Archivi categoria: Fiscalità e Tasse

La bufala degli 800mila nuovi posti di lavoro #RenzieMente

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“Sono due giorni che il bugiardo seriale reitera una colpa nauseante. Sui telegiornali campeggia continuamente questo numero: “800mila nuovi posti di lavoro in più“. Ebbene, non è assolutamente vero! Secondo i dati ISTAT che sono quelli che certificano in realtà i nuovi lavoratori, ci sono stati nel 2015 135mila contratti di lavoro a tutele crescenti. Poi ci sono stati 112mila contratti di lavoro a tempo determinato e, di contro, 138mila posti di lavoro, nel lavoro autonomo, in meno. Quindi la somma algebrica di questi numeri ci dà il totale dei nuovi posti di lavoro: 109mila.
L’aspetto più drammatico di tutto questo è che per avere questi 109mila nuovi posto di lavoro abbiamo speso la bellezza di 12 miliardi di euro! Il premier non dice che abbiamo speso questi 12 miliardi di euro per agevolare le trasformazioni dei contratti di lavoro che erano a tempo determinato e di apprendistato. Stiamo in allerta cari italiani, perchè con la complicità del servizio pubblico, purtroppo, il bugiardo seriale insiste nel mentire e nel buttare fumo negli occhi. Con 12 miliardi di euro avremmo potuto davvero cerare nuovi posti di lavoro!
Signori, bisogna affidare il nostro paese a persone serie, che vogliono il bene del nostro paese, e non quello dei Marchionne e dei banchieri. Purtroppo il Bomba ci ha abituato alle sue bugie. Abbiamo visto anche che soltanto a ottobre aveva previsto un PIL dello 0,9% e ha sbagliato di ben il 30%, perchè purtroppo invece saremo sullo 0,6%. Questo significa che lui ha costruito tutte le spese intorno allo 0,9% di PIL che in realtà non c’è. Quelle spese ci saranno lo stesso, quindi inevitabilmente bisognerà andare a bussare di nuovo agli italiani e a sfilargli qualcosa dal portafoglio.”

Barbara Lezzi

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#LoChiamavanoBoccadutri

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Lo chiamavano Boccadutri
prendeva i rimborsi, prendeva i rimborsi
lo chiamavano Boccadutri
prendeva i rimborsi senza controlli

Boccadutri, ex SEL ora Pd, è l’autore della leggina truffa grazie alla quale i partiti si intascheranno milioni di euro senza essere sottoposti a nessun controllo sull’esercizio da parte degli organi preposti come previsto. In Aula, non sapendo più cosa dire per giustificare la rapina dei partiti, ha attaccato il M5S che come noto ha rifiutato 42 milioni di rimborsi elettorali che gli sarebbero spettati con una montagna di falsità: “non hanno rinunciato proprio a nulla, semplicemente non hanno diritto ad alcun finanziamento perché non hanno depositato alcun documento relativo al bilancio, e non rispettano quanto previsto dalla legge
(*) La realtà è ben diversa. Proviamo a raccontarla in modo semplice (a prova di piddino):

Appena tornato in Parlamento
dopo le ferie per l’estate
fece subito una leggina
per intascare soldi a palate

1) il M5S si è presentato alle elezioni 2013 con lo Statuto perfettamente in regola (N.B. non il famoso “Non-Statuto” ma è un vero statuto necessario per partecipare alle competizioni elettorali nazionali). Anzi, ad oggi esistono anche altri due statuti/regolamenti che i Gruppi Parlamentari M5s hanno redatto e approvato come prescritto dalla legge: quello del M5S Camera e quello del M5S Senato ai sensi dei quali Grillo non ha alcuna carica in quanto non eletto.

2) L’art. 3 della legge 96/2012 stabilisce che: “I partiti e movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi a titolo di cofinanziamento dell’attività politica ne fanno richiesta, a pena di decadenza, […], entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni“. Il M5S (come già fatto in precedenza) non intende usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e pertanto non ne ha fatto richiesta, quindi i rimborsi sono ufficialmente “decaduti, così come previsto dalla legge.

