Archivi categoria: mafia

#VirginiaRaggiSindaco di Roma

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C’è chi continua a ripetere che Roma ha bisogno di più politica, il che fa pensare se vediamo come i partiti hanno ridotto la nostra amata città, stuprandola, negli ultimi anni. Secondo il M5S a fare politica sono invece i cittadini ogni giorno: prendendo un bus che non passa, iscrivendo il proprio figlio a un nido pubblico, passando ore nel traffico o respirando i miasmi di discariche come quella di Malagrotta.
Ecco perchè durante la conferenza stampa ho voluto portare con me due cittadini, che rappresentano la voce di altri migliaia: Giacomo e Daniela. Il primo proprio di Malagrotta, la seconda una mamma che tra mille difficoltà prova a (soprav)vivere in una grande metropoli qual è Roma.
Giacomo e Daniela sono l’espressione di tutto quello che oggi i romani ci chiedono. Mafia Capitale è stata solo la punta di un iceberg. Ed ora vogliamo che i cittadini si prendano la loro rivincita. Con noi finalmente è possibile, perché il M5S oggi rappresenta l’unica reale alternativa di governo.
Ci domandano se siamo maturi, se siamo all’altezza, ed io mi chiedo se la vecchia politica ha mai dimostrato di esserlo. La risposta è scontata: no, nessuno finora ha dimostrato di poter amministrare Roma e il M5S ha le giuste qualità per cambiare passo: avere le mani libere e slegate dagli interessi è una prerogativa imprescindibile.
Abbiamo le idee chiare e maturato un programma condiviso con la cittadinanza. Mobilità, Rifiuti e Trasparenza sono state le priorità scelte dai cittadini e che inizieremo ad affrontare attraverso specifiche misure, sia salendo al governo della città, sia restando all’opposizione.
Da un maggiore incremento dei mezzi pubblici e il ripristino di linee tagliate soprattutto nelle periferie, passando per un sistema dei trasporti più sostenibile, per la realizzazione di decine di piste ciclabili, fino alla strutturazione di modello “rifiuti zero” dove il rifiuto può essere convertito persino in una risorsa. Lo so, non ve l’hanno mai detto, ma con il riciclo si possono creare anche posti di lavoro.
Infine la trasparenza: una nostra forma di orgoglio. Quindi la realizzazione di un sistema open data dove con un clic ogni romano potrà verificare spese e bilancio dell’amministrazione capitolina. Rifiuteremo la carta intesta al sindaco con cui Marino andava a cena con finti ambasciatori, abbatteremo gli sprechi attraverso un piano già elaborato nei nostri 2 anni e mezzo in Campidoglio e re-investiremo ogni risorsa nel tessuto sociale della città.
Sia chiaro queste non sono promesse elettorali, queste sono solo misure che una forza politica che fa l’interesse dei cittadini può attuare in un tempo ragionevole a Roma. Basta solo averne la volontà e le mani pulite. Noi possiamo farcela e vogliamo fare in modo che i romani tornino ad innamorarsi della loro città. #RomaAiRomani.

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Reggio Emilia e la ‘ndrangheta

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Potevamo fare come tutti gli altri. Si passava al gruppo misto, 13.000 euro al mese e zero preoccupazioni. Fai “l’onorevole” e ti godi la bella vita. Lavori dal martedì al giovedì pomeriggio e i fine settimana fai il tour delle SPA. Potevamo farlo. Lo fanno in tanti.

Io spero che si veda il nostro impegno. L’amore che abbiamo per l’Italia, gli italiani, la legalità, la giustizia sociale, le istituzioni inquinate da questi “papponi” senza scrupoli.

SABATO prossimo (sab 13) alle 15.00 sarò a Guidonia (Roma). Faremo un corteo per chiedere le elezioni. Ci vediamo davanti alla stazione in Piazza Baracca e cammineremo insieme fino al comune in Piazza Matteotti. Guidonia è stata divorata dall’illegalità e va liberata.

