uomini. Relazioni poco chiare, indagati sistemati al calduccio da viceministri, tutti seduti a mangiare alla stessa tavola. Peccato che il conto del ristorante di decine di miliardi lo paghiamo sempre noi. E poi dicono che non ci sono le coperture per il reddito di cittadinanza. Bisogna bloccare le Grandi Opere sotto inchiesta una per una e utilizzare quei soldi per la manutenzione pubblica e contro il dissesto idrogeologico e contro la povertà.
Le regole in Italia per Renzie valgono solo per gli altri. Nessuno ha particolare simpatia per Lupi, ma è stato cacciato senza avvisi di garanzia “Gesto saggio“, mentre gli scarrafoni piddini rimangono al loro posto. Del resto il loro partito è una fogna, quale posto migliore?

#Incalza in galera grazie al M5S

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“Una spallata gliel’abbiamo data anche noi ed è scritto nero su bianco nel documento della procura di Firenze che ha messo le manette a Mr. Opere Pubbliche, l’ingegner Ercole Incalza. Se è stato arrestato lunedì è anche grazie all’attività parlamentare del Movimento 5 Stelle.
Ercole Incalza è l’uomo difeso dal ministro Lupi in risposta a una nostra interrogazione alla Camera del primo luglio 2014. “È persona competente e con i titoli giusti”, disse il ministro. Eccoli i titoli, li abbiamo letti nell’ordinanza della procura. Noi chiedevamo semplicemente se un pluri-indagato, prescritto, potesse essere a capo della struttura tecnica che si occupa di tutte le grandi opere pubbliche in Italia. Per il ministro non c’erano problemi. Incalza era la persona giusta al posto giusto.
Fortunatamente per i magistrati i problemi c’erano eccome. E nell’ordinanza è riportata proprio la nostra interrogazione parlamentare del 1° luglio 2014 a prima firma di Michele Dell’Orco. Una spallata in più per mettere fine al sodalizio criminale che riempie l’Italia di cemento e le tasche dei ladri di soldi pubblici.
Siamo felici di aver contribuito a far crollare il castello di corruzione e tangenti.”

M5S Parlamento

GRANDI OPERE: #TuttiInGalera

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”Il M5S è il solito rompimento di coglioni” #Incalza

“Ercole Incalza era già stato sgamato dai portavoce 5 stelle. In una interrogazione parlamentare dello scorso luglio, si chiedeva al ministro Lupi, alla luce dei 14 procedimenti penali in cui è stato coinvolto l’ingegner Incalza, salvato solo dalla condanna solo grazie prescrizione della ex Cirielli, se non fosse il caso di revocare il suo incarico alla struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture.
Così come Ercole Incalza ha aiutato il ministro Lupi nello svolgimento della sua attività istituzionale e in quella politica – scrive il gip di Firenze – così quest’ultimo è spesso intervenuto in suo favore prendendone le difese”. Così, giusto per andare sul sicuro, Lupi decide di far scrivere la risposta all’interrogazione direttamente all’avvocato di Incalza, Titta Madia. Il cognome non vi suona nuovo? Certo, è lo zio del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (lo dice lei stessa). Che coincidenza. Ma il meglio deve ancora venire.
L’interrogazione del M5S, comunque, qualche preoccupazione l’aveva generata. Tanto che, una volta fatto il passaggio parlamentare in cui Lupi mette le vesti di avvocato di Incalza, gli investigatori registrano una telefonata. Antonia Incalza, figlia di Ercole, chiede a Sandro Pacella, braccio destro dell’ingegnere (“segretario, mediatore e consulente” come descritto dai giudici fiorentini che ne hanno ordinato l’arresto), notizie sull’interrogazione del M5S. Sentite cosa dice:
No è andata … ha letto quello che ha scritto Titta e lui … e poi questi (il M5S, ndr) hanno replicato sul discorso dell’opportunità e comunque che è stato prosciolto con l’ex Cirielli che non c’entra un cazzo … ‘sia Incalza sia lei’ rivolto al Ministro… ‘dovreste per opportunità andare via perché anche lei è indagata per abuso d’ufficio’ … questo è … niente di che niente di che … la risposta di Maurizio (Lupi, ndr) … lo mette anche bene… chiara quindi non c’è stato problema… i soliti rompimenti di coglioni che fanno male questo è chiaro devi spiegare a papà … però che dobbiamo fare?”M5S Parlamento

LE MEDAGLIE AL VALORE DEL M5S

Maggio 2012: intercettati alcuni ‘ndranghetisti (poi arrestati nell’inchiesta ‪#‎Aemilia‬) esprimono il loro sconcerto per la vittoria del M5S a Parma. Uno dice all’altro: «è un terremoto, i comici hanno preso la città».

Aprile 2013: Buzzi telefona a Carminati (i due arrestati con l’accusa di associazione mafiosa per ‪#‎MafiaCapitale‬”) e dice: «er problema è un altro, er problema è che nun ce stamo più noi. Grillo è riuscito a distruggere il PD».

Luglio 2014: Interroghiamo il Ministro Lupi chiedendo le dimissioni di Incalza. 8 mesi dopo Incalza viene arrestato. Nell’ordinanza di arresto compare un’intercettazione tra la figlia di Incalza e Sandro Pacella, braccio destro di Incalza, anch’egli arrestato. Quest’ultimo, in riferimento alla nostra interpellanza parlamentare che chiedeva – ripeto – le dimissioni di Incalza 8 mesi fa, dice: «il solito rompimento di coglioni che fa male».

Gli ‘ndranghetisti temono la nostra vittoria alle elezioni in Emilia. Buzzi è terrorizzato dal fatto che il M5S possa distruggere il PD e gli arrestati dell’ultimo scandalo sulle grandi opere ci definiscono “rompicoglioni che fanno male”.

Tutte medaglie al valore che portiamo con onore!

Alessandro Di Battista

I CONSIGLIERI M5S DI SAN LAZZARO HANNO CONTRIBUITO A FAR DECADERE IL POC SULLA COLATA DI CEMENTO!!

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AL SINDACO RUSCIGNO E ALLA SUA MAGGIORANZA: IL M5S VOTA ANCHE SI !!!!

Di ritorno da San Lazzaro di Savena dove i nostri consiglieri hanno contribuito a far decadere il POC della località dove la precedente amministrazione comunale aveva portato avanti la progettazione di un nuovo insediamento urbano da tutti definita la “Colata”: circa 700 residenze in una località verde i cui terreni si sono rivalutati in modo spaventoso.

Anche auto blu accorse giusto in tempo per la foto. Le stesse che forse erano posteggiate durante la progettazione di quest‘opera a San Lazzaro di Savena.

Il coraggio di cambiare idea e di ravvedersi che ha bloccato la “Colata” dovrebbe essere ora riprodotto per il Passante Nord, per il People Mover, per Fico, per la Cispadana e tante altre opere inutili, dannose e costosissime che da anni vengono portate avanti, come la “Colata”, da una politica irresponsabile.

Un grazie ai consiglieri M5S di San Lazzaro e ai tanti attivisti che si sono mobilitati. Si sappia che non abbiamo l’abitudine di farci intimorire. Se viene toccato uno di noi vengono toccati tutti.
Grazie Massimo Poggi, Silvia Fava, Fabio Ara, chi c’era sa quanto siete stati coraggiosi. E a chi non c’era lo diremo.

Giulia Gibertoni (candidata presidente M5S Regione Emilia-Romagna)