Archivio mensile:aprile 2015

CARO RUSCIGNO, TU CON CHI STAI ?

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Italicum, la deputata pd non vota la fiducia e poi scoppia in lacrime

Marilena Fabbri: questa frattura è difficile da spiegare alla gente e in un periodo particolare con la festa della Liberazione, le celebrazioni della Resistenza, Marzabotto

BOLOGNA «Ora non vorrei passare per la deputata che piange ma per me è stato difficile non votare la fiducia». Marilena Fabbri lascia Montecitorio con il volto ancora segnato dalle lacrime. Una passione per la politica che l’ha portata ad iscriversi giovanissima al Pci fino a ricoprire con il Pd l’incarico di sindaco di Sasso Marconi nella «rossa» Emilia-Romagna e poi a sedere tra i banchi della Camera. «È stato difficilissimo – aggiunge – Io sono per il gioco di squadra perché non si sta qui a titolo personale. Ho avvertito tutto il peso della difficoltà di spiegare quello che penso che all’esterno può essere letto diversamente».LA SPIEGAZIONE – «Mi riferisco al territorio. Io sono bolognese. Questa frattura è difficile da spiegare alla gente e arriva tra l’altro in un periodo particolare: la festa della Liberazione, le celebrazioni della Resistenza, Marzabotto… Sul territorio lo sento l’elettorato che chiede di difendere le istituzioni di mettere fine a questi atti di arroganza, atti violenti. Le istituzioni e la sua ritualità hanno un valore che poi rimane nel tempo. Aver deciso di mettere la fiducia senza alcuna necessità quando l’unico precedente è quello degli anni ‘50 in un contesto, però, nel quale la fiducia aveva un senso, è per me un atto violento». La Fabbri prova rabbia: «Cosa sarebbe cambiato nello stare in Aula ad ascoltare la discussione sugli emendamenti? Poi il Parlamento avrebbe deciso – spiega – Avrei voluto vedere il coraggio del governo e del mio partito di affrontare il dibattito parlamentare. Invece, non è stato così. Ma ci sono delle regole, anche non scritte, che vanno rispettate. C’è l’opportunità politica di fare delle scelte». «Ora cosa accadrà? Mi auguro che non si continui così e non siano già partiti i tweet di denigrazione: «ho vinto io» oppure «li abbiamo battuti». È evidente che c’è stato uno strappo nel partito. E che può essere risolto all’interno di un rapporto di forza o con la politica. La minoranza ha tanti difetti ma questa sfida del governo è un errore. Riconosco a Renzi tanti pregi: voglia di cambiamento, caparbietà, questa fiducia che cerca di trasmettere. Ma ora rischia di inficiare i risultati con l’arroganza. Sembra che ogni cambiamento lo faccia non a favore del sistema ma contro qualcuno: contro i pubblici dipendenti, contro i sindacati. Ma quelle sono le persone che ci hanno mandato qui». Corriere della Sera – edizione di Bologna, 29 aprile 2015

SABATO 9 MAGGIO MARCIA PERUGIA-ASSISI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

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Partiremo in pullman da Bologna al parcheggio della Certosa alle ore 8:00.

Il ritorno da Assisi è previsto alle ore 21. 

Il costo del biglietto sarà di 25 Euro.

QUI il link per prenotarsi:   https://docs.google.com/forms/d/1KxjuOyss_6u6a7QLB7T38ukMwsPc94cD8jNhki-ocPQ/viewform?c=0&w=1

Informazioni utili:

9 maggio 2015
Partenza: ore 12 dai Giardini del Frontone, Borgo XX Giugno, Perugia.
Arrivo: intorno ore 17-18 su Viale Patrono d’Italia – Basilica Santa Maria degli Angeli, Assisi

Come arrivare:
– Via pullman, provenendo dalla A/1 o dalla E/45, bisogna obbligatoriamente svoltare all’uscita ‘Perugia-Piscille’ del raccordo Perugia-Bettolle.
Si prosegue fino all’incrocio tra Borgo XX Giugno e Via Romana: qui i partecipanti potranno scendere.
Mentre i pullman ripartiranno alla volta di Assisi per parcheggiare in possibili stalli su Assisi-S.M. degli Angeli:
1) Parcheggio gratuito presso il teatro Lyrick (mt. 400 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia);
2) parcheggio con check point presso Ponte San Vetturino (km. 1 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia);
3) parcheggio gratuito presso la zona industriale (km. 1 circa dall’arrivo su Viale Patrono d’Italia).

– Via treno, si scende alla stazione FS di Perugia-Ponte San Giovanni per poi salire subito dopo sul treno di Umbriamobilità che conduce alla stazione centrale cittadina di Perugia S. Anna, distante circa mt. 500 dai Giardini del Frontone.
Orario di partenza del treno Umbriamobilità Ponte San Giovanni-S. Anna: 10.02 oppure 11.20; rispettivi orari di arrivo presso Perugia S. Anna: 10.10 e 11.29.