Poi prenderò un treno direzione Reggio Emilia. La “capitale del PD” ha un enorme problema con la ‘ndrangheta. Lo stesso sindaco Vecchi ha comprato casa da un arrestato nell’operazione anti-mafia “Aemilia”. Nessuno ne parla eppure il futuro dei reggiani se lo sono mangiati gli ‘ndranghetisti grazie alla politica. Sarò in piazza, TUTTA LA NOTTE, davanti al comune. Portatemi qualcosa, un bicchiere di vino caldo o un piatto di tortelli.

Perchè degli “onorevoli” (come ci chiamano) decidono di passare una notte intera in piazza? Perchè vogliamo liberare questo paese. A Reggio ci sono migliaia di elettori del PD onesti. Massimo rispetto per voi ma scendete in piazza con noi. Abbiamo lo stesso obiettivo. Un presente dignitoso e un futuro giusto per i nostri figli.

Alessandro Di Battista

#TiMandiamoLaPicierno

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Nonostante le richieste immediate del MoVimento 5 Stelle, il sindaco Pd di Brenta Ballardin arrestato qualche giorno fa non ha ancora rassegnato le sue dimissioni. Per il Pd non c’è problema: la città può essere amministrata da un sindaco ai domiciliari. Il M5S l’aveva avvisato e oggi gli ha mandato la Picierno. Parte da Brenta il giro d’Italia degli amministratori Pd indagati e arrestati. Sarà un lungo viaggio.

“I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Lombardia Silvana Carcano, Paola Macchi e Dario Violi, insieme ai parlamentari Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Cosimo Petraroli, Manlio Di Stefano e i candidati sindaco del M5S di Milano Patrizia Bedori e di Varese Alberto Staidl hanno manifestato questa mattina davanti al municipio di Brenta per chiedere le dimissioni del sindaco Gianpietro Ballardin, iscritto al Pd ed eletto con una lista civica vicina al centrosinistra e attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di falso commesso da pubblico ufficiale. Per il MoVimento 5 Stelle chiunque ricopra una carica istituzionale, se si ritrova indagato o condannato, non può continuare ad assolvere la funzione pubblica.
Con noi c’era simbolicamente anche Pina Picierno che non ha mai mosso un dito per nessuno degli 83 indagati Pd che ancora siedono sulle loro comode poltrone.

Questo è solo il primo comune in cui andremo a chiedere le dimissioni delle cariche istituzionali indagate e condannate. Andremo a stanarli e a metterli davanti alle loro responsabilità, anche se, visto la diffusione del fenomeno, questo dovesse significare fare un vero e proprio giro d’Italia.”

I portavoce del M5S Lombardia

Il Pd ha il monopolio immorale #PiddiniCostituitevi

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Il Pd negli ultimi anni conta indagati, rinviati a giudizio e spesso condannati a centinaia e senza contare gli uomini piazzati nelle partecipate e nelle aziende parastatali: numeri degni di un’organizzazione criminale. Un primato nazionale. Come il Pd nessuno mai. Solo gli indagati nell’anno appena trascorso sono 83 e nonostante il 2016 sia iniziato da pochi giorni il numero è aumentato: l’ultimo datato ieri è il sindaco piddino di Como. Domani chi lo sa!
Il capo della combriccola, finchè regge, è il Bomba fiorentino, mai eletto, in crollo verticale nei sondaggi, che teme le comunali di questa primavera più della Guardia di Finanza in Banca Etruria e ha da poco regalato 120 milioni agli editori  per continuare a garantirsi la solita propaganda di regime diffamatoria nei confronti del M5S. Il Pd ha il monopolio immorale, il record degli indagati, ma i giornali ben ricompensati preferiscono ometterlo. Quando indagano un sindaco non specificano mai di che partito è, perchè nove volte su dieci è del Pd.
Di seguito una prima lunga lista degli indagati del Pd nei comuni. L’elenco sarà in continuo aggiornamento.
Per facilitare la composizione della lista chiediamo tutti insieme un favore agli eletti del Pd con le mani in pasta e la coscienza sporca: #PiddiniCostituitevi! Per voi sarà una liberazione e l’onestà tornerà di moda!

ELENCO PIDDINI INDAGATI:

San Giorgio a Cremano (Napoli): indagati l’attuale sindaco Giorgio Zinno e il suo predecessore Mimmo Giorgiano (sempre del PD) per associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta.

