Archivi categoria: Forza Italia

Negli ultimi 12 mesi 83 esponenti del Pd indagati e perfino arrestati.

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“Le mafie da sempre tentano di salire sul carro del vincitore. E’ nella loro natura infiltrarsi nelle amministrazioni e nella società per fare affari.
Ci hanno provato anche con il M5S a Quarto e succederà anche in futuro. Nessuna forza politica può impedire alla mafia di provare a bussare alla propria porta, ma quando ciò accade quella forza politica ha due possibilità: aprire quella porta e farla entrare oppure sbattergliela in faccia. Il M5S quella porta a Quarto l’ha sbattuta con violenza e sarà sempre così.
A chi ha orecchie per intendere ribadiamo un concetto che per noi è scontato: i voti delle mafie ci fanno schifo.

Se qualcuno per interessi personali e contro i programmi e ideali del M5S tenterà di fare accordi con loro, verrà cacciato anche prima dell’esito finale d’inchieste giudiziarie. Vedi De Robbio.
Perchè il M5S fa patti con la legge, non con l’anti-Stato. Oggi il PD (quello a cui hanno appena condannato l’ex assessore Daniele Ozzimo nell’ambito del processo per Mafia Capitale) strilla e ci accusa, ma non può attaccare un nostro solo comportamento scorretto, e allora strepita per il semplice fatto che la mafia sia venuta a cercare anche il M5S e abbia trovato le porte chiuse.
Ricordiamo al Pd che tra gli indagati per l’inchiesta di Quarto c’è il loro ex assessore ed ex consigliere Marco Ferro ( che secondo gli inquirenti avrebbe stretto un patto con De Robbio espulso dal M5S prima dell’apertura delle indagini) ed imprenditori legati al clan Polverino. Avete letto bene la camorra ed il Pd nella figura dell’ex assessore e consigliere Ferro volevano infiltrarsi e condizionare il M5S. Ed hanno trovato le porte chiuse.
Nota le differenze. Il M5S ha messo alla porta questa gente. Quando la mafia bussò a Roma, Buzzi e Carminati furono lasciati entrare, trattati da signori, serviti e riveriti. Uno Buzzi, partecipava perfino alle cene di finanziamento di Renzi e del Pd.
In Campania, a maggio scorso lo scrittore Roberto Saviano dichiarò: “nel Pd e nelle liste di De Luca c’è tutto il sistema di Gomorra”.
Qualche esempio. Sono stati tanti i sindaci Pd arrestati per mafia in Campania e altrove. Vogliamo parlare ad esempio di Giovanni Santomauro, sindaco di Battipaglia comune sciolto per mafia nel 2014 con l’arresto del primo cittadino l’anno precedente.
A Brescello, in provincia di Reggio Emilia, il sindaco Pd Marcello Coffrini, descrisse come “una persona educata e compostaFrancesco Grande Aracri, boss condannato in via definitiva per mafia nel 2008, soggetto a regime di sorveglianza speciale e considerato il punto di riferimento dell’ndrangheta in Emilia. Il Pd lo ha difeso.
Ad Agira, in provincia di Enna, durante un comizio per la campagna elettorale, sul balcone accanto
al candidato sindaco del Pd deputato Maria Greco, c’era anche Giuseppe Giannetto (tesserato del Pd) arrestato nel 2005 mentre cenava in un casolare di campagna e discuteva di affari con il boss Giuseppe Di Fazio, reggente della famiglia mafiosa Santapaola, inserito nell’elenco dei 30 più pericolosi latitanti di mafia e condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’ispettore di Polizia Lizio. Nella stessa sede del comitato elettorale del candidato sindaco dove si svolgeva il comizio quella sera c’era anche Mirello Crisafulli (candidato sindaco di Enna del Pd e intercettato nel 2008 dai Carabinieri mentre in un albergo di Enna discuteva di appalti con un capo mafia).
Il Pd ha aperto la porta alla mafia molte volte, il M5S l’ha tenuta e continuerà a tenerla sempre chiusa battendosi al fianco di forze dell’ordine e magistratura.”

M5S

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I 71 milioni di motivi per cui #MiFidoDelM5S

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E’ in atto un vergognoso e disperato tentativo da parte del Pd e di mass media compiacenti di distorcere la realtà dei fatti. La verità è una sola e 71 milioni di motivi per dire “#MiFidoDelM5S“.

42,7 MILIONI di finanziamento pubblico nazionale al quale il M5S ha rinunciato sin dall’inizio della legislatura, pur potendo munirsi di requisiti sia formali che sostanziali per beneficiarne.

4 MILIONI di rimborsi elettorali regionali a cui le liste regionali M5S hanno rinunciato dal 2010. Piemonte ed Emilia-Romagna tra il 2010 ed il 2014 hanno rinunciato a 1,5 milioni circa di euro di rimborsi elettorali. A questi vanno aggiunti dal 2013 2.443.832 euro tra Sicilia, Lombardia, Lazio, Molise, Friuli-Venezia-Giulia, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige. In seguito al cambio della normativa, per le Regioni che son andate al voto dal 2014 in poi i finanziamenti sono stati sospesi. A questi risparmi vanno aggiunti anche centinaia di migliaia di euro di co-finanziamenti sui rimborsi elettorali ai quali il M5S ha rinunciato.

