Financial Times: “Il Movimento 5 Stelle è maturo per il governo”

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Oggi il Financial Times – uno dei quotidiani più autorevoli e letti al mondo – parla del MoVimento 5 Stelle in prima pagina. Ecco il testo, tradotto, dell’articolo:

“Il MoVimento 5 Stelle è maturo. Un partito dal passato eccentrico si reinventa come seria alternativa a Renzi.
Quando il M5S esplose nella politica italiana nel 2009 durante la crisi economica, era caratterizzato da una protesta senza compromessi e dalla burlesca, sardonica figura del suo leader, il comico Beppe Grillo.
Ma il M5S sta cercando di cambiare volto rispetto a quello di uno dei più eccentrici -addirittura clowneschi- partiti politici europei. L’obiettivo che la trasformazione mira a raggiungere sembrava una fantasia appena un anno fa: governare il Paese e sfidare il governo di centrosinistra del primo ministro Matteo Renzi.
Beppe Grillo, 67 anni, ha tolto il suo nome dal simbolo del partito, un segnale del fatto che potrebbe presto farsi da parte. Il suo erede più probabile è Luigi Di Maio, un ventinovenne napoletano, dalla retorica efficace, con un look elegante e toni moderati. ”La percezione del MoVimento è cambiata” sostiene Di Maio. “All’inizio c’era l’idea che fosse solo un movimento di protesta… ma siamo riusciti a sfondare quel muro. Vogliamo governare.”
Le probabilità che ciò accada sono in aumento. Il M5S è il secondo partito d’Italia. Dopo lo svantaggio rispetto al partito di Renzi di quasi 20 punti un anno fa, i sondaggi mostrano che la distanza si è ridotta a circa 5 punti – 32 a 27 per cento.
Il M5S è sicuramente quello nella forma migliore, tra tutti gli sfidanti di Renzi, che ne è spaventato” afferma Gianfranco Pasquino, professore di scienze politiche al SAIS-Europa di Bologna.
Che il M5S abbia una chance nel minacciare Renzi la dice lunga sul declino sofferto dal quarantenne ex-sindaco di Firenze, che è salito al governo nel febbraio del 2014 tra grandi speranze di potere trasformare l’Italia. L’economia sta crescendo dopo anni di stagnazione, ma i miglioramenti non sono stati largamente percepiti.
“La gente è scoraggiata, delusa e ancora arrabbiata” sostiene Roberto D’Alimonte, professore di scienze politiche all’Università Luiss di Roma. “La ripresa non viene avvertita”.
Di Maio ha affinato il messaggio contro il primo ministro. “Renzi sembrava una faccia nuova, ma non ci è voluto molto a capire che si stava muovendo nella direzione dei soliti vecchi sistemi di governo del Paese”, dice.
Ma convincere gli italiani che il M5S sia un’alternativa credibile resta un arduo compito, visto che molti ancora lo vedono come un partito da ostruzionismo e opposizione. Lo slogan più famoso di Beppe Grillo quando lanciò il movimento era “vaffanculo”, una parolaccia indirizzata all’establishment, e lo stesso Grillo rifiutava di fare parte di qualsiasi coalizione.
Ma gradualmente il M5S ha vinto alcune elezioni locali, conquistando il controllo di città come Parma, Livorno e Ragusa. I risultati sono stati diversi. Il sindaco di Livorno, ad esempio, ha dovuto affrontare critiche in seguito ad uno scandalo scoppiato nella città portuale toscana per la mancata raccolta dei rifiuti.
“La loro indeterminatezza, la loro incompetenza, e la loro inadeguatezza sono evidenti a tutti” afferma Alessia Rotta, un’esponente del Partito democratico vicina a Renzi.
Un test più importante arriva il prossimo anno, quando le elezioni locali si terranno in alcune delle città più grandi d’Italia. Il premio è la città di Roma, travolta dagli scandali, dove il M5S ha primeggiato nei sondaggi fin dalle dimissioni del sindaco PD Ignazio Marino in ottobre.
“Gli altri partiti hanno paura di governare Roma, ma noi crediamo sia un’opportunità per metterci alla prova” afferma Di Maio, che è figlio di un imprenditore edile e di un’insegnante di scuola superiore ed è cresciuto in quella Pomigliano D’Arco all’ombra del Vesuvio famosa per l’industria Fiat. Ha studiato legge e stava avviando un’impresa di marketing prima di entrare in politica.
La piattaforma del M5S ha attratto sostenitori da destra e da sinistra. I suoi pilastri comprendono la battaglia contro la corruzione, l’attenzione all’ambiente e un referendum sulla permanenza nell’euro, che Di Maio ritiene responsabile di molte delle sofferenze economiche italiane.
“Il vero fallimento dell’unione monetaria è pensare che i Paesi del Sud possano viaggiare alla stessa velocità di quelli del Nord”, sostiene.
Il suo partito ha attaccato il salvataggio italiano di quattro banche, che ha spazzato via migliaia di piccoli investitori detentori di obbligazioni secondarie. “L’obiettivo è stato salvare i banchieri, non i cittadini”, ha scritto Di Maio su Facebook la scorsa settimana.
Ci sono segnali che Di Maio abbia cercato di smussare gli angoli di Grillo. E’ stato di aiuto nel definire un accordo con Renzi per eleggere tre giudici costituzionali. Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, ha negato il suo appoggio al ritiro dell’Italia dalla NATO-un’idea sostenuta da Grillo. “Non è in discussione” ha affermato.
Invece dei bombardamenti, ritiene che l’Occidente necessiti di maggiore “human intelligence” e debba estinguere le fonti finanziarie dell’Isis nel Golfo. Non ha dubbi sul prendere le distanze da un altro partito che sta scuotendo l’establishment europeo, il francese Front National. La sua ascesa riflette un “clima di generale indignazione” dice Di Maio. Il M5S, aggiunge, non è una tossina populista, ma un antidoto: “Noi siamo i portavoce naturali dei cittadini. Siamo una barriera contro l’odio e l’estremismo”.
Fonte: Financial Times

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