C’è chi i rimborsi li ha rifiutati
chi se li prende illecitamente
Boccadutri nè l’uno nè l’altro
si fa una legge direttamente

3) L’art.5 della stessa legge precisa che: “I partiti e i movimenti politici […] qualora abbiano diritto ai rimborsi per le spese elettorali o ai contributi di cui alla presente legge, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi in copia al […] entro quarantacinque giorni dalla data di svolgimento delle elezioni“. Il M5S non ha trasmesso alcun atto costitutivo o statuto propedeutico al percepimento dei milioni di rimborsi elettorali illeciti perché non aveva alcuna intenzione di percepirli. È bastato che il MoVimento 5 Stelle non inviasse alla Camera e al Senato la documentazione nei termini previsti, di 30 e 45 giorni dopo le elezioni. Una volta scaduti i termini, il MoVimento ha definitivamente rinunciato a 42 milioni di euro.

4) Stessa cosa per il 2×1000: il M5S non intende usufruire di tale finanziamento pubblico pertanto non ha provveduto a quanto prescritto dalla legge per potervi accedere.

Ma la leggina è una porcata
e Boccadutri lo sa e ride
lui si arrampica sugli specchi
e i soldi con il Pd si divide

5) I bilanci dei gruppi parlamentari M5S li trovate qui

6) La denuncia dei redditi di Grillo la trovate qui: http://www.parlamento.it/1100.

7) Il bilancio della CasaleggioAssociati (che gestisce il blog di Grillo) è pubblico (vedi qui).

E i soldi ora li prendono tutti
dal pd fino alla lega
Con Boccadutri soldi per tutti
dei cittadini chi se ne frega

8) Il bilancio del M5S è a zero semplicemente perchè il MoVimento 5 Stelle non percepisce contributi pubblici ne privati per la sua attività politica a livello nazionale, non gestisce soldi, non ha spese, non ha immobili, non ha dipendenti ne collaboratori. Tramite il blog Beppe Grillo lancia saltuariamente campagne di raccolta offerte di privati cittadini esclusivamente per rimborsare le spese effettivamente sostenute in occasione di iniziative ed eventi specifici come V-day, Italia5stelle, Scudo della Rete, ecc. ma non è possibile donare soldi al M5s (è possibile donarli ai banchetti locali per le relative iniziative e campagne elettorali rendicontate dei singoli candidati come previsto dalla legge) e non è possibile donare soldi a Beppe Grillo per suo uso personale.

Mentre sono ancora sconosciuti i finanziatori della campagna di Renzi per le primarie del PD, mentre lo Stato regala al PD (come previsto dalla legge) 0,50€ per ogni euro raccolto con le cene di autofinanziamento (anche per il “contributo” versato da Buzzi, vedi qui) l’elenco dei donatori della campagna elettorale 2013 del M5S è online da mesi e i fondi non utilizzati sono stati dati in beneficenza ai terremotati emiliani.

Ma il Movimento andrà al governo
e saran cazzi per i partiti
dovranno rendere tutti soldi
che per decenni si son spartiti

Boccadutri goditi gli ultimi spiccioli, stiamo arrivando.

(*) tratto dalla pagina Facebook di Fabio Martina

Il Pd si intasca 5,5 milioni di finanziamento pubblico

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2per1000

Il finanziamento pubblico ai partiti non è stato abolito. Non è stato abolito dopo il referendum del 1993 nonostante la volontà di milioni di italiani e non è stato abolito dai tweet di Letta. Ha semplicemente cambiato nome e forma. Ora si chiama due per mille ai partiti, ma sono soldi pubblici, non libere donazioni. Sono tasse già pagate dal cittadino tramite la dichiarazione dei redditi che vedrà rinnovata la sede del partito vicino casa e la scuola che invece crolla in testa al figlio.

