Archivio mensile:luglio 2015

VIA DELL’ONESTA’

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Non era mai successo nella storia della Repubblica: http://bep.pe/giornostorico

Il M5S ripara le strade tagliandosi gli stipendi
Il Pd salva Azzolini dalla galera
Trova le differenze.
I siciliani le hanno trovate!

L’ONESTA’ VINCE!
Le nostre “ruspe” hanno appena finito una strada. E’ stata costruita in Sicilia per ricucire l’isola dopo l’ennesimo crollo di un pezzo di autostrada. L’abbiamo finanziata noi. I soldi, 300.000 euro, li hanno messi i deputati M5S dell’Assemblea Regionale tagliandosi i loro stipendi. Da oggi questa strada ha un nuovo nome, un nome che verrà letto ogni giorno da migliaia di Siciliani, ma soprattutto da tutti quei politici buffoni che la utilizzeranno nonostante abbiano fatto di tutto per ostacolarla. Da oggi, per tutti, questa sarà “Via dell’onestà”.
Per costruirla ci siamo affidati ad aziende siciliane dando loro lavoro. Avevamo promesso che sarebbe stata conslusa entro luglio. Ebbene oggi, 31 luglio, la consegnamo ai cittadini. Questi sono fatti.

E siamo all’opposizione. Pensate cosa faremo quando saremo al governo del Paese.

QUANDO SAREMO AL GOVERNO DELLA REGIONE SICILIA

Potremmo pure non piacervi noi portavoce del M5S (lo so a volte sono antipatico)
Potrebbero non piacervi Beppe e Gianroberto (io personalmente li adoro)
Potreste non condividere i nostri metodi (a volte è inevitabile alzare la voce)
Potreste essere legati a un partito (dalle disgrazie però si può guarire)
Potreste non interessarvi alla politica (come biasimarvi, è difficile oggigiorno)
Potreste avere le vostre mille ragioni per non amare il M5S, cosa più che lecita, io ve ne suggerisco una però per cominciare a farlo: il M5S le cose le fa davvero!
In 37 giorni abbiamo finanziato e realizzato la “scorciatoia” che toglierà i Caltavuturesi dall’isolamento e ricucirà parte della Sicilia messa in ginocchio dal crollo del viadotto Himera,
Nel frattempo sono passati 112 giorni dalla frana e non vi è alcuna traccia dell’inizio dei lavori sul ponte. Il nulla.

Al chiacchiericcio vuoto e sterile dei partiti noi rispondiamo con le azioni. Così mentre le carceri si riempiono di politici corrotti e collusi noi ci dimezziamo lo stipendio e ve ne restituiamo una parte (come promesso in campagna elettorale).
A volte per apprezzare veramente qualcosa bisogna conoscerla bene e in fondo, noi ci presentiamo tutti i giorni ai cittadini, il nostro biglietto da visita sono le cose che abbiamo già fatto non quelle che faremo, perché le vostre orecchie saranno sicuramente stanche di promesse non mantenute, io vi chiedo invece di affidarvi agli occhi e di guardare realmente di cosa siamo capaci…

Giancarlo Cancelleri

FATE VERAMENTE SCHIFO !!!!

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Antonio Azzollini è salvo. Più della metà dei senatori del Pd, dopo il via libera del capogruppo Luigi Zanda, ha votato secondo coscienza. Molti di loro però una coscienza non l’hanno mai avuta. Altri invece se la sono venduta nel frattempo. Così dal Senato della Repubblica arriva un messaggio chiaro: Azzollini è un perseguitato da tutta la magistratura. Non solo dai Pm o dal gip di Trani. Ce l’hanno con lui pure i giudici del tribunale del riesame di Bari che il 2 luglio hanno confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.

