IL RENZICOTTERO…

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Adesso tiriamo le somme. E sono somme pesanti. L’elicottero preso da Renzi è costato circa 8400 euro. La stessa tratta in Frecciarossa ha un costo massimo di 100 euro. Fate voi la differenza.

Scrive il Messaggero:

L’elicottero Agusta Westland AW 139 costruito presso le officine Agusta di Vergiate in provincia di Varese, è un elicottero biturbina costruito in circa 700 esemplari per le forze armate di mezzo mondo. Ha una velocità di crociera di 290 chilometri orari e può volare a oltre 5mila metri di quota. Il tempo di volo tra Firenze e Roma, per Matteo Renzi, sarebbe stato di circa un’ora a fronte dell’ora e mezza circa che ci impiega il Frecciarossa.

La differenza dei costi è però enorme. Sul sito x-plane.it, ad esempio, è riportato un costo orario per l’AW 139 di circa 8.400 euro. Col Frecciarossa, un biglietto di sola andata da Firenze Santa Maria Novella a Roma Termini costa 100 euro a persona in classe Executive, la più costosa.

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Matteo “la mia scorta è la gente” Renzie oggi ha fatto un atterraggio di emergenza a causa del maltempo con il “suo” elicottero, che chiameremo per comodità #Renzicottero, mentre si recava da Firenze a Roma. Poi ha tranquillamente continuato il viaggio con un auto blu e la sua scorta.

Sì, il presidente della Repubblica prende il treno, il non eletto che occupa Palazzo Chigi e impesta le televisioni per fare meno di 300 chilometri usa il Renzicottero. Alcune domande per Renzie a cui si gradirebbe avere risposta al più presto:
– Prendi il Renzicottero tutti i giorni?
– Chi c’era nel Renzicottero?
– Quanto costa ai contribuenti il tuo lusso?
– Ma prenderti un treno?
Forse Renzie sta facendo le prove per quando dovrà fuggire dagli italiani inferociti per essersi resi conto delle balle che ha raccontato e continua a raccontare, ma forse a quel punto il Renzicottero non basterà.

IL “RENZICOTTERO” FA GIRARE LE ELICHE PURE A “FAMIGLIA CRISTIANA”: ‘’RENZI SI SPOSTA A BORDO DI UN ELICOTTERO DI STATO ANCHE PER ANDARE DA ROMA A FIRENZE. NIENTE DI MALE, SE NON FOSSE CHE IL MEZZO DI TRASPORTO OGGI È DIVENTATO IL MESSAGGIO’’

“FAMIGLIA CRISTIANA”: RENZI COSTRETTO A VOLARE BASSO COL SUO RENZICOTTERO

Causa atterraggio di emergenza su un campo sportivo della Val Chianina, ieri l’Italia ha scoperto che Matteo Renzi per spostarsi da Firenze a Roma usa l’elicottero. La cosa ha provocato un’ondata di sdegno nazionale e le critiche feroci dell’opposizione. Giovanni Toti, di Forza Italia, lo ha invitato “a volare basso”. Il leader dei Cinque Stelle Beppe Grillo lo ha messo alla berlina sul suo blog coniando l’espressione #Renzicottero, poi tracimata sui social: “Quanto ci costi? Renzie sta facendo le prove per quando dovrà fuggire dagli italiani inferociti per essersi reso conto delle balle che racconta, ma forse a quel punto il #renzicottero non basterà”.
Di per sé la polemica sarebbe alquanto sterile, perché volare con aerei ed elicotteri di Stato è una prerogativa del Presidente del Consiglio e delle alte autorità dello Stato. L’elicottero del 31esimo Stormo dell’Aeronautica tra l’altro è anche destinato agli spostamenti del presidente della Repubblica e del Pontefice. Le ragioni sono molteplici e ovvie: la sicurezza, l’esigenza di non creare problemi di traffico con mezzi di terra e scorte, i numerosi impegni che spingono queste personalità a essere in posti distanti centinaia o migliaia di chilometri l’uno dall’altro nel corso della stessa giornata e ottimizzare al massimo i tempi, le responsabilità e il ruolo rappresentativo che rivestono (un presidente è un presidente, un premier è un premier, che diamine).

