LA TESSERA PD COME QUELLA DELLA COOP….

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Nell’attesa di scoprire se gli iscritti verranno o meno coinvolti per l’elezione del nuovo segretario provinciale, il Pd ha avuto un’idea: perché non garantire al militante sconti nei musei, nei cinema e nei teatri comunali? Il tesserato storico, al pari dell’ultimo arrivato, verrebbe così ricompensato: con un bel pacchetto di agevolazioni come un qualsiasi socio Coop. Il proposito è venuto in mente alla responsabile culturale del Pd bolognese Isabella Angiuli. Prima ne ha discusso con gli iscritti alla newsletter «Forum Cultura» dei democratici, poi ha promesso di riparlarne lunedì 19 in un apposito incontro dove spunta la richiesta di poter stipulare «convenzioni per tesserati Pd con teatri, musei, cinema, altri enti e istituzioni della cultura».

Angiuli si è infatti posta una domanda, finita nero su bianco in una mail inviata al partito: «Cosa fa il Pd in ambito culturale per i propri iscritti?». Proporre delle politiche che possano rendere la cultura accessibile a tutti? Oppure promuovere eventi gratuiti aperti a tutta la cittadinanza? Oppure ancora, in anni di crisi, incalzare sempre più Comune e Regione affinché la cultura non sia un lusso per chi ha perso un lavoro o non riesce a trovarlo? La quarta ipotesi è quella preferita dalla Angiuli: firmare convenzioni con i più importanti enti culturali della città che permettano all’iscritto Pd di spendere meno rispetto agli altri cittadini. «Come discusso con voi provvederò a fare richiesta di convenzione per iscritti Pd con Emilia Romagna Teatri, con il Teatro Comunale e con la Cineteca di Bologna per ottenere uno sconto pari a quello previsto da altre convenzioni (tipo Coop, Feltrinelli, ecc.)».

Insomma, mentre Pd e cooperative si sbracciano in lungo e largo per convincere l’opinione pubblica che non esistono intrecci illegittimi tra politica e imprenditoria, la responsabile culturale di via Rivani non ha timore a chiedere che l’iscritto al partito democratico possa usufruire degli stessi sconti di un socio Coop. E non solo per le strutture comunali, come si intuisce continuando a leggere la mail: «Intendo valutare con altri enti, tipo l’Arci, la possibilità di estendere alcune convenzioni già in essere per i propri soci». Raggiunta al telefono, la Angiuli racconta con entusiasmo la sua intuizione: «È una proposta concreta e innovativa, che guarda ai giovani, già ben accolta nel forum culturale del partito». Chi le farà notare che in questo modo un iscritto al Pd gode di un privilegio ad hoc, riceverà questa risposta: «Nulla toglie che anche gli altri partiti possano fare lo stesso ». Certo. Angiuli non è nemmeno preoccupata del rischio che qualcuno decida di iscriversi più per convenienza che per convincimento politico. Dopo un veloce calcolo, è facile capire come con soli tre spettacoli all’Arena del Sole (uno dei teatri che rientrerebbe nel pacchetto allo studio dei democratici), il militante può ripagarsi la tessera che oggi costa 15 euro. Ma questo, precisa la Angiuli, «non è uno sconto per far la spesa alla coop. Tutto quello che fa aumentare il livello culturale deve essere motivo di interesse. Stiamo parlando di valori». O di soldi.

Corriere della Sera – edizione di Bologna – 10 gennaio 2015

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