Ovviamente la verità è un’altra. Il fumus persecutionis non c’è. Ma Azzollini è un potente esponente del Ncd, partito indispensabile alla sopravvivenza della maggioranza. E soprattutto ha presieduto per dodici anni la commissione Bilancio del Senato, un organismo che filtra le leggi spesa e che da sempre è il luogo in cui avvengono scambi di ogni tipo. Se i parlamentari vogliono finanziare una strada, un’opera pubblica, un ente del proprio collegio elettorale o in in qualche modo utile ai propri accoliti, devono passare da lì.

Questa è l’origine del suo potere. E in questo modo si spiega pure la sua arroganza. Emersa nell’inchiesta sul porto di Molfetta (una maxitruffa da 170 milioni di euro, per cui il Senato ha già negato l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche) durante la quale più testimoni hanno parlato di presunte pressioni e minacce rivolte da Azzollini a funzionari pubblici per spingerli a non collaborare con gli investigatori. E diventata di dominio pubblico quando, nell’indagine sul crac da 500 milioni di euro della Casa di Cura Divina Provvidenza di Bisceglie, altri due testi, hanno detto di averlo sentito pronunciare con una suora una frase destinata a entrare nella storia del malaffare politico italiano: “Da oggi in poi qui comando io, sennò vi piscio in bocca”.

Come molti ricorderanno, la religiosa, arrestata assieme ad altre 10 persone, davanti al gip si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Poi ha inviato un memoriale in cui nega di averlo sentito pronunciare la minaccia.

Non sta a noi (né al Parlamento) stabilire chi abbia ragione. Lo faranno i giudici. Sappiamo però che i testimoni hanno l’obbligo di dire la verità. Gli indagati no.

Sappiamo anche che con il voto pro Azzollini il Senato ha pisciato in bocca ai cittadini. A tutti quegli italiani che a bocca aperta speravano nella rottamazione di Matteo Renzi e che ora devono constatare come il suo Pd stia invece rottamando il proprio elettorato e quel poco di buono che ancora rimaneva della sua storia.

La truffa politica è evidente. L’11 giugno il presidente del partito, Matteo Orfini, dichiara: “Credo che di fronte a una richiesta del genere si debbano valutare le carte, ma mi pare che sia inevitabile votare a favore dell’arresto”. Mancano tre giorni ai ballottaggi delle comunali, apparire morbidi non conviene. La giunta per le immunità dà così il via a una lunga istruttoria. Legge le carte, convoca Azzolini, e il Pd vota per le manette. Si arriva al Senato dove i documenti processuali non li ha visti quasi nessuno. Il capogruppo Zanda, però manda una lettera ai propri senatori con cui lascia a tutti la libertà di coscienza.
I vertici del partito non dicono una parola. Sanno che il voto è segreto. Che il risultato è scontato. Ma stanno zitti. Poi, a salvataggio compiuto, interviene il vice-segretario Dem, Debora Serracchiani, che dice: “Sono arrabbiata. Credo che abbiamo commesso un errore. Se fossi stato senatore avrei votato sì”.

Dalla pisciata in bocca, si passa a quella in testa. Se non fosse luglio ci direbbero che piove.

Peter Gomez – 29 luglio 2015 – Il Fatto Quotidiano

Il Governo taglia la salute dei cittadini

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In queste ore il Senato non riesce a raggiungere il numero legale per votare i tagli di due miliardi alla sanità su cui ho scritto stamattina. Ci hanno provato già 3 volte, ma nulla.

Nel Pd c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di difendere questa schifezza di Decreto, ma a quanto pare non ha il coraggio di votarlo. Parlano di “razionalizzazioni” in base al “Patto per la Salute”.
In realtà è un “pacco per la salute” e solo un pazzo potrebbe difenderlo, visto che prevede un taglio di migliaia di posti letto portando la media di 3,7 ogni mille abitanti. Dicono che tagliano i posti letto per dare maggiori servizi sanitari sul territorio ma inseriscono la clausola che questi servizi debbano essere erogati “nei limiti delle risorse disponibili”, che sono due miliardi in meno! Tutto questo significa, meno posti letto, meno esami e meno assistenza la malato.
Hanno fatto la sanità a pezzi tagliando ogni anno risorse per pagarsi i loro sporchi privilegi o per finanziare i patti scellerati che hanno sottoscritto con l’Ue, ora hanno anche il coraggio di parlare.
Oltre a questi tagli, indiscrezioni di stampa dicono che Renzi voglia tagliare la Tasi, togliendo altri soldi alla sanità, altri 2 miliardi di euro all’anno per cinque anni. Quindi in tutto saranno quattro miliardi in meno solo nel 2015, nonostante la nostra popolazione invecchi e abbia bisogno di maggiore assistenza sanitaria.