Di seguito il percorso della marcia via Google maps, comprensivo dei punti ristoro e delle fontanelle comunali (con acqua potabile) :

https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=zYbWPOzyG5UM.kHrABFsK5v4c

Per chi dovesse rientrare in treno, la stazione ferroviaria di Assisi è distante mt. 750 c.a dall’area di arrivo della marcia.

Collegamenti per Roma (h 18.17, 18.47, 19.17, 20.48, 21.08), Napoli (h 18.17), Firenze (h 19.17), Milano (h 21.08), Ancona (h 20.48)

Il Sole 24 Ore: democrazia e interpreti mediocri (a parte il M5S)

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Movimento 5 stelle restituisce soldi della diaria.

Si conclude, in un confuso tutti contro tutti, l’iter parlamentare della nuova legge elettorale. E come capita spesso nella nostra politica, per rafforzare gli argomenti di merito, o per sostituirli quando mancano, tutto finisce con il lancio di reciproche, roventi accuse di comportamenti antidemocratici. Finiscono spesso in democrazia, i nostri dibattiti politici, e non per l’emersione di fulgidi istinti di tutela delle nostre istituzioni democratiche, purtroppo. E ci finiscono spesso da quando è nato, con la cosiddetta seconda repubblica, un sistema politico istituzionale bislacco, in cui, recise tutte le radici che innervavano le tradizionali famiglie politiche, alle contrapposizioni strategiche comuni a tutta l’Europa, si sono sostituiti argomenti di conflitto casuali, disancorati, alla ricerca dell’accusa più sferzante e impressionante, che è quella della volontà di attentare alla democrazia ed alle istituzioni che la incarnano.
Per fortuna, la democrazia è solida, pur con i suoi problemi, e più forte dei suoi spesso mediocri interpreti ed esegeti. Senza scomodare l’archivio di Filippo Ceccarelli, generosamente messo a disposizione di tutti nella biblioteca di Montecitorio, e anche senza un grande sforzo mnemonico, dal 1994 il grande protagonista di quel ventennio ha costruito tutta la propria forza e strategia politica intorno al pericolo per la democrazia rappresentato dal defunto e sepolto, non solo formalmente, partito comunista; mentre l’avversario di quegli anni, il centrosinistra nelle sue varie rappresentazioni, replicava come si fa con un pericoloso attentatore alla convivenza democratica. Che Silvio Berlusconi sia stato un interprete per alcuni versi stravagante e del tutto originale delle relazioni costituzionali non sfugge a nessuno, ma da lì a temere per la democrazia ce ne correva un bel po’.
Tornando alla legge elettorale, la stessa va inquadrata nella legislatura in cui viene discussa, prima di tutto. Una legislatura che ha tolto alla seconda repubblica l’alibi, non usurpato, di baluardo del bipolarismo, sia pure quel bipolarismo che conosciamo, fatto più di pratiche esorcistiche che di tecniche persuasive dell’elettorato. Oggi abbiamo un sistema istituzionale a volte tripolare, a volte bipolare con frequenti rifugi nell’aventino; più frequentemente un sistema monopolare, con il partito democratico (di Matteo Renzi, non è un dettaglio) che si erge come una cattedrale nel deserto, novella Gioia Tauro. Un colosso circondato delle macerie fumanti di partiti corrosi, e di neoformazioni copiate da modelli anticoagulanti negli stessi paesi d’origine; nonché di un potenziale concorrente, il movimento Cinque stelle, fino ad oggi spettatore ululante della recita politico-istituzionale. Da qualche tempo – con il ritiro forse contingente dei due demiurghi extraparlamentari di quel movimento – attivo nel dibattito politico e mediatico con i propri giovani e spesso valenti parlamentari, che dimostrano come una selezione improvvisata e casuale possa dare talora migliori risultati di quella cooptativa in uso presso i partiti, ed imperniata sulla strategia, necessariamente non competitiva, della sopravvivenza della classe di comando.
Un colosso, il Partito democratico, il cui autorevole capo sta peraltro cercando di liberarsi di una minoranza verso cui nutre il sentimento che può produrre una noiosa infezione che limita i movimenti.
Questa situazione sta dando vita a una legge elettorale che, nata con il banale – altrove – ma lodevole sforzo di una paternità comune delle regole del gioco, si sta concludendo con un testo che divide, al di là del merito. Non molto diversa è la situazione relativamente alla riforma costituzionale, quanto a unità di intenti. Anche in questo caso, al di là del merito.
La prima conseguenza sarà una nuova legge elettorale come primo impegno all’apparire di una alternativa parlamentare e governativa, e così per la riforma costituzionale. Cosicché, mentre gli ordinamenti fratelli al nostro in democrazia danno vita a una legge elettorale ogni mezzo secolo, possibilmente tutti insieme; mentre lì le formazioni politiche si riconoscono nelle stesse regole costituzionali, che diventano un punto di coesione prepolitico, anziché un’arma di conflitto politico quando si vuole alzare il tiro; mentre altrove succede questo, il nostro ordinamento, che si ostina a coniugare democrazia e originalità, rischia di condannarsi ad una frammentazione e ad uno stillicidio che ha l’unico vantaggio di nascondere l’evanescenza e l’indistinzione dei programmi politici.

