Archivio mensile:giugno 2015

POTERE AL POPOLO, NON ALLA TROIKA !!

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“Spingere la situazione fino a questo punto è stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni
Fino ad ora ogni avvertimento sull’imminente collasso dell’euro si è rivelato eccessivo. I Governi, qualsiasi cosa abbiano detto durante le elezioni, hanno ceduto alle richieste della Troika, mentre la BCE teneva calmi i mercati.
Questo processo è riuscito a tenere insieme la moneta unica, ma ha anche perpetuato un’austerità profondamente distruttiva – non lasciate che un paio di trimestri di modestissima crescita, in alcuni dei paesi debitori, vadano ad oscurare l’immenso costo costituito da cinque anni di disoccupazione di massa.
In senso politico, i grandi perdenti di questo processo sono stati i partiti di centro-sinistra, la cui acquiescenza alla dura austerità – e quindi l’abbandono di quella che, presumibilmente, sarebbe dovuta essere la loro missione – ha fatto loro molti più danni di quanto politiche analoghe abbiano potuto fare ai partiti del centro-destra.

Mi sembra che la Troika – penso che sia ora di smetterla con la pretesa che tutto sia cambiato, e che si debba tornare al vecchio nome [palese il riferimento al nuovo nome che si è preteso di darle] – si aspettasse, o quanto meno sperasse, che la storia con la Grecia sarebbe stata una ripetizione di quella solita. E che anche Tsipras avrebbe finito con il fare la solita cosa: abbandono di gran parte della coalizione e alleanza con il centro-destra, per evitare che il Governo di Syriza potesse cadere. E tutto questo potrebbe ancora verificarsi.
Ma in questo momento Tsipras non sembra disposto a cadere sulla propria spada [a suicidarsi]. Al contrario, messo davanti ad un ultimatum della Troika, ha programmato un referendum per decidere se accettare o meno. Tutto questo sta portando a molti dibattiti sulla sua correttezza e a molte dichiarazioni in cui si afferma che egli sia un irresponsabile. Ma, al contrario, egli sta facendo la cosa giusta, e questo per due motivi.
In primo luogo, se vince il referendum, il Governo greco avrebbe il potere di una forte legittimazione democratica, che ha ancora parecchia importanza in Europa, a mio avviso.
In secondo luogo, fino ad ora Syriza si è trovata in una posizione politicamente molto scomoda. Gli elettori, seppur furiosi per le sempre maggiori richieste di austerità, non vogliono al contempo lasciare l’euro. E’ sempre stato molto difficile capire com’è che questi due desideri possano essere conciliati, ma ora lo è ancora di più.
Il referendum, in effetti, servirà per chiedere agli elettori di scegliere la loro priorità e per dare a Tsipras il mandato per “fare quello che deve”, se la troika dovesse spingere fino in fondo.
Nel caso me lo chiedeste, ritengo che spingere la situazione fino a questo punto sia stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni. Ma l’hanno fatto, e non posso biasimare in alcun modo Tsipras per essersi rimesso alla volontà degli elettori, invece di decidere sulla loro testa.”

Paul Krugman (Premio Nobel per l’economia 2008)

Hanno ucciso la scuola pubblica

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Hanno ucciso la scuola pubblica italiana. A farlo è stato un governo ignorante e arrogante, che ha dato la mazzata finale a un Paese già in ginocchio trasformando la scuola statale nell’orribile copia di un’azienda, con un preside manager che si sceglie gli insegnanti e si fa la scuola come piace a lui. Un bel colpaccio per il governo PD, che non era riuscito nemmeno al peggior centrodestra berlusconiano!
Mentre la scuola pubblica muore, quella privata è viva e vegeta grazie ai soldi dei contribuenti italiani, specie di quelli più onesti che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo e che questo governo gode a tartassare. Nella riforma, con tutto quello che c’era e bisognava fare, il governo ha pensato bene di infilare le detrazioni fiscali per le famiglie che scelgono le scuole private paritarie: fino a 400 euro annuali a figlio, un regalo che allo Stato costa quasi 70 milioni di euro.
Chi ha scelto la scuola pubblica statale e fino a oggi ha fatto i salti mortali per comprare i libri di testo al proprio figlio, sappia che i suoi soldi serviranno per dare una mano a chi i figli li porta nelle scuole private, e non per assumere insegnanti di sostegno, per avere gli ebook, per eliminare definitivamente le odiose classi pollaio. Per tutto questo e tanto altro le risorse non ci sono: la riforma, basta leggere il maxi emendamento, è piena di formulette come ‘senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica‘.
Questa non è una riforma, è una porcata, fatta a immagine e somiglianza del governo che l’ha voluta e imposta prima al Parlamento, con l’ennesimo voto di fiducia, e poi a studenti, famiglie, insegnanti e tutti quei precari ‘usa e getta’, quelli che il governo e il Pd hanno usato e illuso prima delle elezioni e poi buttato un attimo dopo.”