15,2 MILIONI di tagli agli stipendi personali e diarie dei parlamentari. Di cui 13.562.847 milioni versati ad oggi nel fondo per il microcredito che ha già finanziato l’apertura ex novo di 741 nuove piccole -imprese, in media 5,3 nuove imprese al giorno, solo negli ultimi 15 giorni 80 nuove piccole imprese avviate, da Nord a Sud. A questi si aggiungono 1.646.025 euro versati al Fondo ammortamento per i Titoli di Stato. Tutti i parlamentari del M5S rinunciano inoltre alle indennità di carica aggiuntive previste per incarichi istituzionali (Vice Presidente Camera, Segretari, Questori) e parlamentari (presidenze e vice presidenze di Commissione) che rimangono nei bilanci di Camera e Senato generando un risparmio per lo Stato di altre centinaia di migliaia di euro.

6,2 MILIONI: Ammonta a euro 6.290.855 euro la somma restituita/accantonata da dicembre 2012 ad oggi da tutti i consiglieri regionali del M5S. Somma derivata dai tagli dei loro stipendi e rimborsi spese e dalle rinunce alle indennità di carica. Di questi: 105.829 euro serviranno anche per ricostruire una scuola di Benevento danneggiata dall’alluvione, 300.000 sono stati utilizzati per finanziare la realizzazione dell’apertura della Trazzera che collega Palermo a Catania la cui autostrada è stata chiusa a seguito del cedimento di un pilone del viadotto. Decine di migliaia di euro sono andati alle scuole della Valle d’Aosta. Altri sono stati destinati a fondi regionali o nazionali per le piccole imprese . Altri verranno presto utilizzati per progetti sul territorio. In tutte le regioni inoltre, gli eletti del M5S rinunciano alle indennità di carica aggiuntive e altri privilegi come le auto-blu. In Sicilia, ad esempio, alle somme restituite vanno aggiunti 110.722 euro d’indennità di carica non percepiti e lasciati nelle casse dell’assemblea regionale siciliana. Nei prossimi giorni pubblicheremo ogni dettaglio, regione per regione.

3 MILIONI La delegazione del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo ha rinunciato totalmente alla possibilità di usufruire dei finanziamenti per la costituzioni di “partiti politici europei e fondazioni europee“. La somma prevista per le delegazioni del gruppo è di 3 milioni di euro.

263 MILA: E’ la cifra che i 17 eurodeputati M5S hanno restituito ad oggi al fondo per il microcredito dai tagli dei propri stipendi

420 MILA: donati dal M5S in favore del Comune terremotato di Mirandola per costruire la palestra di una scuola. La fine dei lavori è prevista per Aprile 2016

Proprio in queste ore tutti i partiti politici, dal PD a Forza Italia sino alla Lega di Salvini si intascheranno oltre 45 MILIONI DI EURO di finanziamento pubblico (la BOCCADUTRI CARD), senza che i bilanci dei propri partiti siano stati certificati dalla preposta Commissione di Garanzia. Dunque, in totale violazione delle legge!
Mentre i partiti si intascheranno altri 45 milioni di euro, il MoVimento 5 Stelle dal 2010 ad oggi ha rinunciato, restituito e donato oltre 71.7 milioni di euro.
71.7 milioni di euro di motivi per cui #MiFidoDelM5S.

 

 

#SilvioGoditiLaVecchiaia, al futuro dell’Italia ci pensa il M5S

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Silvio Berlusconi è entrato da poco nel suo ottantesimo anno d’età. Oggi è un arzillo vecchietto che nella vita ne ha viste tante, compresi i servizi sociali per la condanna per frode fiscale.

E’ stato amico di Craxi che gli ha permesso di costruire il suo impero con un decreto, ha conosciuto persone con un passato torbido come Mangano e altre con un futuro certo (dietro le sbarre) come Dell’Utri. Ha creato personaggi mitologici come Brunetta, Gasparri e tra i recenti Yoghi-Toti. Ha illuso milioni di italianiper bene con il contratto da Vespa e la storia della rivoluzione liberale mai arrivata. Si è trovato di fronte un’opposizione ridicola con nemici pericolosi come Violante che si vantò di non aver fatto una legge sul conflitto di interessi per non turbare i suoi affari, i veri ispiratori della sua attività politica per 20 anni. Si è divertito. Finchè non è arrivato il M5S e lo ha cacciato dal Senato segnando la fine della meteora politica di Forza Italia, che oggi stenta ad arrivare al 10%, è scomparsa dal territorio e sta fallendo dal punto di vista finanziario.