Il problema è che in tempi di crisi le stesse personalità hanno voluto dare un messaggio di sobrietà, utilizzando autovetture private e mezzi pubblici. Sono finiti i tempi in cui Silvio Berlusconi, da imprenditore che aveva deciso di scendere in campo, utilizzava orgogliosamente in campagna elettorale i suoi elicotteri per dare un’immagine di dinamismo, atterrando in piazze e stadi in una coreografia da “Apocalypse Now”.

Ma siccome anche il mezzo (di trasporto) è il messaggio, direbbe McLuhan, bisognava invertire la rotta. Ed eccoMario Monti scendere dal Frecciarossa scortato solo dal suo trolley per recarsi in taxi dal Capo dello Stato Napolitano e accettare l’incarico di premier, oppure il suo successore Enrico Letta entrare nel cortile del Quirinale a bordo della sua utilitaria. Anche Renzi, in principio, ci ha dato dentro con l’immagine di uomo comune del trasporto: bicicletta, autovettura elettrica, treno, tram, Frecciarossa, Smart, utilitaria, etc.

Naturalmente, una volta divenuto premier, il giovane sindaco di Firenze ha dovuto cambiare regime (come Monti e Letta, peraltro). Ed eccolo muoversi a bordo di aerei di Stato ed elicotteri, anche per andare a sciare in Val d’Aosta (il suo predecessore Romano Prodi, se qualcuno si ricorda, aveva utilizzato la sua vettura privata facendosi riprendere mentre montava gli sci sul portabagagli).

Oggi Renzi paga il fio per quella campagna di immagine che gli si ritorce un po’ contro e che – col senno del poi –  finisce per rivelarsi un tantino posticcia ed esagerata. Il premier poi ha un altro problema: il neopresidente Mattarella è riuscito a prendere un aereo di linea, un treno e persino un tram nel giro di una settimana e chi lo conosce giura che non è solo un atto simbolico ma continuerà a muoversi coi mezzi pubblici per tutto il settennato (si sa come sono questi vecchi democristiani).

Se poi a Mattarella aggiungiamo anche il Pontefice, che ovviamente utilizza elicotteri e aerei per i motivi summenzionati ma che fino alla salita al soglio aveva l’abbonamento alla metropolitana di Buenos Aires e oggi – quando glielo lasciano fare –  se ne va in giro su una vecchia Ford Focus scassata e addirittura in pullman, come a una gita del dopolavoro, beh, allora le cose per Renzi e il suo #Renzicottero si complicano. Tempi duri per chi non riesce a volare basso…

AL CAMPIONE DELL’ANTI CASTA CHE DA SINDACO IMPAZZAVA PER FIRENZE AL VOLANTE DI UNA MACCHININA ELETTRICA ERA GIÀ ACCADUTO A NATALE DI VOLARE PER LA SCIATA A COURMAYEUR

Massimo Gramellini per “la Stampa”

Un atterraggio d’emergenza imposto dal maltempo ha rivelato improvvisamente agli italiani che per andare da Firenze a Roma il granduca Matteo usa l’elicottero di Stato. Lui, il campione dell’Anti Casta che da sindaco impazzava per la città gigliata al volante di una macchinina elettrica e da segretario del Pd si faceva immortalare sul Frecciarossa come un Draghi qualunque. L’opinione pubblica si è subito spaccata. La maggioranza, composta da pendolari e sardine d’auto o di metrò, invoca per Messer Renzi un mezzo di trasporto più sobrio ed economico (non sottovaluterei il baldacchino, è ecologico e in Italia i portatori non mancano mai). Ma esiste anche una minoranza, fiera della propria impopolarità, convinta che fare viaggiare il capo del governo tra i cittadini significherebbe esporlo alla mercé del primo squilibrato e che la sua scorta sarebbe fonte di disagio per gli altri passeggeri.

L’elicottero rimane una scelta infelice perché è lo scooter dei miliardari e la metafora di una distanza abissale dalla gente comune. E comunque in democrazia il problema è sempre la trasparenza. Obama sale e scende dagli elicotteri senza dare scandalo, dato che in America tutti sanno che quei velivoli fanno parte del corredo presidenziale. Che Renzi ne usasse uno, invece, noi lo abbiamo scoperto ieri per caso. Come ogni caduta di stile, anche questa fa girare le eliche. Ma sostenere un condannato in primo grado alla presidenza della Regione Campania le fa girare ancora di più.

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