M5S Parlamento

 

IL PD IN DIFESA DI MAFIA CAPITALE

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Il M5S ha portato in aula una mozione di sfiducia al sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione che, dalle indagini, risulta coinvolto in Mafia Capitale per quanto riguarda la gestione del centro richiedenti asilo di Mineo.
Sapete cosa ha fatto il PD? Ovviamente ha votato contro con una dichiarazione a dir poco imbarazzante del “professorone” Andrea Romano (già traditore di Scelta Civica) che ha dichiarato, per sommi capi, la seguente: “la magistratura farà il suo corso, noi siamo garantisti, il M5S ne fa solo una questione politica, fortuna che c’è il PD che sta cacciando tutti i delinquenti”.
Ci mancava solo uno “gne gne la palla è mia e decido io” per completare l’opera. Qualcuno chiami la neuro e qualcun altro la polizia per quei pochi rappresentanti ancora in circolazione del PD.
Elettori piddini, rendetevi conto che turarsi il naso non basta più, alle prossime elezioni o state con la giustizia o col PD.
E’ solo questione di tempo…

COMMENTO DI ANDREA SCANZI

Grande Renzi, non delude mai. Ora ha salvato anche Castiglione, cioè Ncd, cioè il governo. Quando c’è da dare un segnale per dimostrare che al suo partito della questione morale non interessa nulla, ma proprio nulla, lui non si fa mai attendere. La sua capacità di somigliare a Berlusconi anzitutto nelle cose politicamente più riprovevoli (cioè quasi tutte) è prodigiosa. C’mon Matteo, facci sognare. Continua così, fai scempio di ogni etica e senso del pudore. E tra un bombolone mangiato e un gelato ingurgitato, mi raccomando, a luglio salva anche Azzollini. Altrimenti poi il governo cade, ti tocca andare al voto con questo obbrobrio di Italicum e magari al ballottaggio perdi, vuoi con Di Maio e vuoi con Salvusconi. Pensa come ci rimarrebbero male Farinetti, o Baricco, o Jovanotti: sarebbe inelegante. Non deluderli e continua così. Vamos.

Scuole: arrivano le balle del ministro Boschi

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“Le accuse del ministro Boschi le rispediamo senza timore di smentita al mittente. I precari non saranno assunti perché c’è un governo che non vuole assumerli e che, in realtà, sulla scuola sta giocando la propria partita politica alla faccia degli insegnanti che da anni aspettano di diventare di ruolo.

La Boschi è stata mandata in TV a dire una serie di menzogne facili da smentire:

PRIMO: tra i 3000 emendamenti presentati, ci sono anche e soprattutto quelli della minoranza PD, che sta provando a mettere in crisi il governo.

SECONDO: gli emendamenti del M5S sono circa 700 e tutti nel merito.

TERZO: le 100mila assunzioni non sono legate al contenuto del Ddl Istruzione.

Solo l’anno scorso c’erano 120mila cattedre vacanti che si potrebbero riempire anche oggi semplicemente stralciando il piano assunzioni e approvandolo subito.
Questi sono i fatti, tutto il resto sono chiacchiere della domenica.”

I parlamentari M5S della Commissione Istruzione e Cultura di Camera e Senato

#Marinovattene

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Il M5S Capitolino ha proposto una mozione di sfiducia al sindaco Marino, invitando gli altri consiglieri a sottoscriverla per arrivare alla soglia dei 2/5 delle adesioni (su 48 consiglieri + 1) prevista dal regolamento.

E’ chiaro che il Pd vuole tirare a campare per evitare di essere travolto dalle elezioni comunali in cui si piazzerebbe al terzo o quarto posto (a voler essere ottimistici) e che “Ignaro” Marino fa da palo in perfetta sintonia con la sua imitazione inconsapevole di manico di scopa. Roma è allo sfascio non solo per mafiacapitale, ma anche per l’assoluto degrado in cui versa, peggio di Bombay (con tutto il rispetto per Bombay). Quanto ci costerà questa incuria in termini di mancati flussi turistici? E una città in queste condizioni può permettersi un Giubileo per farsi ridere dietro da tutto il mondo? Forse è meglio spostare temporaneamente per il Giubileo il Vaticano ad Avignone, città tenuta benissimo, il cui Palazzo dei Papi è in ottimo stato e, allo stesso tempo, Marino fuori dal Campidoglio. Se dopo tre giorni l’ospite puzza, la permanenza di mesi di Marino come sindaco sta generando un fetore asfissiante. Apriamo le finestre del Campidoglio. #Marinovattene

L’appello del M5S per arrivare alla soglia dei 2/5 delle adesioni per la mozione di sfiducia contro Marino:
“In qualsiasi paese civile, dopo uno scandalo del genere e dopo un così forte coinvolgimento della sua maggioranza in un’indagine come “Mafia capitale“, un sindaco si sarebbe dimesso, facendo quanto meno un ultimo atto di dignità verso la città. Ma è evidente che Sindaco e Giunta, obbedendo al diktat dei loro commissari Renzi e Orfini, non stiano pensando agli interessi di Roma, ma esclusivamente a quelli del PD ed al pervicace mantenimento delle poltrone: infatti sono ben consapevoli che se oggi si andasse al voto riceverebbero dai cittadini romani lo schiaffo che meritano ampiamente. E’ per questo che è stata presentata la mozione di sfiducia sottoscritta ieri in Campidoglio con tutti i cittadini. Invitiamo tutti gli altri consiglieri a firmarla per raggiungere la quota dei 2/5 e dimostrare di non sostenere i biechi giochi di palazzo di questa maggioranza”.
Infatti a norma dell’art. 42 del Regolamento del Consiglio Comunale la mozione di sfiducia motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dei consiglieri, messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione ed approvata con il voto della maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea capitolina, determina la cessazione dalla carica del Sindaco e della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.”

M5S Roma