Montesquieu, Il Sole 24 Ore – 26 aprile 2015

I #Magnifici7 candidati presidenti M5S alle regionali del 31 maggio

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I #Magnifici7 candidati presidenti M5S alle regionali del 31 maggio in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto hanno un obiettivo comune: la protezione dei cittadini ormai abbandonati dallo Stato che non garantisce più nulla con i tagli lineari alla sanità, con i trasporti pubblici trascurati e non funzionanti, con pensioni e stipendi da fame. Gli unici tutelati dai partiti sono i politici e i loro amici (spesso trombati) piazzati nelle partecipate o nelle cooperative (do you remember il Presidente dell’Emilia Romagna Errani condannato per quell’appalto al fratello?).
I politici regionali costano agli italiani 1 miliardo, con il M5S questo costo verrebbe abbattuto all’istante perché ogni eletto M5S si dimezza lo stipendio e non prende finanziamenti pubblici, i partiti non lo faranno mai come dimostra il caso della Moretti in Veneto.
La corruzione è il cancro delle regioni. Quasi tutti i consigli regionali italiani sono finiti sotto inchiesta per spese pazze. Un esempio su tutti: nelle Marche gli indagati sono 66, consiglieri ed ex consiglieri di tutti i gruppi, dal Pd alla Lega Nord, i due presidenti di giunta e consiglio, assessori, e addetti ai singoli gruppi e devono giustificare spese per quasi 400 mila euro. Oggi il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per la sottosegretaria pd Barracciu indagata per spese pazze in Sardegna, ancora non ha intenzione di dimettersi?

La classe politica sfornata e ingrassata dalle regioni è il peggio dei partiti e non hanno alcuna intenzione di sostituirla, anzi la promuovono: De Luca è condannato, la Paita è indagata e sono entrambi in corsa in Campania e in Liguria supportati dalla direzione dal Pd (dai militanti e dagli elettori no, ma lo capiranno dopo il 31 maggio). A loro va bene così.

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Nel M5S si candidano solo incensurati e sconosciuti alle procure. Ripartiamo dagli onesti e l’onestà tornerà di moda!
Di seguito i nomi dei #Magnifici7 e i loro contatti! Seguiteli sui social, supportate le loro attività, riportate loro le vostre denunce e chiedetegli aiuto. Siamo dalla vostra parte!

CAMPANIA: Valeria Ciarambino. Impiegata, diplomata al Liceo Classico. Ha 42 anni e risiede a Pomigliano d’Arco (Napoli).
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LIGURIA: Alice Salvatore. Insegnante, laureata in Lingue e Letterature Straniere – Phd in corso. Ha 33 anni e risiede a Genova.
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MARCHE: Giovanni Maggi. Libero professionista nel settore della comunicazione. Ha 68 anni e risiede ad Ancona.
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PUGLIA: Antonella Laricchia. Insegnante di lingue nel doposcuola, volontaria nella promozione turistica e laureanda in architettura. Ha 28 anni, risiede ad Adelfia (Bari)
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TOSCANA: Giacomo Giannarelli. Energy Manager libero professionista, è laureato in Scienze Politiche. Ha 36 anni e risiede a Carrara.
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UMBRIA: Andrea Liberati. Giornalista, è laureato in Scienze Politiche. Ha 38 anni e risiede a Terni.
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VENETO: Jacopo Berti. Piccolo imprenditore, è laureato in Giurisprudenza. Ha 31 anni e risiede a Padova.
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Assemblea Pubblica l’Acqua è di tutti, giovedì 23 aprile Crespellano

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Assemblea Pubblica l’Acqua è di tutti, giovedì 23 aprile Crespellano

Tutta la cittadinanza è invitata a difendere i propri diritti prima che i governanti svendano anche l’acqua pubblica.

http://www.referendumacqua.it/

Acqua Bene Comune

IL M5S VALSAMOGGIA contro la privatizzazione dell’Acqua Pubblica

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http://www.youtube.com/watch?v=MtFWjmI-QBU