L’INCHIESTA GRANDI OPERE E IL PD EMILIA-ROMAGNA

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«Sono Perotti, chiamo da parte di Peri»
Sms e telefonate dell’affaire Cispadana

Nelle carte dell’inchiesta sulle grandi opere gli incontri in Regione con l’assessore, le chiamate a Incalza e il ruolo da mediatore di Fiammenghi con l’imprenditore

BOLOGNA- L’ingegner Stefano Perotti, il re delle direzioni lavori e presunto facilitatore del potente manager del ministero delle Infrastrutture Ettore Incalza, ritenuti dalla Procura di Firenze al vertice del sistema che avrebbe gestito opere pubbliche milionarie in cambio di tangenti e favori, era di casa ai piani alti della Regione. In viale Aldo Moro aveva l’ufficio «l’assessore ai Trasporti Alfredo Peri, suo referente per i lavori della Cispadana», scrivono i pm nella richiesta di arresto per la presunta cricca degli appalti.

Sono le intercettazioni, i ripetuti incontri con Peri e Fiammenghi in Regione e i contatti diretti dell’assessore con Incalza a documentare secondo i pm il coinvolgimento dei politici emiliani nell’inchiesta. Si parte dai contatti con Perotti e si arriva alla telefonata di Peri a Incalza, con l’assessore che si premura di conoscere iter burocratico e stato dei finanziamenti per la Cispadana. Peri è indagato con l’ex consigliere Valdimiro Fiammenghi, braccio destro di Errani, e Graziano Pattuzzi, presidente dell’Autostrada regionale Cispadana, per tentata induzione a dare o promettere utilità in concorso con Perotti e Incalza.

L’alto dirigente avrebbe garantito un iter favorevole per l’opera e si sarebbe impegnato a finanziarla dietro la promessa del conferimento a Perotti dell’ennesima direzione lavori. Le manovre di avvicinamento dell’ingegnere per mettere le mani sull’autostrada che dovrebbe collegare Reggiolo a Ferrara iniziano il 15 aprile 2014. È Fiammenghi a fare da tramite per fissare un appuntamento in Regione con Peri. Perotti si muove come se fosse già dentro la partita della Cispadana. Venti giorni dopo l’incontro con l’assessore chiama Pattuzzi e spende il nome di Peri: «Sono Perotti, chiamo da parte dell’assessore Peri che mi ha dato il suo numero per un eventuale appuntamento per parlare della Cispadana. Guardi, noi facciamo direzione lavori, project manager e controllo della sicurezza, e parlando con l’assessore mi aveva chiesto di contattarla per vedere se potevamo darvi contributi già in questa fase».

Pattuzzi non fa una piega ma ribatte che sull’opera ci sono problemi: «Ho capito, non so se l’assessore le ha detto…siamo ancora in questa benedetta attesa di Via». L’incontro viene fissato il 20 maggio presso la sede dell’Arc in via dell’Arcoveggio e Perotti ne dà subito notizia a Fiammenghi. È sempre l’allora consigliere regionale dem a procurare a Perotti un nuovo appuntamento per l’8 luglio con Peri. Si arriva al 23 luglio quando Perotti sollecita ancora Fiammenghi per incontrare Peri. Sembrano esserci problemi: «Ciao Miro, novità per l’appuntamento? Varrebbe la pena, perché gli dico qualche criticità che sta emergendo in questi giorni…che magari è importante che lui la sappia». «Provo a parlargli», dice Fiammenghi. Due giorni dopo Perotti chiama Carlo Costa (non indagato, ndr), procuratore dell’Autostrada Brennero spa e nel cda di Autostrada regionale Cispadana, partecipata al 51% dalla società trentina: «Mi ha dato il suo numero l’assessore Peri, la disturbo per sapere se possiamo incontrarci». L’interlocutore rimanda alla settimana successiva.

«I contatti di Perotti con Peri e Fiammenghi sono costanti e fanno comprendere come, pur non avendo alcun incarico formale, si stia attivando in relazione all’opera, addirittura fornendo informazioni agli stessi», scrivono i carabinieri. Per i pm non è chiaro se sia stato Perotti a mettere in contatto l’assessore col potente Incalza, ma è un fatto che il 29 luglio Peri gli mandi un sms: «Vista bozza dello Sblocca Italia, non vedo Cispadana, Ferrara/mare e Passante Bo». Il 6 agosto spedisce un altro sms che riguarda il finanziamento della Cispadana per cui la Regione ha stanziato 180 milioni: «Nella bozza che mi hai dato, la Cispadana va spostata nell’elenco dal 15 in poi. I 400 m (non è chiaro se si parli di milioni, ndr) possono essere programmati dal 2016 con defiscalizzazioni».

Il primo settembre, infine, arriva la telefonata di Peri a Incalza da cui emerge la preoccupazione per l’assenza dell’opera nel decreto Sblocca Italia: «Dimmi Alfredo», dice Incalza. «Ascolta, Sblocca Italia…dentro c’è Passante e Cispadana?». «No, no Cispadana nella legge di Stabilità, Passante non c’è bisogno», risponde il dirigente. Peri insiste: «Cispadana la metti nella legge di Stabilità?». «Sì, perché loro hanno verificato…senza quote dice che non aveva senso, non so chi aveva parlato Lotti (sottosegretario al consiglio dei ministri, ndr». «Perché io stasera vedo Lupi, viene a Bologna», replica Peri. «Digli la stessa cosa». «Va bene, vengo a trovarti giovedì», assicura Peri. «Io sto qua, ti abbraccio», chiude Incalza.

Corriere della Sera – Edizione Bologna – 19 marzo 2015

 

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