Il Pd ha esultato perchè si è intascato 5,5 milioni di soldi pubblici che potevano essere usati per istruzione, sanità, trasporti, per rimpinguare le sue casse.

Quest’anno il totale a cui possono attingere i partiti è di circa 10 milioni di euro, saliranno a 27,7 milioni nel 2016 e 45 nel 2017. Nel 2018 se il M5S sarà al governo non ci sarà un centesimo pubblico destinato ai partiti.

Il M5S ha rinunciato al due per mille per lo stesso motivo per cui ha rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali nel 2013: non vuole soldi pubblici e sostiene le sue iniziative con le libere donazioni di attivisti e simpatizzanti, come sta accadendo in questi giorni per Italia 5 Stelle che si terrà il 17 e 18 ottobre a Imola.

Soldi, soldi, soldi. Il Pd ha bisogno di soldi. Toglietegli i soldi e non rimane più nulla.

Noi agiamo per il concreto interesse dei Cittadini!

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Noi agiamo per il concreto interesse dei Cittadini!

MAGGIO: mese delle rose e di…. spine.

Maggio è stato un mese molto intenso, pieno di impegni istituzionali e attività, mese di bilancio previsionale 2015, aliquote, regolamenti e tanto altro.

Nonostante le divergenze politiche, che ci vedono critici su molti temi, questo mese è però stato caratterizzato anche da alcune importanti convergenze.

Alcune nostre proposte hanno ricevuto inaspettatamente il plauso e la disponibilità ad essere condivise dal gruppo di maggioranza e ci è stato inoltre riconosciuta la disponibilità alla discussione e il nostro impegno propositivo.

Vogliamo sperare che anche il segretario PD, Sig. Gamberini, concordi con i suoi, seduti in Consiglio, e si ricreda di ciò che ha scritto sui 5stelle nell’ultimo numero del periodico PD di noi. Lasciamo comunque la polemica politica ad altri e torniamo ai temi di pubblico interesse.

Nell’ultimo consiglio comunale con l’ approvazione del bilancio previsionale 2015, pur riconoscendo il lavoro svolto dall’amministrazione per uniformare regolamenti, tariffe e procedure, il nostro giudizio è stato negativo su alcune temi (destinazione dettagliata dei fondi alle partecipate), positivo su altri (edilizia scolastica e progetti di risparmio energetico) e di perplessità su argomenti a tutt’oggi appena accennati di cui ancora non sono fornite informazioni precise (esempio la destinazione d’uso dell’area di Muzzano per il quale il Sindaco, come dichiarato in Consiglio, riconosce l’ impegno preso in campagna elettorale).

Ma veniamo alle note positive: ecco le nostre proposte accolte da tutti i gruppi consigliari:

VARIAZIONE AL REGOLAMENTO TARI

Ora, a seguito della nostra proposta, in Valsamoggia non vi è più l’obbligo di svuotare i locali adibiti a civile abitazione inutilizzati e senza utenze allacciate per non pagare la TARI. Abbiamo pensato infatti che fosse d’aiuto a quei cittadini che hanno la residenza in casa di cura o a chi si dovesse trovare ad ereditare immobili che non usufruisce.

Ci siamo inoltre garantiti la presenza al tavolo di lavoro dove si valuteranno ulteriori sgravi per le famiglie che si dimostreranno virtuose. Questo per noi è un tema importante e ci impegneremo per attivare soluzioni di buon senso.

BARATTO AMMINISTRATIVO

Anche la nostra proposta (mozione per il Baratto amministrativo) è stato condiviso e andrà in approvazione al prossimo Consiglio. Il baratto amministrativo, con specifico regolamento che sarà da discutere ed approvare, prevede sostanzialmente che i cittadini che non riescono a far fronte ai debiti con l’Amministrazione per situazioni economiche contingenti, possano “barattare” il debito con la prestazione d’opera per lavori utili alla comunità.