Tutti concordiamo sul fatto che la sanità in Italia vada riorganizzata e migliorata, ma nessuno mi convincerà mai che potrà essere riformata tagliando i soldi e chiedendo ai dirigenti – nominati dalla politica – di spendere bene quelli rimanenti. Continueranno a tagliare da tutto ciò che non intacca i loro privilegi.

Per riformare la sanità basta togliere alla politica il controllo delle nomine.

Luigi Di Maio

Il M5S sbattuto fuori dagli uffici di Presidenza #LaPauraFa90

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Voglio tornare per un attimo sulla questione poltrone in Commissione.
Ho letto commenti che ci accusavano di essere stati incapaci di ottenerle.
Beh, rimando subito al mittente queste accuse.
La verità è che il M5S ha detto NO alla proposta di scambio fattagli dal Pd che metteva insieme gli incarichi nelle Commissioni e le tre poltrone vacanti di giudice della Consulta.
Come dire: “Se tu mi dai questo, io ti do quest’altro”. In una mera logica di spartizione delle poltrone, dove l’interesse collettivo neppure esiste.
Al nostro giustissimo no il Pd si è irrigidito ed ha deciso di pigliarsi tutto, lasciando solo le briciole alle opposizioni.
Ed appunto le altre opposizioni, finte o presunte che siano, si sono accordate e quindi spartite questi avanzi. Un vicepresidente a me per un segretario a te. E quindi via con Sel che votava Lega e Fi, e viceversa.
Ora, secondo voi, per avere una o due vicepresidenze in più, avremmo dovuto sottostare a questi giochetti spartitori, andando contro i nostri principi?
Secondo me assolutamente NO!
Il M5S deve andare avanti per la sua strada, sempre dalla parte dei cittadini e dei loro interessi e mai da quella del potere fine a sé stesso.
Non dimentichiamo MAI che questi partiti sono i responsabili del fallimento culturale e economico del nostro Paese e che noi siamo nati per mandarli a casa.

Danilo Toninelli, M5S Camera

LE NUOVE BALLE DEL BOMBA SUL TAGLIO DELLE TASSE !!!

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L’ultima volta che dal Governo hanno annunciato un taglio delle tasse, ci hanno imposto l’imu agricola e il 10% in più di tasse locali. Oltre all’aumento dell’Iva sul pellet.
A questo punto l’unica speranza è che nel 2016 questo Governo sia già a casa.
Poi ci penseremo noi a ridurre le imposte davvero. Come abbiamo già fatto con la Tasi nei comuni dove governiamo, abolita a Ragusa nel 2014 e ad Assemini nel 2015.

Luigi Di Maio

Renzi, anche oggi, a parole ha risolto i problemi degli italiani: ha abolito l’Imu, la Tasi, ridotto l’Ires, l’Irap e l’Iva. Ha menato vanto di essere la locomotiva d’Europa ma il meglio di sé lo ha dato quando ci ha definiti populisti, era illuminato come se stesse rivelando il quarto segreto di Fatima.

Certo che siamo populisti. Noi siamo per il reddito di cittadinanza, per punire i corrotti che rubano ai cittadini. Noi siamo con le piccole e medie imprese, gli artigiani e i professionisti che faticano ogni giorno e non con il solito Marchionne.

Noi non usiamo i bambini per strappare applausi. Che si tratti di bambini siriani o tarantini, noi del M5S, non li utilizziamo per qualche minuto di demagogia.

Barbara Lezzi