Predappio (Forlì): il sindaco Giorgio Frassineti indagato per peculato

Vado Ligure (Savona): indagato per abuso d’ufficio l’attuale sindaco Monica Giuliano e l’ex sindaco Attilio Caviglia per disastro colposo aggravato, entrambi nell’ambito dell’inchiesta sulla centrale a carbone della Tirreno Power.

Quiliano (Savona): indagato il sindaco Alberto Ferrando sempre nell’ambito dell’inchiesta Tirreno Power.

Vercelli: a novembre il sindaco Maura Forte viene rinviata a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false per le elezioni provinciali del 2011 con l’accusa di falso ideologico in atto pubblico

Rimini: il sindaco Andrea Gnassi è indagato per il fallimento della società dell’aeroporto Fellini

Castenaso (Bologna) indagato il sindaco Stefano Sermenghi, accusato di minacce contro il sindaco Pd anti-cemento di San Lazzaro di Savena. Nella giunta di Castenaso c’è la sorella del presidente del Consiglio, Benedetta Renzi. E’ tuttora in carica. Tutto è scaturito da un esposto del sindaco Conti di San Lazzaro.

Crevalcore (Bologna): il sindaco e senatore Pd Claudio Broglia e il vicesindaco, Maria Pia Roveri, sono indagati dalla Procura di Bologna nell’ambito di un’inchiesta (si ipotizza la truffa) sui contributi di autonoma sistemazione concessi dopo il terremoto del 2012.

Ercolano (Napoli): Vincenzo Strazzullo indagato nell’aprile 2015 nelle indagini per gli appalti per le opere pubbliche. Indagati anche il vicesindaco Antonello Cozzolino, l’assessore all’Urbanistica, Salvatore Solaro e il consigliere comunale Pasquale Romano.

San Felice Sul Panaro (Modena): il sindaco Alberto Silvestri indagato perchè firmò per l’agibilità di un’azienda poi crollata

Pescara: Marco Alessandrini, indagato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta riguardante i divieti di balneazione a fine luglio a seguito dello sversamento di liquami in mare

Barletta: Pasquale Ventura, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale , è indagato per corruzione per la gestione di un centro sportivo comunale in via Rossini, alla periferia della città

Como: 11 gennaio 2015 – Indagato il sindaco Mario Lucini per gli appalti delle paratie del Lago

Siena: indagato il sindaco Pd Valentini per falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e truffa aggravata. Il Pd non chiede le sue dimissioni.

Marsala: Rinviato a giudizio per voto di scambio Vito Cimiotta, consigliere comunale Pd. Difeso dal suo partito

Caltanisetta: indagato per truffa il consigliere comunale Angelo Scalia

 

LE INTERCETTAZIONI VANNO PUBBLICATE, TUTTE!

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Tanti giornali, anche importanti, stamattina affermano che io sarei stato a conoscenza della questione legata al ricatto a Rosa Capuozzo già da novembre. E ciò lo desumono da una riga di intercettazioni in cui il sindaco di Quarto afferma di avermi “avvertito”. Ma di cosa?

In realtà sarebbe bastato salire di qualche riga nella stessa telefonata per sentire il sindaco parlare del consigliere Nicolais. Ma a questo nessuno ci ha fatto caso.

L’intercettazione porta la data del 24 novembre scorso. Quello che potete vedere è lo scambio di messaggi avuto con Rosa Capuozzo qualche giorno prima. La questione è legata alla proposta di aumento dei gettoni di presenza perorata da Nicolais.

Un’istanza chiaramente contraria ai nostri principi e al nostro modo di agire.

Luigi Di Maio

 

Io non ho mai visto un Vice-presidente della Camera pubblicare addirittura gli screenshot delle sue conversazioni con il Sindaco di Quarto per mostrare la sua totale trasparenza. E Roberto Fico ha fatto altrettato. Attendiamo fiduciosi che Renzi pubblichi “gli scontrini” delle spese fatte da sindaco di Firenze o qualche “screenshot” su Banca Etruria!

Alessandro Di Battista