Alle europee ha toppato, ha fatto campagna elettorale in tutte le tv per il Bomba, aiutando a farlo arrivare al 40% e poi si è accorto che è uno da cui non comprerebbe neppure una caramella. Ha provato a puntare tutto su Salvini finchè ha capito che anche lui è una mezza cartuccia. Conserva comunque una certa lucidità. Sa che il M5S vincerà al ballottaggio previsto dall’Italicum e che i giovani portavoce del M5S sono molto più credibili degli stantii dirigenti di Forza Italia. La presa di coscienza improvvisa l’ha però portato alla farneticazione, capita ai vecchietti. L’hanno lasciato da solo al computer e ha scritto su Facebook che scenderà nuovamente in campo per scongiurare la vittoria del M5S. Lo capisco,quando si è troppo vecchi si teme il cambiamento. Berlusconi può stare tranquillo. Il M5S ha già provveduto a cancellarlo politicamente, a far sparire le sue aziende ci penserà il mercato, l’avvento della banda larga e i dirigenti mediocri incapaci di rinnovare il suo business. Alla sua età non è consigliato lo stress della campagna elettorale e i milioni di euro che butterebbe per la campagna meglio goderseli in pensione con più soddisfazione. #SilvioGoditiLaVecchiaia. Anche se ormai abbiamo capito che il Pd è peggio di te, danni ne hai fatto abbastanza: al futuro dell’Italia ci pensa il M5S.

L’onestà è tornata di moda a #Sedriano5Stelle

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Tanti auguri da tutto il MoVimento 5 Stelle ad Angelo Cipriani, nuovo sindaco di Sedriano in Lombardia. Sedriano è stato il primo comune sciolto per mafia in Lombardia, da oggi è anche il primo comune M5S in Lombardia. A Sedriano oggi l’onestà è tornata di moda!

“In questi 43 mesi abbiamo “fatto gruppo”, abbiamo lavorato tanto con dedizione, impegno, competenza ed i cittadini ci hanno premiato. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato e collaborato, tutti i gruppi che ci hanno sostenuto, tutti quelli che sono intervenuti durante la nostra campagna elettorale, i portavoce e gli attivisti. Grazie a tutti i cittadini che hanno creduto in noi e ci hanno votato. Grazie a loro da stamattina Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per mafia nel 2013, può tornare a camminare sulle proprie gambe, grazie a loro Sedriano ha di nuovo un futuro! I cittadini hanno scelto di ripartire dall’onestà, da un programma a misura di cittadino perché è dai cittadini che bisogna ripartire, con proposte semplici basate sulle 5 stelle del M5S: question time dei cittadini, tariffa puntuale sui rifiuti, stop alla cementificazione e riqualificazione degli edifici pubblici (in primis le scuole dei nostri figli), riqualificazione dei parchi pubblici, orti urbani, efficientamento energetico e sicurezza grazie ai pali della luce intelligenti (dotati di telecamere e wi-fi) e investimenti sul trasporto pubblico. I cittadini ci hanno premiato perché non ci siamo riempiti la bocca di promesse. Sedriano aveva bisogno tornare a quella normalità che il sindaco della vecchia amministrazione, accusato di corruzione aggravata e di fare affari con presunti ‘ndranghetisti, gli aveva rubato.
Queste elezioni ci dicono che il centro destra è sparito e il Pd prova a inseguire l’unica forza credibile sul territorio. Ora Sedriano ha le mani libere e può davvero ripartire. Grazie a tutti di cuore. A Sedriano l’onestà è tornata di moda!

Angelo Cipriani – Sindaco M5S Sedriano

Pd e Forza Italia insieme a Roma: il partito di #MafiaCapitale

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Il ministro Lorenzin ieri ha proposto l’unione di Pd e Forza Italia per le comunali di Roma in sostegno di Marchini per battere il M5S. Pd e Forza Italia hanno iniziato a governare insieme nel 2011 con Monti e continuano a farlo con i residuati di Ncd e il taxi di Verdini. A Roma governano insieme da anni come dimostra l’inchiesta di Mafia Capitale (il processo inizia oggi e ci sarà da divertirsi). Ricordate gli arresti di giugno?

 I giornali riportavano i nomi degli arrestati: “il capogruppo Fi Giordano Tredicine (finito ai domiciliari), l’esponente Pd Mirko Coratti (in carcere), Massimo Caprari, del Centro democratico (in carcere) e Pierpaolo Pedetti, Pd, presidente della commissione Patrimonio (in carcere) […] l’ex assessore alla Casa della Giunta Marino, Daniele Ozzimo (in carcere), l’ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti Franco Figurelli, il consigliere di Forza Italia alla Regione Lazio Luca Gramazio e l’ex presidente del X Municipio, Andrea Tassone, del Pd (ai domiciliari)“. Pd, Forza Italia (o Pdl) e qualche criminale hanno governato e razziato insieme la città per anni. La sola novità alle elezioni per Roma sarebbe di trovarli tutti insieme in lista. Un atto di trasparenza nei confronti degli elettori, quelli onesti e quelli mafiosi. Mafia Capitale o M5S? Decideranno i romani.