PARCHEGGI ROSA

Questa è un’iniziativa rivolta alle cittadine in stato di gravidanza o con prole neonatale e consiste nell’assegnazione di un contrassegno da apporre all’auto in sosta che permette di non pagare il posteggio pubblico. Giudicata una proposta di buona pratica civile da tutti, andrà in approvazione nel prossimo Consiglio.

Vi terremo ovviamente informati di come si svilupperanno gli eventi. Tutto il materiale istituzionale lo trovate nel nostro blog e a giorni finalmente anche esposto nelle bacheche istituzionali dei 5 Municipi che ci sono state finalmente assegnate dopo un anno di attesa.

GUARDA TUTTE LE SEDUTE DEL CONSIGLIO COMUNALE VALSAMOGGIA

UN’ALTRA LEGGE SALVABERLUSCONI… MA CHI L’HA FATTA ?

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Falso in bilancio: altro che reintrodurlo! L’ennesima manina di Renzi lascia tutto come prima !!!

“Dopo il “salva-Berlusconi” inserito dalla manina di Renzi nel decreto sulla delega fiscale, il M5S scopre un’altra vergognosa magagna governativa, questa volta in materia di falso in bilancio.
Nel 2005 Berlusconi cancellò, con un colpo di spugna, il reato di falso in bilancio. Il governo, sollecitato da più parti, in primis dal MoVimento 5 Stelle che da sempre chiede di reintrodurre questo reato, è stato costretto a correre ai ripari. O meglio, ha fatto finta di farlo, ma così non è. In un primo momento, attraverso il pacchetto anticorruzione in esame in Commissione Giustizia al Senato, la maggioranza aveva presentato un testo che conteneva modifiche all’attuale art. 2621 c.c. e reintroduceva il reato di falso in bilancio, inasprendo le pene fino a 6 anni. Ma soprattutto, andava ad eliminare quelle cause di non punibilità che all’epoca Berlusconi aveva introdotto per salvare Mediaset e che prevedevano chiaramente che chi falsifica il bilancio in misura inferiore al 5% del risultato economico di esercizio, cioè dell’utile d’impresa, o nella misura dell’1% del patrimonio netto, non è penalmente perseguibile. Fin qui tutto bene. Se non fosse, che all’improvviso, è spuntata la magica manina che ancora una volta ha cambiato le carte in tavola: con un emendamento presentato al testo base della Commissione, il governo ha mantenuto quelle cause di non punibilità che erano state introdotte da Berlusconi.
Risultato: Renzi andrà in tv a dire di aver reintrodotto il reato di falso in bilancio e di aver innalzato le pene per chi commette questo reato, ma la verità è che lascia intatta quella stessa depenalizzazione che ha permesso a Berlusconi e molti altri di farla franca. Con questa modifica si potrà impunemente continuare a falsificare i bilanci, basterà non superare il 5% dell’utile, esattamente come avviene oggi. Facciamo un esempio e consideriamo due imprese, una grande e una piccola. Se la grande impresa ha un utile netto di 1 miliardo di euro, può tranquillamente falsificare il bilancio fino a 50 milioni di euro (pari al 5% dell’utile netto) senza timore di essere penalmente perseguita; nel caso della piccola impresa che ha un utile netto di 100 mila euro, invece, basta un falso in bilancio di 5 mila euro per far scattare il reato. Come si vede, a trarne vantaggio saranno sempre i pesci grandi, che in questo modo potranno facilmente dar vita a fondi neri destinati ad alimentare la corruzione che solo a parole il Governo intende combattere. Se il governo avesse davvero voluto reintrodurre il falso in bilancio, avrebbe semplicemente dovuto eliminare queste cause di non punibilità (la soglia dell’1 e del 5%).
Di chi sarà stata questa volta la “manina“?”

M5S Parlamento